MAGES TERROR – “Damnations Sight”

(Invictus Productions) Full length di debutto per Mages Terror, quartetto australiano costituito da personaggi piuttosto conosciuti nella scena estrema di Brisbane; (altro…)

(Invictus Productions) Full length di debutto per Mages Terror, quartetto australiano costituito da personaggi piuttosto conosciuti nella scena estrema di Brisbane; (altro…)
(AOP Records) “Age of Unreason” è un album che pur rientrando nella sfera del black metal, è mosso da trame estemporanee come il post metal e l’avantgarde. I ColdCell hanno inciso cinque album in dodici anni, considerando che di mezzo c’è stata anche la fase del CoViD, sono dati che dimostrano come la band di Basilea sia molto attiva. Le atmosfere (altro…)

(Avantgarde Music’s Unorthodox Emanation) Terzo album per I Defacement, terzetto con base a Utrecht, in Olanda, anche se sia il chitarrista Khalid Azagoth ed il cantante/bassista Forsaken Ahmed provengono dalla Libia, mentre il batterista Mark Bestia proviene da Romano D’Ezzelino, a pochi passi da Bassano del Grappa artista che ho avuto modo di veder suonare dal vivo svariate volte con numerose band, tanto che posso garantire che il nickname ‘Bestia’ è appropriato. (altro…)

(Elevate Records) Ormai Gabriels non sorprende più… per il semplice fatto che ormai i suoi dischi sono così creativi, complessi, evoluti e fantasiosi che non ci si può davvero aspettare niente di meno. (altro…)
(Metal Blade Records) “Heal” è ‘solo’ il quarto album dei Sacred Reich! Phil Rind, Wiley Arnett e Dave McClain, messi in ordine di anzianità nella band che è completata dal chitarrista Jason Rainey, morto purtroppo nel 2020 cioè l’anno dopo la pubblicazione del suddetto full length, avevano pubblicato un album tre anni prima. Pubblicheranno (altro…)
(Hells Headbangers) I Blood Feast sono una garanzia! Dopo una prima parte di carriera caratterizzata dai due album “Kill For Pleasure” e “Chopping Block Blues” e da un EP intitolato “Face Fate”, considerati dei classici minori da ogni amante del thrash che si rispetti, la formazione statunitense torna solo nel 2017 con l’ottimo come back “The Future State Of Wicked”, seguito l’anno dopo dall’EP “Chopped, Sliced And Diced” (recensione QUI). (altro…)
(Massacre Records) Dopo oltre venti anni gli Imperia arrivano a quota sette album in studio, svilendo in parte il loro dogma symphonic metal e guardando anche altrove, come però si è verificata nel recente passato. “Dark Paradise” però sembra davvero spostare l’asse dello stile e ora gli Imperia cambiano talmente tante volte le carte in tavola che viene (altro…)
(Metal On Metal Records) La trilogia sull’Inferno di Dante Alighieri è ora completa per In Aevum Agere. “Darkness, Then Light” è una rappresentazione monolitica dell’opera dantesca, attraverso suoni poderosi e l’ascendenza musicale dei celebri Candlemass non senza qualche buon riff irrobustito dei Black Sabbath ma dell’era post Ozzy. Più di tutto (altro…)

(Reaper Entertainment) Dalla Slovenia ecco il terzo album di questa heavy power band che nulla ha da invidiare a i nomi più blasonati del genere. Riff che catturano come i migliori Hammerfall, quella gloria che difende il metallo con fare guerrafondaia a-là Manowar, un vocalist che non teme nessuno e che ricorda l’immortale Ronnie James Dio con l’irruenza di Bruce Dickinson. (altro…)

(autoprodotto) Una band strana ma attraente, capitanata da Sharoón Eliashar, una artista nata a Gerusalemme ma cresciuta nei deserti della California, una musicista con basi classiche, medio-orientali ed etniche. (altro…)

(Reaper Entertainment) I Metal Church, la leggendaria band americana, ha avuto diversi vocalist in line up. Sicuramente i più iconici sono stati David Wayne, in particolare per la sua demoniaca performance sul disco di debutto omonimo ed il seguente “The Dark” (due capolavori assoluti), e poi il suo sostituto Mike Howe, firmatario -tra gli altri- di macigni quali “Blessing in Disguise” e “The Human Factor”. (altro…)

(Magnetic Eye Records!) Terzo album in un decennio di esistenza per questa heavy band americana con marcate venature doom. Però le cose non son così ovvie e questa venatura doomy appare provocante, in quanto sta sempre tra l’heavy metal puro e un hard rock suggerito a volte con prepotenza… senza mai però volerlo abbracciare completamente, rimanendo quindi solidamente in ambiti heavy. (altro…)
(Comatose Music) Poco più di otto minuti questa nuova pubblicazione marchiata da una delle etichette più estremiste e assurde che esistano, cioè la Comatose Music. Brutal/slam death metal, grindcore, frenesie technical brutal death metal, sono i terreni nei quali l’etichetta statunitense raccoglie le sue proposte. Wurm Flesh sono di Sacramento (altro…)

(AOP Records) È tutto deliziosamente sbagliato in questa release. Non solo la band ha origine nel territorio universalmente ed oggigiorno definito ‘fonte del male’ (San Pietroburgo, federazione Russa)… non solo si tratta di un disco vecchio, originariamente uscito nel 2020… si tratta pure dell’ultimo disco pubblicato dalla band, prima di questa apparente dissoluzione nel mondo dell’oblio, dietro un’arcaica cortina ormai più attuale che mai. (altro…)

(Hells Headbangers) In poco più di un decennio i francesi Skelethal hanno dato vita a tre dischi di death metal ricco di influenze americane e svedesi, spingendo sempre più verso un old style, un old school tanto ricco di nostalgia quanto di efferata aggressività. (altro…)
(earMUSIC) Fare una recensione dei Deep Purple per un loro nuovo album, il ventitreesimo in uno studio di registrazione e dal titolo inusuale, è un pochino disarmante. I Deep Purple sono un monumento la cui fondazione risale a Hertford in Inghilterra nel 1968. Si intitola “=1” e curiosamente è un modo per dire che in questo mondo così veloce (altro…)

(Sliptrick Records) Terzo disco per la band che proviene dall’Isola di Man, luogo noto per eventi sportivi estremi (motociclismo) e non certo per bands appartenenti al vasto mondo dell’heavy metal. “The Ghosts Of What We Knew” è un album ultra tecnico ma dannatamente potente ed efficace: (altro…)

(MFSAM Records / Monk Records) Solo due brani, però sono decisamente granitici, immensamente pesanti e dannatamente lunghi, tanto che, messi assieme dentro questo quarto album, superano la mezz’ora di suoni laceranti, taglienti, decadenti. Si parte dal doom, c’è l’acidità dello sludge, esplode la melodia, ci sono stimoli mentali i quali, togliendo dall’equazione la voce, lasciano che siano chitarra, basso e batteria (ed archi!) a dipingere quella tela eterea, fatta di pennellate violente, di ombre invitanti, di oscurità minacciose, di costruzioni sognanti e maledettamente melodiche. (altro…)
(autoproduzione) Pubblicato il 6 giugno del 2022, “Il Culto Dell’Agonia” è un prodotto musicale devastante e con una propria imponente bellezza. L’opera è dei romani Ulfhednar che si sono mossi da soli per pubblicare l’album “Il Culto Dell’Agonia”, il quale da allora ad oggi sembra marchiato con la definizione di black metal. Non che i romani (altro…)

(Autoproduzione) Terzo album per i tedeschi Zerre, il primo dalla reunion avvenuta nel 2022, a valle dello scioglimento risalente al 2017. Un ritorno che vede una decisa mutazione stilistica, ora decisamente votata al thrash metal, con qualche richiamo al punk hardcore che caratterizzava i primi due lavori. (altro…)

(Brutal Racords) Settimo album per Sahon, band di culto della scena underground sud coreana, finalmente distribuita globalmente grazie alla partnership con la statunitense Brutal Records. (altro…)
(Darkness Shall Rise Productions) “Retaliation” è l’esordio assoluto per gli Ulvehunger, i quali sono tutti musicisti non di primo pelo: Anders Odden dei Cadaver, Frost dei Satyricon, L.J. Balvaz proprio dei Balvaz e altre realtà, con esperienze proprio nei Cadaver, e infine K.B. Fletcher dei Disgusting. I quattro norvegesi imbastiscono un blackened death metal con momenti death/black and roll (altro…)
(Subsound Records) Il ‘demo perduto’ dei Zu, avant-garde/jazzcore band tricolore. I Zu lo pubblicano nel 1995, da allora hanno siglato quindici album, suonato con (altro…)
(Overdub Recordings) Dire Dittatvura è dire un po’ di cose ma proviamo a riassumerle, in questa società veloce che non ha mai tempo e manco per le sfumature o i compromessi. Gli abruzzesi Dittatvra sono una band crossover, proprio quella fusione tra punk e uno pseudo hardcore e altro e nel loro caso l’altro è una varietà di psichedelia (altro…)

(Reigning Phoenix Music) Da pochi anni l’australiano Mark Kelson, coadiuvato da qualche tempo da Richie Poate, recluta Jan Rechberger (Amorphis) e Niclas Etelävuori (ex Amorphis / Flat Earth) per rinvigorire il progetto The Eternal, avviato nel 2003 dalle ceneri di una precedente band. (altro…)
(Ripple Music) È un album divorante “White Witch Canyon” dell’omonima band di Oakland in California. Lo è perché è pieno di cose e sprizza energia. Si assiste ad un misto tra le jam stile fine anni ’60, lo stoner, il doom, la psichedelia e qualcosa di Jack White, dei Monster Magnet e dei Black Sabbath. C’è tutto e niente è davvero derivativo. (altro…)
(Inverse Records / Meara Music) I, Cursed altro non è che un duo in giro da non molto tempo. Si tratta di Eero Haula e Ville-Veikko Laaksonen, membri, attualmente e in passato, di band come Atlases, Marto, Oceanwake, Pyuria e altre ancora. Voce Haula e chitarra e basso Laaksonen pubblicano il (altro…)

(Lupus Lounge) Lontane sono le sferzate depressive black dei ‘primi’ Xasthur, nonostante dietro le quinte ci sia ancora e solamente l’inossidabile Scott Connor. (altro…)
(Karisma Records) In patria, la Norvegia, sono una leggenda del prog… e questo loro disco è uscito ben 24 anni or sono, nel 2000. (altro…)
(Agonia Records) Sono un concentrato di diverse cose, cioè death/black and roll, depressive doom e gothic metal, i Forgotten Tomb ma soprattutto sono tra le migliori band italiane in circolazione. “Nightfloating” rappresenta la chiara espressione di quel sommare stili e renderli tutti qualcosa (altro…)
(Metal Zone Italia) Dopo un paio di singoli la grintosa quanto elegante cantante siciliana Dody, pubblica il suo primo EP dal titolo “A New Life”. Dody ha una sana vocazione verso il rock/hard rock anni ’80 e dunque con qualche rifinitura AOR nella genetica musicale dei quattro pezzi (altro…)

(Hells Headbangers) Quinto album per gli statunitensi The Lurking Corpses, il primo da un decennio a questa parte per una band che dal 2001 porta in giro per il mondo il proprio horror metal. “Lurking After Midnight” è un disco divertente e piacevole, ma ha il difetto di essere a dir poco disomogeneo. (altro…)
(Comatose Music) Sijjeel è un’assurdità multietnica nata dal saudita Hussain Akbar, chitarrista e programmi ritmici, con il cantante Floor van Kuijk, olandese. Dopo un primo EP i due accolgono in formazione Lukas Kaminski, bassista tedesco. Il trio è al secondo album dal quale schizza fuori un death (altro…)
(Reigning Phoenix Music) White Stones è un progetto di Martín Méndez, il bassista degli Opeth. Méndez è nato in Uruguay ed è dunque di lingua spagnola e con White Stones, dove collabora con altri musicisti e tutti spagnoli, è al terzo album. Siamo di fronte a un lavoro cantato dunque in (altro…)
(Sentient Ruin Laboratories) Quindici anni di carriera racchiusi in LP e digitale dalla Sentient Ruin Laboratories, per i brasiliani Clan Dos Mortos Cicatriz. Dediti al punk condito a più riprese da influenze dark, nonché crust, hardcore e via dicendo, i brasiliani Clan Dos Mortos Cicatriz sono un (altro…)