Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
MIELLNIR – “Incineration Astern”
(Stygian Cript) I viking metallers Miellnir debuttano dall’Ucraina con un buon disco di genere, che mescola suggestioni bathoriane ad altre che fanno pensare ai Thyrfing o alla frangia più blackeggiante del genere. I nostri, come i più scafati sapranno, prendono il loro nome dal martello di Thor, Mjöllnir, letteralmente ‘il maciullatore’. (altro…)
(Xtreem Music) Il progetto death/doom metal FamishGod nasce per iniziativa del polistrumentista spagonolo Pako Deimler, che si occupa di ogni cosa fuorché del cantato (al microfono c’è Dave Rotten, che milita in numerose band underground) e della batteria,
(Les Acteurs De L’ombre Productions/Those Opposed Records) Release poderosa dei provenzali Darkenhöld, che grazie alla collaborazione delle due label esce rispettivamente in cassetta e CD. Un black metal intenso, ricco di atmosfera la quale supporta i contenuti palesemente medioevali, trasportando l’ascoltatore
(Drown Within Records) Eccellente proposta dei cesenati Emrevoid, band che negli anni ha accumulato una certa esperienza nonostante la discografia non proprio nutrita. Prima di questo EP la band ha prodotto un album omonimo nel 2010 e nel tempo si
(Gaphals) Album di debutto per i Siberian, band Svedese che aveva precedente registrato un paio di demo sotto il monicker Shrine. Lo stile del quartetto si avvicina a quello degli Statunitensi Mastodon, vale a dire un mix di ritmiche potenti, mai troppo veloci, in cui si inseriscono rallentamenti sludge, vocals
(Iron Bonehead) Atmosfere dannatamente oscure. Perverse. Deliziosamente sataniche. Sono tedeschi, sono in due e sono al secondo disco: vantano una voce calda, che ricorda vagamente Peter Steele nelle parti più intense, ma che risulta capace di scatenarsi, di gridare, di approcciare il growl. Musicalmente siamo in
(Ghost Dancer Music/Cargo Records) Debutto di altissima classe per gli Skyscraper, band che vanta tra le proprie file delle vere e proprie istituzioni dell’hard rock melodico, come Lee Small (Shy) alla voce, Tor Talle (Joe Lynn Turner, Fergie Frederiksen) alla chitarra e Dave Boyce (The Quireboys) al basso. Le
(Mighty Music/Target) Spietato black danese. Feroce. Aggressivo, ma anche atmosferico, capace di offrire melodia dentro l’assalto frontale costituito da riff veloci, tremolo, singing devastante e drumming brutale. E’ proprio il drumming che attira la mia attenzione, in quanto Troels Pedersen si rivela instancabile,
(Steamhammer/SPV) L’11 Luglio del 2014. Una pagina della storia del rock che definirei unica. Siamo al Bang Your Head festival in Germania e Axel Rudi Pell celebra i 25 anni di carriera, di onorata e superlativa carriera. Decide di farlo con un concerto strepitoso, fuori di testa, contenuto in questa release che esce in
(Agonia Records) Da almeno quindici anni sono tra i più bravi in Italia. “Hurt Yourself And The Ones You Love” è un album, l’ottavo per i Forgotten Tomb, degnamente cattivo, perversamente subdolo con le sue litanie costellate di oscurità. Sound che riprende il gothic
(Rocksector Records) Ecco un altro ritorno di una gloriosa band inglese degli anni ’80… eccezionalmente non gestito dalla Pure Steel! Stavolta ci pensa infatti l’attenta Rockector Records a puntare nuovamente i riflettori sui Tysondog, che pubblicarono due buoni dischi a metà anni ’80 per poi sparire nel nulla.
(Pure Steel) Sono passati 30 anni dalla pubblicazione di “Symphonies of Steel”, uno dei classici cult dell’us metal: nel 1985 fu il debut degli Exxplorer, tornati da circa cinque anni di nuovo in piena attività. È un’ottima occasione per una ristampa con copertina originale, in 300 copie disponibili unicamente su vinile,
(Gain Music / Sony) Band ormai storica, navigata, cattiva, sfacciata, completamente fuori di testa! Da quando sono in giro? Ormai sono quasi vent’anni, compresa la piccola pausa tra “No Regrets” e “Hardcore Superstar”. Vantano un numero ampio di seguaci che li adorano, che amano il loro hard rock
(Iron Shield) Vedendo copertina, titolo e monicker credo vi siate già fatti un’idea di quale sia lo stile dei Revenge… posso solo aggiungere che i nostri sono colombiani (e l’America Latina, in fatto di metal, è rimasta estremamente purista), che hanno all’attivo un quantitativo spropositato di produzioni underground
(Autoproduzione) Gli spagnoli Northland vantano certamente una lunga esperienza in ambito folk/death, ma il loro secondo disco non graffia come dovrebbe. Vediamo perché. “When Nature awakes” ci mette una forte componente folk, rappresentata soprattutto dai flauti,
(Nuclear War Now!) Violenza al limite della sopportazione! Odio e devastazione sono portate all’estremo Nuclearhammer, quartetto Canadese che unisce la brutalità del grind con passaggi tecnici del death metal moderno, il tutto riletto con un’attitudine affine al black metal per quanto riguarda le sonorità glaciali e
(Indie Recordings) Live celebrativo per i Tnt, gloriosa band hard rock Norvegese, che nel 2012 ha festeggiato il trentesimo anno di attività. Per l’occasione, oltre alla line up attuale, capitanata dal chitarrista Ronni Le Tekro e dal cantante Tony Harnell (ora anche con gli Skid Row), il gruppo si è avvalso della
(Amazing Record Co.) La scena musicale è di nuovo pronta per i Therapy?, o forse no. Irlandesi volubili, spesso impegnati a cambiarsi di tono, nelle idee e un po’ nello stile, eccoli di ritorno con un nuovo album a tre anni dall’ultimo “Brief Crack of Light”, passato via nei ricordi del tempo con una certa velocità.
(Bakerteam Records) Si presentano con umiltà, gli At the Dawn di Imola: dicono chiaramente di non voler reinventare il loro genere di riferimento, il glorioso power/prog della nostra tradizione, ma il loro secondo disco è un ascolto godibile e a tratti anche trascinante. “Through a darkened Sky”
(Scarlet Record) Semplice, brutale e diretto. Il quinto album dei Danesi Horned Almighty non si discosta molto dal passato, non esce dagli schemi rigidi di un black/death caratterizzato da growl tuonante, riff taglienti, potenza diffusa, senza eccessi particolari o divagazioni di alcun tipo. Ed è qui che si pone l’eterno
(UDR Music/ADA) C’è una cosa per la quale Tommy Bolin non dovrebbe mai essere dimenticato: avere suonato la chitarra in “Spectrum” di Billy Cobham. Era il 1973 e aveva 22 anni. Jimi Hendrix era morto da tre anni e la sensazione che qualcuno potesse prendere il suo posto non l’aveva nessuno. All’epoca
(Battlegod Prod.) Tony Mills a 53 anni rappresenta classe e capacità. I Shy, i TNT, i Siam e tutto il resto sono delle situazioni musicali che ha vissuto, non sono abbastanza per descrivere quanto lui sia capace di spaccare in due un microfono e i sensi dell’ascoltatore. Tony, voce power, impostazione
(Pavement Entertainment) In certi casi il cavalcare gli stilemi di un genere, farli propri e proporli così, come il dio del metallo impone non ha sempre risultati deleteri. Per chi la pensa come i Manowar, ossia che il metal è metal da qui
(Despotz Records) Gli Hammerfall sono una band fondamentale della scena heavy/power europea, eppure (forse per il timbro così particolare di Joacim Cans) raramente mi è capitato di trovare un’altra formazione che si ispirasse in modo quasi esclusivo al granitico quintetto di Gothenburg.
(In-Akustik) “Sette è il numero dei peccati capitali”, recita la strepitosa “Vigilante Man”, terza traccia di questo capolavoro di rock e metal! Ma i peccati capitali qui sono ben dodici, peccati che portano direttamente all’inferno, il fantastico inferno del rock’n’roll! E chi troviamo all’inferno? Chi sono i demoni che con il
(Eat Lead & Die Music) Monsterworks, uomini che costruiscono un’identità e musicisti che costruiscono il proprio sound. Qualcosa che è il loro essere, attraverso il tempo è diventato ciò che “The Existential Codex” comunica. Dodicesimo album, erede di cose altrettanto
(Dream Records) Gli inglesi Furyon credono incredibilmente nella propria musica e, con alle spalle una agenzia capace come la Rock’n’Growl, pubblicano il loro secondo album annunciandolo con grande sicurezza. Alla fine “Lost Salvation” non è affatto male, anche se una maggiore varietà dei pezzi avrebbe sicuramente
(Raven Music) L’esordio su full-“length” dei russo/israeliani Desert (recensito
(Nordvis Produktion) Proprio come un fiore che sboccia, si rivela la totale complessità di un full length anticipato dal singolo “Neath Rock & Stone” uscito a febbraio. E’ il quinto lavoro della one man band svedese, condotta dal poli strumentista e compositore Nachtzeit. Se il singolo proponeva la terza traccia, “Blossom (Part 3)”, l’album offre anche le
(Pure Steel) Ormai i comeback di formazioni cult degli anni ’80 non fanno quasi più notizia: pochissime sono le band che, spesso in forma totalmente rinnovata, non hanno ceduto alla tentazione di ritornare sulla scena. Possiamo ora aggiungere alla lista gli us metallers Axemaster (da Kent, in Ohio),
(De Tenebrarum Principio) One man band tutta italiana questo progetto, dichiaratamente ispirato ai fasti del black metal atmosferico della seconda metà degli anni novanta. Anni che
(Killer Metal) La cosa più interessante dei Lords of the Trident è il modo in cui si presentano sul proprio sito internet. Descrivono le normali vicende della loro storia di band come se fossero un’epica battaglia… e che dire dei nickname dei membri?
(AFM) Gotici. Elettronici. Vagamente pop. Estremamente potenti. E’ sempre la Germania il paese giusto per queste bands che sono in grado di miscelare potenza metal, decadenza gotica in un contesto vendibile, proponibile, di tendenza, pop. Gli A Life Divided, come i Darkhaus, riescono a creare un sound non
(Hells Headbangers) Se questi australiani potrebbero essere definiti i cugini oltremare dei Belphegor, si può affermare che evidentemente i geni buoni sono rimasti in Austria. Non è tanto per la tecnica o per il livello di malignità. In entrambi casi ci siamo; ma manca del tutto un minimo di originalità che li possa far
(Spider Rock) Da una delle più belle località della Campania, ovvero Sapri, i prog rockers Aura ci inviano il loro terzo album, che fa della solidità dell’insieme la propria carta vincente. “Noise” si compone di dieci brani che non si perdono in divagazioni superflue