ZOMBIES LOVE HEAVY METAL, ci siamo
Comunicato stampa
Si avvicina “ZOMBIES LOVE HEAVY METAL“: mancano ormai solo quattro giorni all’evento in cui per la prima volta il mondo dell’Hard Rock e dell’Hair Metal incontrerà quello dei Manga horror, organizzato da Spider Rock Promotion, Roxx Roma, Advena Ass. Culturale e Onigiri Store: VENERDI prossimo, 20 GIUGNO 2014, all’INIT di Roma si svolgerà la kermesse che sta suscitando interesse oltre ogni più rosea aspettativa.
Siamo dunque lieti di annunciare altre novità, oltre quelle già annunciate in precedenza. Prima di tutto, sarà presente anche uno stand di truccatrici, disponibili a truccare a tema tutti i partecipanti all’evento.
Allo stesso stand gli artisti Patrizio Cestiè ed Andrea Tesoro, apprezzati anche come tatuatori, potranno mostrare il loro book lavori e prendere appuntamenti per future realizzazioni.
Gli artisti saranno anche disponibili a realizzare in loco ritratti in chiave horror.
Per la parte musicale, siamo rammaricati di dover prendere atto della defezione dei LIPSTICK, che non potranno essere della partita. A rimpolpare il bill saranno quindi i capitolini BANG OUT ed il loro Rotten Roll assolutamente in tema!
In sintesi:
ZOMBIES LOVE HEAVY METAL
con:
17 CRASH
WICKED STARR
HONEYBOMBS
BANG OUT
PILLOW FIGHT
Proiezione FILM e anime horror + Sfilata Cosplayer + Esposizione artistica + Partita ITALIA vs COSTA RICA
Inizio concerti: ore 21:30
Venerdi 20 giugno 2014
INIT, Via della Stazione Tuscolana 133
00182 – ROMA
Ingresso:
gratuito per guardare la partita (Per la permanenza all’evento dopo le 19.30 si richiederà il pagamento del biglietto).
Dopo le 20.00: € 7,50 per chiunque si presenti vestito da Cosplayer, € 10,00 altrimenti
Contatti:
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Saluti,
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Il 27 settembre è venuto a mancare uno dei fondatori dei Great White, il bassista Lorne Black.

Da oggi, la cult band finlandese CIRCLE, cambia nome: ora si chiamano FALCON. Come prima attività con il nuovo monicker pubblicano un singolo intitolato “Beer And Ribs”, che uscirà il 2 Agosto per ELEKTRO RECORDS. La band è influenzata da AOR e soft rock, con ritmiche catchy. Il singolo conterrà due pezzi: “Beer And Ribs” e “Sunset Street”
(Avantgarde Music) Metastasi necrotica di qualsiasi barlume di speranza. L’apice della decadenza e della depressione. Morte. Poi la risurrezione concepita per predicare nuova morte, nuova oscurità. Tornano Sargatanas e Cernunnus, gli oscuri sacerdoti che diedero un’anima dannata
(Full Blast Records) I canadesi Soulstorm non realizzavano un album dalla metà degli anni ’90, dopo di allora uno split, un singolo, un EP e niente di più. Queste dieci canzoni sono l’espressione di un death metal fuso con l’indstrial e il sound che ne nasce è oscuro e malsano, fatto di richiami a Godflesh (“Catalyst Rising”) e alle sonorità di un death metal di tipo old schol. Nel complesso l’album ha dei momenti che segnano il passo,
(Autoproduzione) Sarà la sfrontatezza dei debuttanti o l’idea di qualche agente caparbio nel promuovere i suoi protetti, ma i tedeschi Out of Decay si presentano con un frase del tipo “mostrano che il Metalcore può essere differente”. E’ così? L’impressione immediata è che i giovanissimi teutonici non si limitino a farsi ingabbiare dei dettami del genere proposto e tentino qualche soluzione diversa.
(Nuclear Blast Records) E’ sempre difficile recensire gruppi come i Bullet, che sono palesemente ispirati alla scuola degli AC/DC. Esiste un eterno dilemma: penalizzare la percepibile mancanza di originalità, o premiare la voglia di suonare del buon rock ‘n’ roll, scatenando il pubblico, divertendo ed eventualmente anche dimostrando una certa capacità tecnica? E’ un giudizio che io non posso dare. Tuttavia questo quarto full length, il primo con la Nuclear Blast
(Autoproduzione) Sono di recente formazione i Bloodtruth e questo promo presenta solo due brani assolutamente ben composti, eseguiti e registrati. Insomma, un biglietto da visita che si fisserà nella mente di tutti gli appassionati del brutal-gore death metal. Il sound è un massacro violento e frammisto di variazioni e digressioni che mettono in evidenza un discreto lato tecnico dei perugini. Il drumming è una tempesta indiavolata, mai paga di ritmi, rullate ed evoluzioni.
(Witching Hour Productions) Un nuovo ed apocalittico cerimoniale dei Naer Mataron. La spietata violenza del trio greco mette in questo nuovo lavoro dieci pezzi (intro compresa) di black metal essenzialmente pesanti, veloci e dai tratti estremi. Si resta impressionati per come Asmodevs Draco DVX regga un ritmo forsennato e infernale, le canzoni diventano un atto sempre estremo, apocalittico
(Autoproduzione/Domino media Ag.) Compratevi (http://vagiantownsyourmom.bandcamp.com/)questo album, è davvero elettrizzante. I Vagiant non suonano il solito math-rock sperimentale e noise, alternative punk o forse questi elementi si fondono talmente bene tra di loro che “Gospel According to Vagiant” ne è davvero un ottimo esempio. Russi, amanti dell’ironia (niente testi, quindi manco so cosa dicono) con la quale i Vagiant raccontano di disordini psichici, abusi, blasfemia.
(Zonda Records) Granito, roccia pura. Colata di cemento. Ulteriore paratia di acciaio rinforzato. Antiproiettile. Assolutamente impenetrabile. Drumming possente, basso dinamico e chitarre monumentali. Voce graffiante, subdola. Questo è il sound di questi quattro di Buenos Aires, che cantano nel dialetto, anzi lingua locale, il Porteño.
(Massacre Records) Il nuovo album dei Davidian ha un impatto estremamente potente. Il sound è gigantesco e alcune orchestrazioni di synth che la band ha disseminato in alcuni pezzi rendono il tutto ancora più gigante. Il sound è un corollario di death/thrash/metalcore, quindi un metal molto moderno, e ogni singolo brano ne è una lunga dimostrazione. Proprio la lunghezza dei pezzi è la pecca fondamentale di “Our Fear Is Their Force”.
(My Kingdom Music/Audioglobe) L’album “Lingvist” è un debut per un duo formato da Erik Unsgaard (Sarkom) e Uruz (Urgehal), rispettivamente autore, chitarrista e voce, solo batterista il secondo. I So Much For Nothing con l’opener “Suicide Syndrome” si muovono nel terreno ghiacciato del black metal, ma con toni decadenti, infarcendola di un assolo conclusivo quasi dal piglio rock, di Peter Huss (Shining). A proposito, nell’album ci sono
(Massacre Records) I finlandesi Re-Armed con questo conciso, poco più di mezz’ora, debut album potrebbero conquistarsi un posticino nei pensieri dei metallers europei. “Worldwide Hypnotize” è un lavoro che trabocca di thrash metal e death in egual misura, rivelandosi adrenalinico e convincente ad ogni livello. Nonostante sia un debut, i Re-Armed esistono da molti anni (tra loro c’è anche Kärtsy Hatakka dei Waltari al basso)
(Division Records) Glis vizzeri di Neuchâtel, denominati Yog, sono una gradevole proposta di grindcore sposato all’hardcore. Gli Yog con il nuovo album definiscono in modo netto il proprio valore e lo stile, il quale oscilla appunto tra i due generi summenzionati. Dodici canzoni in 28′, quindi non si ha il tempo di metabolizzare il frenetico devastare che subito ne subentra un altro. Sono pochi i pezzi che vanno oltre i 3′, “Solar Nature”, 
