DIMMU BORGIR, “I tuoi genitori ti hanno tirato su molto male.”
(Click here for English version) Band storica, emblematica, eclettica e di riferimento assoluto… nel bene e nel male. I Dimmu Borgir hanno avvicinato moltissima gente al black, gente che poi ha aperto gli occhi verso un ecosistema prima sconosciuto o semplicemente ignorato. In un soleggiato pomeriggio a Milano, dentro un pub, finisco tranquillamente seduto ad un tavolo con Shagrath, il vocalist e membro fondatore della band. Intervista tranquilla, anzi, direi una chiacchierata tra persone che la pensano allo stesso modo e che in un modo o nell’altro, hanno consacrato l’anima ad un genere musicale, con tutte le sue labirintiche deviazioni, evoluzioni, varianti… con un sacco di regole scritte o meno, pensieri espressi o meno, idee chiare o meno. Dopo quasi un decennio di silenzio discografico, Shagrath con estrema cortesia, gentilezza e pazienza accetta le mie domande le quali toccano un po’ la storia della band, il futuro della band, le regole della band, senza tralasciare un pizzico di provocazione. Shagrath si rivela una persona estremamente equilibrata, sincera, convinta della qualità del suo lavoro. L’artista dal quale ricevo la migliore descrizione di arte in assoluto. Non importa se amate la musica dei Dimmu Borgir o meno. Non importa se rispettiate la loro posizione sulla scena o meno. Se vi ritenete degli esseri intelligenti, leggete il loro punto di vista, senza rinchiudervi ciecamente nel vostro recinto mentale. Sincero, diretto, per nulla arrogante e senza face painting. Signore e Signori, questo è Shagrath: l’uomo, l’umano, l’artista. (altro…)
(Nuclear Blast Records) Il neon. Tutto parte da quel neon. Quando uscì il primo video del singolo “Interdimensional Summit” si scatenò il finimondo. Un olocausto mediatico assurdo. Schieramenti di ‘pro’ in aperto conflitto con
(Ektro / Hydra Head) I finlandesi Pharaoh Overlord, band composta da membri dei pazzi Circle, sono pura pazzia. Giungono al nono album (ovviamente denominato “Zero”… considerando che i primi quattro erano numerati.. da 1 a 4… evitate di cercare
(Satanath Records/Symbol Of Domination/Final Gate Records) Curioso l’album dei russi Taiga. Su un impianto sonoro che alterna black rabbioso e tratti calmi e riflessivi vengono poggiate
(Satanath Records/The Eastern Front) Sei tracce più un’intro vanno a formare un disco piuttosto canonico per gli standard del black metal. Un po’ tutti i cliché del caso sono presenti nella
(AnnapurnA / Old Europe Cafe) Rumore. Tanto rumore. Rumore elettronico. Digitale. Rumore industriale. Rumore glaciale. Rumore destabilizzante che si diffonde in una oscurità
(Ektro / Ruton Music) Il ‘cerchio’ si chiude. Ancora una volta. È impossibile che un progetto finlandese così assurdo non abbia a che fare con gentaglia che milita nei Circle. Infatti ecco nuovamente Jussi
(Memento Mori) Il ritorno in auge del death metal old school ha in qualche modo permesso a molti giovani di addentrarsi in queste fantastiche sonorità, e questo non può che rendermi felice, visto che amo questo genere da almeno venticinque anni. Il
(Svart Records) Secondo album per Kohti Tuhoa, formazione finlandese considerata tra le più interessanti provenienti dalla Scandinavia in ambito hardcore. La considerazione goduta dalla band è a mio avviso meritatissima, visto
(Ektro Records) Io non oso neppure immaginare cosa abbia spinto un gruppo attivo dal 1988 a produrre proprio ora il suo primo album, per giunta composto da soli cinque pezzi. Aspettarsi
(Dornwald Records) Niente di amichevole con i Nostalgic Agony, band italiana devota al depressive black più estremo, più di confine, la colonna sonora per lasciare questo mondo con convinzione e sublime distacco. È palese l’influenza di Xasthur, in
(Avantgarde Music) Depressione ed autodistruzione. Secondo album per gli svedesi Ofdrykkja, la band che esiste per esaltare la disperazione in maniera estrema. Musicalmente siamo su territori black metal oscuro,
(Grimm Distribution/Satanath Records/NGC Productions) Gli ungheresi Nadir mi hanno dato del filo da torcere perché fino alla fine non ho saputo discriminare se il combo fosse o meno un
(Holy Fail Records) Rock esplosivo ma con una tinta oscura che tuona dalla Svizzera. I Sooma hanno energia, hanno potenza, sanno iniettare quella dose di schizofrenia nella musica, la quale però è tutta sostanzialmente
(Avantgarde Music) Dal Canada, dal Québec, tuona la rievocazione del debutto di Circle of Salt, one man band di Maikan (ovvero Mike Kirkenbrannsår, artista che sta dietro pure a Æsahættr, Barren Canyon…
(Trollzorn Records) Per festeggiare l’invidiabile anniversario dei loro primi vent’anni, il duo tedesco ha deciso di pensare in grande e sfoggiare fin dal titolo e dalla copertina un lavoro degno di questo traguardo. Diciamolo