(Eclipse Records) Dopo sei anni di attività dalla propria formazione, la band Valkyrie’s Fire di Nashville, Tennessee, pubblica il suo album di debutto. Curato nella produzione dallo stesso chitarrista Joey Grimaldi, con la masterizzazione di Mikael Sehlin (Amaranthe, Engel, In Flames), ospite anche nella canzone “Burning Sky”. La band enuncia il proprio symphonic power metal in maniera genuina e salda agli schemi classici del genere, che poi sono i soliti. Con Bettie Floyd alla voce insieme ad Adam Sanders, la band offre una buona manciata di pezzi, dei quali alcuni genuini e altri sensibilmente derivativi. Il taglio epico è spesso sovrastante in buona parte dei pezzi, così come il lato sinfonico, che enfatizza il giusto. Tuttavia, tra le peculiarità dei Valkyrie’s Fire, oltre alle maestose e appunto epiche melodie, vi è anche la presenza di un tessuto concretamente power metal ben rodato. Grimaldi, con la sua chitarra, si lancia anche in buoni assoli, coadiuvato da una base ritmica agile e arrembante. La formazione vede anche la presenza di Salem Belladonna, tastierista e violoncellista. Lei dunque contribuisce, come già spiegato, a questa costruzione melodica imponente e con tratti di eleganza. L’unico aspetto meno valido dell’album è in primis forse la produzione: ‘spara’ nei volumi in certe fasi e per alcuni strumenti, lasciando spesso il resto come un sommarsi poco nitido. A questo si aggiunge quella assonanza spesso forte con delle band che ormai non occorre più menzionare. “Out of Darkness” è il tipico lavoro che mostra subito quanto e cosa sia una band. Nel caso dei Valkyrie’s Fire, sono totalmente immersi nel concetto del metal sinfonico ed esprimono qualche pezzo valido, sicuramente “Nocturn” e “Evermore”, nonché ritornelli accattivanti o bridge di un certo valore. Però la band dovrà metterci del proprio per non essere la solita proposta di quel calderone, come appare al momento.
(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10




