TÅRFÖDD – “Lidande”
(Purity Through Fire) Tårfödd è un progetto di Simon Lindgren, con il quale lo svedese ha pubblicato molte cose in soli tre anni. “Lidande” tra l’altro è il primo di due album, l’altro è “Efterlämnade i sorg”, pubblicati quest’anno e da principio autonomamente. Ascoltare “Lidande” vuol dire spalancare una porta su un mondo lontano, freddo, foderato di epica (altro…)

(Ripple Music) Scott ‘Wino’ Weinrich è la voce di The Obsessed, è stata la voce dei celebri Saint Vitus, nonché degli Spirit Caravan. Ha pubblicato il suo quarto album “Create Or Die”, avvalendosi di uno stuolo di batteristi e musicisti di supporto. Da anni sulla scena musicale, la sua prima band, The Obsessed, risale al 1978, Wino ha poi militato nelle altre band
(Everlasting Spew Records) “Latitudes of Sorrow” è frutto della coabitazione tra i romani Shores Of Null e il duo finlandese Convocation. I Shores Of Null con già cinque album alle spalle, sono un ottimo esempio del doom metal di novantiana memoria e vicino alle eleganze dei Paradise Lost. La quota nello split della band romana si sviluppa attraverso tre pezzi. Tutti
(Antiq Label) Il concetto teorico attorno alla musica della band creata da Kval nel 2021, ruota attorno a figure del pensiero occidentale scolpite nel tempo. Dopo l’album “Souveraineté radiale” del 2023 che tira in causa pensatori tra i quali il poeta Ovidio, i Morte France ricalcano ora concetti di Ernst Jünger, Hermann Hesse, Jean Cau, David Engel per 
(Graviton Music Services) Sono passati otto anni da “Infinitum” e per tanto sono cambiate delle cose in seno alla band olandese. Mutano le cose nel tempo e anche il sound dei Magnacult ha effettivamente traslato il significato della sua essenza. Resta confermata la capacità della band di agganciarsi a certi apetti, generi precisi, esprimendoli attraverso un suonare 
(Autoproduzione) Secondo album per Frostshock, formazione tedesca nata nel 2020 e con all’attivo l’album di debutto omonimo, uscito nel 2023. Con lo sguardo verso la scena di Gothenburg e i piedi ben piantati nella natia Vestfalia, questi quattro ragazzi bilanciano alla perfezione le taglienti e suggestive melodie del melodeath svedese con assalti thrash, riuscendo in maniera brillante a fare ciò che ad altre band, come ad esempio gli ultimi Kreator, non sempre riesce bene, al punto che durante l’ascolto di “Hibernation’s End” mi sono trovato molto spesso a immaginare che razza di dischi avrebbe potuto sfornare Mille Petrozza e la sua band se solo avesse intrapreso questo percorso da “Violent Revolution” in poi.
(ATMF) Una pietra grezza questo lavoro nato tra il 1994 e il 1996, attraverso una visione propria del suonare con atteggiamento di opposizione serrata e sarcasmo. I Joyless sono la prosecuzione dei Forgotten Woods, quando quest’ultimi si fermarono per un tempo imprecisato. “Unlimited Hate” è il primo lavoro firmato Joyless e contiene anche materiale concepito e 


