(Napalm-Audioglobe) Coloro che non sopportano i Van Canto alzino la mano! I tedeschi sono giunti al quarto album del loro metal a cappella e ormai, diradato ogni effetto sorpresa che aveva reso gradevoli le prime prove, le loro canzoni mostrano la corda e la ripetitività di una formula già nota. Apre le danze “If I die in Battle”, epica fino a quando non subentra la “sezione ritmica” della band, che conferisce al tutto (come sempre) un involontario effetto fra l’allegro e il semiserio; in quest’ottica “The Seller of Souls” è un vero disastro. Funzionano meglio le cover appunto perché le si legge automaticamente in un’ottica ironica: ecco quindi “Primo Victoria” dei Sabaton, cui partecipa anche Joakim Broden, e “Bed of Nails” di Alice Cooper. Discorso a parte per “Masters of the Wind” , forse l’unico pezzo davvero riuscito del lotto, quello in quale, non a caso, la componente “rakkatakka” è ridotta al minimo. Anche la ballad “Spelled in Waters” piace essenzialmente grazie alla chitarra acustica di Marcus Siepen. Aggiungiamoci pure la grintosa “Neuer Wind”, cantata in tedesco; ma per i Van Canto farei esattamente lo stesso discorso degli Apocalyptica, una band ormai finita che ricicla all’infinito una originaria innovazione.

(Renato de Filippis) Voto: 5/10