BORGNE – “Renaître de ses Fanges”

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Undicesimo album per questo duo, undicesima espressione di cinica violenza, amplificata da un sentore cosmico-industriale, ormai marchio di fabbrica della band elvetica. (altro…)

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Undicesimo album per questo duo, undicesima espressione di cinica violenza, amplificata da un sentore cosmico-industriale, ormai marchio di fabbrica della band elvetica. (altro…)

(Underground Symphony Records) Salvo Vecchio, chitarrista, e Luca Bernazzi, bassista, elementi degli Ivory di Torino creano questo progetto coinvolgendo poi Antony Elia, tastierista di Alia e alla voce l’ex Dark Horizon Roby Quassolo. Alla batteria c’è l’ospite Andrea Rossignol. Shady Lane è un progetto musicale prog metal che sin dalle prime (altro…)
(Coroner Records) Dieci anni per un nuovo album sono un’eternità, ma i Disarmonia Mundi arrivano alla fine del tempo! Il ritorno del duo italiano avviene attraverso “The Dormant Stranger”, ovvero un nucleo di pezzi nella maniera di un melodic death metal agile e dinamico, tagliente e potente. “The Dormant Stranger” nasce sotto l’architettura di (altro…)
(Ván Records) Un culto, quello di Aleister Crowley. Un cerimoniale, dove le candele accese sono una per ogni divinità, sia thelemica che del sacro fuoco del doom, come i Pentagram, Black Sabbath ma anche Danzig e altri. I Caronte hanno plasmato uno stile attraverso il tempo che ha integrato anche influenze rock, lo stoner, attraverso ciò (altro…)
(Underground Activists / Season Of Mist) “Shadow Play” è il tredicesimo album dei Drudkh che sono tra le migliori realtà della tradizione black metal ucraina. Ciò che gli ucraini sono stati capaci di fare suonando il black metal è lodevole. Dopo l’esplosione del genere in Norvegia, l’Ucraina è la nazione che ha concretamente prodotto una scena (altro…)
(Soulseller Records) I Nattverd della ridente Bergen si presentano con un adeguato e fiammante black metal, completo di una buona base melodica. Diversi passaggi e canzoni “Tidloes Naadesloes” richiamano la tradizione del genere, con scenari dei primi Satyricon, i Keep Of Kalessin e forse qualcosa dei Dissection, in più tra i pezzi compare (altro…)

(Century Media / Sony Music) Assurdo quintetto eterogeneo di origine giapponese che ama esibirsi con i componenti mascherati da lupi. Sono apparsi nel 2010 e continuano con esibizioni esplosive nelle quali offrono un rock/metal tutto alternativo, cosa ovvia quando in line up ci sono -oltre ai soliti- ruoli quali ‘rapping’ e ‘giradischi’. (altro…)

(Signal Rex / Lyndanise Coven) Un altro debutto, un’altra band dal freddo nord est (Estonia in questo caso). La solita roba? Direi di no, perché questo quartetto (wow! non si tratta di un’altra one man band!) inietta qualche dettaglio molto interessante in un black metal comunque viscerale, diretto, schietto e a tratti lo-fi. (altro…)

(Indie Recordings) Quarto Album per i norvegesi Purified In Blood, che tornano sul mercato a distanza di tredici anni dall’ultima fatica, intitolata “Flight Of a Dying Sun”, risalente appunto al 2012; un lasso di tempo sicuramente lungo, durante il quale la formazione scandinava ha evoluto il proprio sound, rendendolo più oscuro, atmosferico e purtroppo, in alcuni frangenti, noioso. (altro…)

(Scarlet Records) Ormai gli italiani Deathless Legacy hanno raggiunto un livello stilistico maestoso, probabilmente più elevato della stessa band dalla quale si sono fatti ispirare e, ormai, qualitativamente ben superiori ai tanto osannati Ghost, sia per ricchezza delle composizioni, sia per estetica e teatralità. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Minchia, che razza di badilata sulle gengive!!! “Death Comes To All” è il secondo album dei Gates To Hell, band statunitense giovane e oltremodo incazzata, almeno dal punto di vista musicale. (altro…)

(autoprodotto) Trio rock danese con un nome provocante, anzi in contro tendenza, un po’ per la scelta della parola ‘album’ nel moniker, un po’ per quel bianco… solitamente all’opposto dei colori del rock. (altro…)
(Reigning Phoenix Music) Ormai chiunque sa cosa aspettarsi da un nuovo album dei Lordi e “Limited Deadition” è il diciannovesimo dei finlandesi. Sgrassando la patina di spettacolo, i vestiti, un certo modo di fare testi e titoli quanto l’iconografia da horror rock di Mr. Lordi e soci, la band è ben calibrata in un hard rock con sfumature (altro…)
(Trocadero Records) Per i quindici anni di carriera i tedeschi Messer presentano questa invitante raccolta di demo e inediti, b-side, tutti nel puro concetto del post-punk e derivazioni, come la new wave, gothic rock/pop, dark, electro pop, pseudo kraut e altro. Il carattere dei Messer è genuino, loro sono infatti capaci di sperimentare di continuo e (altro…)
(Ripple Music) I Rainbows Are Free nascono come una doom metal band, ma ora con “Silver and Gold”, pubblicato dopo tre album – il precedente album “Head Pains” è uscito per la ligure Argonauta Records – e altre pubblicazioni ancora vanno più in là del suddetto genere. Uno stile che coinvolge il rock con tratti psichedelici, hard & heavy, gothic e (altro…)

(Apollon Records) L’omonimo debutto del 2020 fu un portento (recensione qui ), più che altro per la freschezza vintage che questa band di Bergen (Norvegia) è stata in grado di mettere in mostra. (altro…)

(Purity Through Fire) Tedeschi fino al midollo, una nuova entità, ovviamente al debutto. Per ora avvolti da molto mistero, tanto che pare quasi prevedibili si tratti di una one man band capace di scolpire dieci brani efferati, aggressivi, volutamente caotici ma ricchi di dettagli, di ipotesi melodiche, di parentesi groovy, di mid tempo coinvolgenti supportati che ricordano il DSBM di bands quali i Nocturnal Depression, cosa che si nota particolarmente su “Rotäugig & Gehörnt”. (altro…)
(InsideOut Music) Charlie Griffiths, chitarrista degli Haken, pubblica il suo secondo album solista presentandosi come Tiktaalika. Un’operazione che lo vede affrontare un prog con iniziezioni di thrash metal novantiano, nel quale si avvertono capriole in direzione dei Megadeth, molto dei Metallica, qualcosina dei Judas Priest e ovviamente di proposte (altro…)
(Mighty Music) Si sono fatti notare nel 2023 con il debut album “Der var engang...”, il quale ha collocato i danesi Trold nella galassia del folk metal. Sono creature non dissimili dai Trollfest, Finntroll e quella fiumana di band del nord Europa che rievocano melodie ancestrali, con quel piglio festaiolo che rende coinvolgente l’ascolto di un loro (altro…)

(Napalm Records) Sono passati quattro anni dal precedente “Existence Is Futile” (recensione qui), un disco che io stesso recensii con il massimo dei voti tuttavia non ricordando un singolo brano di quel disco, tanto che a un loro concerto non penso potrei cantare roba del penultimo come canto pezzi da “Cruelty and the Beast” o altri album iconici. “Existence Is Futile” fu sicuramente un disco pazzesco, ma solo un altro ottimo disco della band di Dani… ed è proprio qui che “The Screaming Of The Valkyries” fa la differenza: un album che si fa ascoltare, che mi piace ascoltare, che racchiude ogni dannato singolo dettaglio indimenticabile della storia dei Cradle, dai blast beat alle keys sovrastate da angeliche voci femminili, dagli assoli che appartengono ad un metal più tradizionale alla voce schizoide del frontman! (altro…)
(Time To Kill Records) Seneca scrisse qualcosa del tipo che nessun impero violento può durare ma solo chi è moderato resiste. Oggi gli Ade sono il prodotto di questa riflessione dell’intellettuale e politico romano, perché suonano con potente violenza, ma attraverso un’atenta moderazione d’arrangiamento e di stile che rende ogni cosa raffinata e a (altro…)

(Autoproduzione) Sono passati ben otto anni dal debutto omonimo dei Christ Dimembered, un album che aveva convinto un po’ tutti gli amanti del black metal più tradizionale, grazie ad un approccio senza compromessi, unito ad un retaggio thrash in grado di rendere ancor più grezzo e ruvido l’impatto delle composizioni. (altro…)

(Unorthodox Emanations) Quinto album per Light Dweller, quinto parto della mente follemente geniale di Cameron Boesch, il quale anche questa volta si occupa personalmente di ogni dettaglio del progetto. (altro…)

(Noble Demon) L’anno scorso uscì il loro bellissimo terzo album, “Dead Canary Run” (recensione qui) ,ed ora il trio svedese -da poco diventato un quartetto- cambia formato e decide di iniettare nell’etere una serie di EP, della quale “A Great Unrest” è il primo, deviando leggermente dall’album, alleggerendo di poco le influenze estreme. (altro…)
(Pulverised Records) Il settimo sigillo dei Wommbath è la summa di questa death metal band. Le canzoni di “Beyond The Abyss” sono inquietanti, per diversi suoi risvolti melodici, al contempo potenti e fondati su ritmi coinvolgenti. I Wombbath suonano con questo timbro pieno, corposo, possente e per via di un drumming maestoso e (altro…)

(Caligari Records) È un demo, è un debutto ed esce su formato cassetta: c’è forse un modo migliore di cominciare un cammino attraverso i labirinti underground della musica estrema? (altro…)
(Antiq) Si fa chiamare proprio Wÿntër Ärvń il musicista che gestisce questo progetto omonimo di dark folk. L’album vede un cantato in francese, il cui titolo vuol dire ‘Sotto il temporale nero – L’astro e la caduta’. I brani sono tutti un folk totale, fatto dunque con strumenti acustici, come chitarra acustica, clarinetto, cornamusa e altri ancora. In totale (altro…)
(Sentient Ruin Laboratories) Sono “Altars”, “Constellation”, “Order of Nine” e Ritualistic i tre demo e il singolo, è il secondo nell’ordine, ha riempire questa raccolta. Sono le prime pubblicazioni di questa oscura ed estrema band di Oakland in California e quei demo sono tutti del 2010, singolo compreso. Sette pezzi in tutto nei quali i (altro…)

(Noise Appeal Records) Tornano i Dirth Talons con un nuovo lavoro, il seguito dell’interessante disco omonimo del 2023 (recensione qui); la voce sexy della vocalist continua a fare un vigoroso e abrasivo attrito con il sound di derivazione punk della band, dando vita a brani che continuano ad esser impattanti, imprevedibili, tanto seducenti quanto dannatamente esplosivi. (altro…)

(Inside Out Music) Per una band in giro da quasi 60 anni, è tosto pubblicare un disco nel ’22 (“The Zealot Gene”), un altro nel ’23 (“RökFlöte”)… e ora un altro ancora, il 24° in una carriera che imperversa dalla fine degli anni ’60! “Curious Ruminant” è poetico, è narrativo, è suggestivo e, come sempre, sia la voce -con un accento così britannico- che il flauto di Ian Anderson (un signore quasi ottantenne!) sono pura magia, un qualcosa di unico, irripetibile e sopratutto inimitabile. (altro…)
(Trollzorn Records) Un lasso di tempo di sei anni è intercorso per un nuovo album degli Istapp che arriva in una forma seducente. Battaglie, epoche lontane, musica affilata e tagliente, per melodie che evocano maestose e perdute realtà, questa è la vera anima di “Sól Tér Sortna”. È stata scelta una produzione tesa a ripartire gli spazi giusti per ogni (altro…)
(Century Media / Sony Music) L’album è una collusione di thrash, death e tanto melodic black metal con una tendenza alle atmosfere che totalizzano, avvolgono letteralmente l’insieme dei pezzi. In questo strato di strumenti che si sommano vi rientrano anche i sintetizzatori, i quali stendono un velo di cybernetico o fantascientifico alle suddette (altro…)
(Agonia Records) Trevor e Tommy hanno ingaggiato per il loro decimo album il fidato Davide Piccolo, bassista e già impegnato nei concerti della band, Giorgio Piva, batterista ed entrambi di Fate Unburied e Grinder, infine Gloria Rossi, voce di supporto a quella di Mr. Trevor. Talamanca alle chitarre e sintetizzatori oltre aa tutta la trafila delle (altro…)
(Darkness Shall Rise Productions) I Merciless di Svezia vengono omaggiati con questa raccolta dei due primi demo realizzati ai primordi della band. 1987 è l’anno di “Behind the Black Door” e 1988 quello di “Realm of the Dark”. Due anni dopo i Merciless incidono il primo album “The Awakening”, realizzandone poi quattro in tutto, ed è stato il primo (altro…)
(Metal Blade Records) Quando si arriva alla fine dell’ascolto di “Hymns in Dissonance”, con la conclusiva “Nothing Is Coming for Any of Us”, si ha la sensazione che i Whitechapel si siano ben impegnati a tenere un livello alto del proprio suonare. Se “Kin”, il precedente album del 2021, era un grosso calibro, “Hymns in Dissonance” lo è forse (altro…)