
(Mighty Music) Secondo capitolo della saga dei folk metaller danesi Vansind, i quali danno seguito all’ottimo “Mørket” del 2023, cercando dichiaratamente di esplorare le conseguenze più oscure delle scelte, della lealtà e della perdita. “Hævnen” vuole essere un album che parla del non cedere, anche quando il prezzo da pagare è alto, alimentando quindi l’energia dei racconti folk esaltati dalle strumentazioni tradizionali, quali fischietto irlandese e cornamusa, senza dimenticare la potenza erogata dall’uso dei due vocalist: un’angelica voce femminile in duetto con un cavernoso growl maschile. Grintosa “Det Største Offer”, la resa dal vivo di “Blodhævn” sarà gloriosa, avvincente e seducente “Det Sidste Nådeskys”. Forte il senso epico su “ I Yggdrasils Skygge”, incalzante “Truslen Fra Dybet”, malinconica la bellissima e conclusiva “Skæbnens Tunge Vej”. La band consolida le basi gettate con “Mørket”, ampliando la gamma sonora e facendo scontrare riff pesanti e antiche melodie folk. I growl tuonanti di J. Asgaard sfidano la bellezza delicata della voce di Line Burglin, il tutto dentro le sonorità evocative degli strumenti folk, creando un’atmosfera che appare al tempo stesso primitiva e cinematografica, quasi la colonna sonora di avventure con protagonisti guerrieri valorosi, anime ribelli e spiriti selvaggi, dentro una narrazione che cerca angoli più oscuri della mitologia nordica e della storia scandinava, riportando in vita antiche leggende e racconti apparentemente dispersi nelle pagine logore di quel libro chiamato tempo, cercando non tanto di cantare il passato, quanto piuttosto di appropriarsene, creando un potente ponte emotivo tra le lotte ancestrali e la condizione umana moderna, esaltando al massimo gli insegnamenti che si celano dentro la nostra storia, la cultura umana e il folklore stesso.
(Luca Zakk) Voto: 8/10




