Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
ARJEN ANTHONY LUCASSEN – “Songs No One Will Hear”

(InsideOut Music / Sony Music) Non posso non ammirare il genio deviato di Arjen… con le sue molteplici personalità che si manifestano in tutti suoi progetti musicali nei quali lui è sempre il mastermind circondato da un manipolo di cantanti e musicisti sempre di altissimo livello. Ayreon, Star One, Ambeon, Guilt Machine, The Gentle Storm e altri, oltre a questo progetto che porta il suo nome e che giunge al quarto album in trentadue anni di storia, il primo da tredici anni a questa parte (tempo durante il quale le altre ‘band’ ci hanno regalato svariati lavori), quando uscì “Lost in the New Real”. (altro…)

(Pelagic Records) I Barrens fanno parte della galassia generata dalla Pelagic Records, dunque Druids, God Is An Astronaut, Mono e altri. Sono svedesi, di Göteborg, hanno un’esperienza ventennale nella scena musicale e pubblicato per Denovali, suonato con Mogwai per citarne alcuni, inoltre “Corpse Lights” è prodotto da Kristofer Jönson, già loro sostegno 
(Purity Through Fire) Un progetto che nasce attraverso le intenzioni di un duo ucraino che pare al momento si trovi in Germania, avvalendosi di un batterista per le registrazioni. Sono Styrr e Ingvarr, entrambi multistrumentisti e al microfono. Lycane è il batterista a supporto, oltre all’intervento di due coriste in alcuni pezzi. Il secondo album degli Schreigarm è
(Inverse Records / Meara Music) Sono elementi provenienti da varie formazioni i finlandesi I, Cursed, i quali sono fanatici del tipico sound svedese sospeso tra grind e death metal, modellato attraverso una produzione ovviamente curata. Finlandesi dunque ma con principi della vicina Svezia per questa manciata di minuti nei quali i pezzi vengono sparati fuori a raffica 





(Lay Bare Recordings) La musica dei tedeschi Coltaine è un sublime mix di psichedelico atmosferico, di post-rock malinconico e di… celestiale blackgaze, il tutto dentro una immensa dimensione eterea per una band capitanata da una front woman favolosa capace di alimentare con impeto quello stato di trance, quell’ossessione sonora, quell’ipnotismo penetrante.
(autoproduzione) Quindici canzoni della divina
(Reigming Phoenix Music) Gli Eleine dopo il secondo album “Until the End” del 2018, hanno preso l’abitudine di pubblicare un EP tra due full length e “We Stand United” è il terzo. Chissà quanto interesse dei fan porta alla band svedese tale abitudine, infatti 


(Sentient Ruin Laboratories) Se “Threat” fosse uscito nel 1988 poteva essere il fratello maggiore di molti album successivi a quella data o almeno il cugino di molti del periodo e dunque avere incidenza sui musicisti negli anni successivi. Di certo i Killing 



(King Volume Records / Blues Funeral Recordings) The Rat Queen è Riley Pinkerton, voce e chitarra ritmica, e guida questa formazione che pubblica un nuovo album dalle tinte opache ma vibranti. Con il chitarrista The Count, cioè Franco Vittore, e The Plague
(Reignin Phoenix Music) La gloriosa aquila teutonica dei Primal Fear è sempre bella ma oggi vola meno alto del normale. Riconoscendo ai veterani dell’heavy/power tedesco una buona coda nella loro 
(Nuclear Blast Records) Alcuni angoli del nuovo album dei Nailed Obscurity riportano alla mente certe atmosfere degli Anathema, rilette però con l’abilità contemporanea che potrebbe metterci una formazione in giro da venti anni, dunque già nata 

(De Tenebrarum Principio) Pregevole debutto per i Blutsauger che si presentano con uno scrigno pieno di gemme black metal, intagliate con quello stile ruvido e primordiale degli anni ’90. Il duo italiano, H. Škrat e Hörske, suona senza fronzoli, con distorsioni 
(RPM – Reigning Phoenix Music) Nonostante siano in circolazione da ventuno anni e siano giunti al settimo album, l’esistenza degli Incite è da sempre caratterizzata da confronti con Sepultura, Soulfly e tutto ciò in cui ha messo mano e voce il seminale e carismatico Max Cavalera; per chi ancora non lo sapesse, infatti, il leader degli Incite è Richie Cavalera, appunto il figliastro di Max, quindi quel cognome così ingombrante crea ovvie aspettative. 
