(BDB Studios) Brett Minnie, chitarra e voce, e Pauline Silver, batteria e percussioni, hanno consegnato cinque pezzi nelle mani di Lucifer X, cioè David Fox della band industrial/anti-pop/noise St. Lucifer. Un gesto volto a ridisegnare atmosfere e aspetti dei pezzi, per un remix che portasse tutto verso nuovi confini. “Akkadian Artefacts” è dunque un marciare in territori nuovi per una reinterpretazione che rende forse più potenti e solenni questi pezzi. “Babylon (The Fall Of Akkadia)” è misteriosa, “Ghosts In The Shell” vive di una iniziale rarefazione di questa atmosfera onirica che poi tende quasi a strozzarsi e infine esplodere. “Cave Dweller” viene decostruita e riproposta con un’anima completamente trasfigurata e forse senza un senso vero. “The Drone Song (Desertion)” sono nove minuti di atmosfera che recita a sprazzi un riff di chitarra come un mantra e al contempo voci e suoni si espandono e si avvolgono su sé stesse senza una soluzione definitiva. “Redacted” chiude con una dimensione dove l’atmosfera accoglie un cantato che da solo delinea una canzone spoglia e dai connotati dark. Proprio l’opener “Babylon (The Fall Of Akkadia)” e la conclusiva “Redacted”, sono i momenti più intensi e riusciti di questa manipolazione da parte di Lucifer X. Il resto è un ambient amorfo, con elettronica, atmosfere cariche di malinconia e una certa inquietudine di fondo, senza però avere una linea concretamente solida negli altri tre brani.
(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10




