(Pure Steel Records) Già ritornati in pista nel 2015 con “Reincarnation”, e poi nel 2018 con “Harvest Of Soul” , i Thrust dimostrano di non voler scomparire di nuovo (come fu dal 1985 al 2002, e poi dal 2003 appunto al 2015…), e danno continuità alla propria carriera con questo “The Helm Of Awe”, il loro quinto, roccioso album in studio. Subito arrabbiata al punto giusto “Black River”, resa più arcigna dalla ripartenza dopo il break acustico. Melodica (per la media del disco) e vibrante “Purgatory Gates”; doomeggia che è un piacere la lunga “Killing Bridge”, in riuscito contrasto con l’incalzante “Battle Flag”, una vera chiamata alle armi! In ogni caso i Thrust sono certamente a loro agio con i tempi medi, come dimostra l’epica “The Traveler”; con la titletrack, posta in chiusura, Eric Claro tenta uno screaming gracchiante, e il sound si appesantisce verso gli Helstar. Nulla di nuovo sotto il sole, e “The Helm Of Awe” è naturalmente indirizzato a chi già si nutre di pane e US Metal da mattina a sera; tuttavia il risultato finale è degno di interesse.

(René Urkus) Voto: 7,5/10