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GALERA – “Roma Isterica”
by redazione on ago.28, 2012, under ALBUM, G
(Autoproduzione) Nati da poco tempo e attraverso le ceneri degli Ebola e con elementi di altre band, i romani Galera pubblicano il loro primo lavoro “Roma Isterica”, EP composto da cinque pezzi. Sono autori di un hardcore potente e con una forte caratterizzazione metal. Riff robusti, un basso denso e pulsante e un drumming ovviamente serrato e asciutto. Il tutto si addensa coagulandosi in note che diventano rocce roventi. Le melodie hanno un che di cupo, claustrofobico, ma tutto avviene attraverso sfuriate, sospensioni e ripartenze. (continua a leggere…)
GALERNA – “The Abyss”
by redazione on gen.15, 2013, under ALBUM, G
(Horror Pain Gore Death Prod.) Melodia tetra e distorsione infernale, feedback, il caos e l’approssimarsi di una esplosione. Si chiama “The Abyss” tutto cioè e “Najat” è il risultato finale di quell’esplosione. Una canzone fatta col crust, il death con melodie alla Entombed della fase hardcore e una dose di rock ‘n roll. Si va avanti così, senza ulteriori modifiche. Con “Heat of the Darkness” e il suo ritornello alla Motörhead, “Devil’s Cross”, tra sonorità southern crust e via dicendo. (continua a leggere…)
GALLOWS POLE – “Waiting for the Mothership”
by redazione on set.15, 2011, under ALBUM, G
(Pure Rock-Audioglobe) Gli austriaci Gallows Pole sono presenti sul mercato discografico da quasi trent’anni, e sono attivi da più di trentacinque: nel loro paese sono una vera istituzione dell’hard rock più legato agli stilemi seventies. E questo “Waiting for the Mothership”, il loro sesto album, si rileva davvero ben riuscito sotto molti aspetti, e ha come unico difetto quello di essere un po’ troppo omogeneo. “Old Man cry” mette insieme, per quanto possa sembrare impossibile, i Led Zeppelin, i Cure e qualcosa dei primi Sabbath! I brani sono costruiti su riff e ritmiche ipnotiche, che rendono il sound molto cupo ma allo stesso tempo pieno e rotondo. Sul tutto si alza la voce di pulita ma intensa di Alois Martin Binder. Un ottimo esempio di quanto sto tentando di descrivere è la titletrack. La ballad “Do you remember” ha un che di lirico, mentre “Area 51” suona lontana e nostalgica. Un altro centro si ha con “A big Mistake”, dove il pianoforte infittisce le trame; suoni di chitarra così ’70 da mettere i brividi chiudono il disco con “Mothership is coming”. Un prodotto a suo modo naive come la sua enigmatica copertina.
(Renato de Filippis) Voto: 7.5/10
GÄLT, JOHN – “Serverd Hot”
by redazione on feb.28, 2013, under ALBUM, G
(Street Symphonies/Andromeda Dischi) Overdose di potentissimo rock’n'roll, caldo come il sangue, proveniente dal freddo dell’Ukrania. Quattro, il numero perfetto, sono i membri di questo act così dannatamente hard rock. Ritornelli catchy, riff travolgenti, sound molto potente. Un cantante esplicito, (continua a leggere…)
GALVANO – “Two Titans”
by redazione on nov.22, 2012, under ALBUM, G
(Devouter Records) Lo sludge degli svedesi Galvano è ossessivo e insistente. Mattius, cantante e chitarrista, insieme a Fredrik , drummer, innalzano un sound heavy che non da tregua tra le sue dense bordate, ovviamente fatte di basso, chitarre e batteria. L’opener “Abysmal” ha un’andatura alla Neurosis, “Bleeding Lamb” parte a razzo e con potenza per poi passare, anch’essa, al solito ritmare in un 4/4 sbarazzino. (continua a leggere…)
GAMA BOMB – “The Terror Tapes”
by redazione on mag.13, 2013, under ALBUM, G
(AFM Records) Questa band dell’Irlanda del Nord si rifà viva dopo quattro anni dal precedente lavoro, percorrendo sempre e con fede la strada del thrash metal iperveloce e anfetaminico, con quelle diverse influenze neo-hardcore e dunque crossover. Un sound estremamente ingessato in quelle partenze a razzo, (continua a leggere…)
GARDENJIA – “Epo”
by redazione on feb.03, 2013, under ALBUM, G
(Autoproduzione) Il djent metal nelle pagine di Metalhead arriva soprattutto attraverso le pubblicazioni di band francesi. Il genere sta prendendo piede da qualche tempo e anch’esso credo che tra non molto potrebbe dare vita a qualche suo surrogato o sotto-genere, (continua a leggere…)
GASKIN – “Edge of Madness”
by redazione on ago.27, 2012, under ALBUM, G
(High Roller Records) I Gaskin sono una delle numerose band apparse sulla scena all’inizio degli anni ’80 con la prima ondata NWOBHM, e poi più o meno rapidamente dimenticate; i nostri ci hanno riprovato, ancora una volta senza troppo successo, nel 2000, e solo adesso danno alle stampre il proprio quarto full-lenght. Il quale, almeno a parere di chi scrive, farà sicuramente scendere qualche lacrimuccia ai nostalgici, ma neanche in questo caso spalancherà alla band inglese le porte del successo. “Edge of Madness” è infatti un disco abbastanza scontato, oserei dire stanco, senza nulla di particolare che non possa trovarsi ovunque in quest’epoca di revival ottantiano. (continua a leggere…)
GAWITHER – “ Kaboom”
by redazione on mag.10, 2013, under ALBUM, G
(Autoproduzione) A giudicare semplicemente dalla foto pervenutami deduco che i Gawither sono una band formata da membri molto giovani, ma badate bene non per questo bisogna saltare subito alle conclusioni. Nel loro EP di debutto c’è una grande attitudine, un amore svenato per il thrash metal old school (continua a leggere…)
GENERATION.ON.DOPE – “Ghosts”
by redazione on nov.28, 2012, under ALBUM, G
(Autoproduzione/Futurebeat Music Ltd) L’ascolto di un lavoro come “Ghosts” sembra essere agevole per via della fruibilità espressa dalle canzoni dei Generation.On.Dope. Nonostante l’intro “J’Accuse” abbia un tono placido, ma parole taglienti e in stile punk, “Caro padre mi senti/Mentre te ne stai fiero e in alto/Noi non abbiamo futuro” e di fatti l’attacco di “The Jackals” rivela un cantato con cori a risposta di tipo hardcore (continua a leggere…)
GENIUS ULTOR – “Dzień Nocy”
by redazione on ago.05, 2012, under ALBUM, G
(Ataman Productions) Loro sono il male. L’esaltazione del male. La risposta alle menti libere che pensano. Sono il seme delle tribù, la perdizione oscura, i guerrieri, gli sciamani e i re. Sono i vendicatori. Vengono dalla polonia, sono la seconda deviata personalità degli Stillborn. Sono estremamente oscuri, perversi, dannati. Suonano un black viscerale, devastante, senza compromessi. (continua a leggere…)
GERM – “Loss”
by redazione on ott.19, 2012, under ALBUM, G
(Eisenwald) Tim è australiano e ha frequentazioni con Austere, Grey Waters, e in passato con Woods of Desolation e Nazxul; nel 2003 crea Germ per poter fondere con l’atmospheric black metal elementi post (metal e rock) e una buona dose di elettronica. Il progetto non ha uno sviluppo continuo, in quanto per il musicista e compositore è uno tra i tanti. (continua a leggere…)
GHOST – “Infestissumam”
by redazione on apr.29, 2013, under ALBUM, G
(Loma Vista/Republic Rec) La band di Linköping, Svezia, ha guadagnato notorietà per l’immagine molto particolare che propone di se. I Ghost si esibiscono con abiti talari, maschere macabre e cappucci, scenografie misteriose, croci rovesciate, nomi dei singoli occultati. Il nuovo cantante si chiama come il precedente, (continua a leggere…)
GIOGGI, RICCARDO – “A Theory of Dynamics”
by redazione on feb.13, 2013, under ALBUM, G
(Digital Nations) L’etichetta che pubblica questo album di Riccardo Gioggi è di proprietà di Steve Vai. Questa affermazione già basterebbe a posare l’attenzione sul debut di un musicista formatosi in Italia, autore di workshop, clinic, ex compositore e chitarrista per The Electric Dioram, Damage Done (continua a leggere…)
GIRLSCHOOL – “Hit and Run”
by redazione on ott.01, 2011, under ALBUM, G
(Wacken Records) Le Girlschool festeggiano il compleanno di “Hit and Run” ri-registrandolo. Era il 1981 quando uscì uno dei più interessanti album della NWOBHM. I brani di questa rivisitazione suonano con una maggiore compattezza e potenza, ma con un tono assolutamente meno corrosivo e ruvido rispetto all’originale, del resto il tutto passa per le odierne elaborazioni tecnologiche. Ma un giudizio definitivo su questo spetta ai fans. Intanto c’è da riferire su come risulti ancora piacevole l’ottimo stato di forma di Kim McAuliffe, la quale ha ancora una voce graffiante, come una dea arrabbiata. Bella sorpresa è anche la presenza di Doro Pesch nella titletrack, brava a conferire un tono decisamente più accattivante al brano. La versione con Doro di “Hit and Run” insieme a “Demolition Boys” rappresentano le due bonus track scelte per rimpolpare questa release celebrativa. Nonostante le Girlschool abbiano vissuto una parabola discendente negli anni, le ragazze comunque non placano la loro genuina voglia di suonare. Se gli appassionati dell’heavy ottantiano inglese prestano ancora attenzione alle loro uscite, l’ultima è “Legacy” del 2008, un pensiero per questa versione “anniversary” potrebbero farlo.
(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10
GIVE EM BLOOD – “Seven Sins”
by redazione on ott.27, 2012, under ALBUM, G
(Bastardized Recordings) I Give Em Blood sono al debut album, dopo soli tre anni di vita. passati tra una split release e concerti. La band di Graz, Austria, suona un potente metalcore nel quale le influenze hardcore si intravedono, ma è un qualcosa di fisiologico al genere non è una novità, e si abbinano a brevi momenti di esile elettronica governata da synth. (continua a leggere…)
GLASS COFFIN – “Remnants of a Cold Dead World”
by redazione on apr.19, 2012, under ALBUM, G
(Husk Records) Glass Coffin è una one man band (del Kentucky), di tale Josh Lay che suona un black metal MOLTO underground. La Crucial Blast(che distribuisce l’album, con annessa ‘zine blasfemo-artistica di 16 pagine) parla di lo fi black metal, forse un tentativo artistico per motivare la bassa qalità dela registrazione, di questo album che sa tanto di demo tape (continua a leggere…)
GLIDING SOUL – “Travelling with Mr. Who”
by redazione on feb.11, 2013, under ALBUM, G
(Autoproduzione) La partenza di “Oceans” è ottima perché si ha a che fare con del rap abbianto a del metal compatto, molto nu, quindi moderno e con distorsioni dal groove al vetriolo. “Oceans” la spunta bene anche per le parti cantate senza la cadenza rap, (continua a leggere…)
GLOMB – “11/3”
by redazione on mag.06, 2012, under ALBUM, G
(Misantrof ANTIrecords)Glomb. Entità assurda, essere immondo, creatura realmente inesistente, essere fantastico tuttavia reale. Primo EP ufficiale per questa sostanza senza forma e consistenza, firma ufficiale con l’antitesi delle case discografiche. Glomb. Non è una band. “11/3” non è un album. Le due tracce che lo compongono non sono musica. (continua a leggere…)
GLORIA MORTI – “Lateral Constraint”
by redazione on nov.09, 2012, under ALBUM, G
(Cyclone Empire) Tecnica ed abilità, notevoli. Velocità, in abbondanza. Brutalità, senza limiti. Cattiveria, infinita. Quarto album per i finlandesi Gloria Morti. Quarta dichiarazione di intenti. Una copertina apocalittica creata da Killustrations (Sodom, Amon Amarth), portale d’accesso a queste dieci brutali tracce di death metal tecnico, melodico, strutturato con il preciso intendo di generare dolore e rabbia, (continua a leggere…)
GLORYHAMMER – “Tales from the Kingdom of Fife”
by redazione on apr.02, 2013, under ALBUM, G

(Napalm/Audioglobe) Chi segue questa webzine sa bene che generalmente mi occupo di metallo classico: heavy tradizionale anni ’80, power, prog, epic, doom, con qualche incursione nel viking e nessuna idea di quale sia la differenza fra il crossover e il deathcore (se c’è). (continua a leggere…)
GLYDER – “Backroads to Byzantium”
by redazione on ott.08, 2011, under ALBUM, G
(SPV/Steamhammer) Il nuovo album dei Glyder passa attraverso la rivoluzione della line-up: Tony Cullen, cantante e bassista, e Davy Ryan, batterista, lasciano in favore di ben tre elementi. L’eccezionale Jackie Robinson arriva dietro al microfono, Graham McClatchie al basso e
Des McEvoy alla batteria. Robinson ha una voce graffiante e rock ed è il giusto singer per questo quarto album, vero momento per capire quanta strada abbia fatto la band irlandese dall’omonimo album del 2006. I Glyder con l’iniziale “Chronicled Deceit” riportano alla mente Dio, ma anche i Black Sabbath e qualcosa si avverte anche nella seguente “Long Gone” e nella settantiana “Down & Out”. Che siano impazziti? No, tutto rientra nei ranghi con “Fade To Dust”, “Don’t Make Their Mistake”, “Two Wrongs”, i quali sono pezzi più inclini allo standard della band, la quale ha comunque sempre strizzato l’occhio alla tradizione rock britannica. Come già sottolineato, l’arrivo di Jackie Robinson ha dato un apporto nettamente più intenso alla band, mentre gli elementi già consolidati e cioè il duo chitarristico Kinane-Fisher appare in perfetta forma per “Backroads to Byzantium”. La produzione è perfetta, realizzata con registrazioni a Dublino, mixaggio a Copenaghen e mastering in Germania; i suoni sono forti, puliti ma non appiattiti. “Backroads to Byzantium” diverrà un loro classico.
(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10
GNAW THEIR TONGUES – “Per Flagellum Sanguemque, Tenebras Veneramus”
by redazione on dic.17, 2011, under ALBUM, G
(Crucial Blast) Credo che io e Mories aka Ganw Their Tongues, siamo nuovamente su posizioni diverse. Dopo “L’Arrivée De La Terne Mort Triomphante” arriva “con frusta e sangue, veneriamo l’oscurità”, ovvero “Per Flagellum Sanguemque, Tenebras Veneramus”. La copertina e tutto il booklet sono fantastici: riassumono quella che è una messa nera alla quale presenzia il Diavolo in persona. La grafica a metà tra il vintage e le fotografia spiritica, restituiscono un senso d’inquieta malvagità e di empio abominio. Il contenuto è identico (a quello della copertina) ma è sempre lo stesso (di sempre): raffiche spettrali, noise, atmosfere tenebrose, dark ambient, incubi sonori, synth. Tutte cose piacevoli, in fin dei conti, ma completamente spostate verso il dark atmospheric, di conseguenza povere nell’offrire il contributo di chitarre distorte e di una batteria martellante. Qualcosa del genere la si trova in “Urine Soaked Neophytes” e “Fallen Deities Bathing In Gall”, dove percussioni (elettroniche o nate da un software) danno un ritmo alle orchestrazioni e alle torturate cacofonie. Questo significa Gnaw Their Tongues ed io non posso certo chiedergli di essere altro, ma desiderare che Mories proponga elementi di rottura al magma infernale e demoniaco, veicolato nei suoi album è legittimo. Le atmosfere sono una colonna sonora dell’abominio, ma la musica, così come in precedenza, non riesce ad essere anche altro. Scoprire che le prime tre canzoni sono concettualmente simili alle ultime tre, non fa un favore all’album. Inquietante, ma non eccessivamente variegato, perfetto solo (ancora una volta) per chi ascolta dark avantgarde ambient e diavolerie simili.
(Alberto Vitale) Voto: 6/10
GOD SEED – “I Begin”
by redazione on nov.04, 2012, under ALBUM, G
(Indie Recordings) Malvagità. Un sentimento oscuro, marcio, che dilaga. Un alito pestilenziale che esce da una bocca di un diavolo perverso, nube nera piena di orrore, demoni, sofferenza. E decadenza. Spiriti delle tenebre, creature degli inferi. I God Seed si materializzano. E come dice il titolo dell’album, iniziano. Primo passo verso una nuova dimensione del male, percorso diretto verso la dannazione delle anime. Gaahl e King. (continua a leggere…)
GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR – “Allelujah! Don’t Bend! Ascend!”
by redazione on nov.09, 2012, under ALBUM, G
(Constellation) Mi accorsi di loro attraverso un documentario mandato in onda a tarda notte su Fuori Orario. Il documentario era intitolato “American Nightmare” ed era stato realizzato con contributi filmati e colloquiali di Carpenter, Craven, Cronenberg e altri. Ricordo la scena di Faccia di Cuoio (personaggio cardine di “Non Aprite Quella Porta”) che rincorre Sally, la ragazza che sopravvive allo sterminio (continua a leggere…)
GODYVA – “Alien Heart”
by redazione on mar.19, 2013, under ALBUM, G
(Southern Brigade/Scarlet) Dopo un silenzio discografico abbastanza lungo tornano in pista i pugliesi Godyva: questo “Alien Heart” succede a “Planetarium”, del 2008, e ci mostra la formazione in grande spolvero nel suo gothic dai colori vivaci e moderni. Ci sono due “Apocalypse Fire” in scaletta, (continua a leggere…)
GOLDEN SEXTION – “The Silicon Age”
by redazione on apr.18, 2012, under ALBUM, G
(Atomic Stuff/logic(il)logic) Possente essere non umano, androide dalla forza mostruosa. Mani artificiali con una forza aliena si chiudono a pugno e si abbattono sul suolo, generando un’onda d’urto terribile, devastante, annientamento totale,annichilimento completo. Queste sono le sensazioni che si provano quando parte questo album. Una fusione di hard (molto hard) rock, gothic metal (continua a leggere…)
GOLDENSEED – “The War Is In My Mind”
by redazione on gen.25, 2012, under ALBUM, G
(SG Records) Il triestino Garbiele Pala arriva con “The War Is In My Mind” al suo terzo album, dimostrando di avere sempre più una guerra nella sua testa! Ironia a parte il virtuoso della chitarra – una BassLab realizzata con materiale composito risonante- costruisce funamboliche escursioni delle dita sulla tastiera delle chitarra, le quali si sommano e si inseguono come racchiuse in un mondo proprio. (continua a leggere…)
GONZALES – “Blues On the Verge of Apocalypse”
by redazione on gen.23, 2013, under ALBUM, G
(Kornalcielo Records) Potenti e dannatamente rock’n'roll. Si scatenano i Gonzales, con i loro riffoni, con la loro radice blues, con questo suono così diretto, schietto, completo, pieno. Diciotto minuti di rock duro ma melodico, ben suonato, intelligente, divertente. “Liars” sfiora sonorità punk; pezzo potente, scatenato, con quel piano così maledettamente southern. “Spellbound”, melodica, con quel riff irresistibile, e quel ritornello indimenticabile, da cantare con tutta la voce che avete in corpo. (continua a leggere…)
GORATH – “The Chronicles of Khiliasmos”
by redazione on dic.26, 2012, under ALBUM, G
(ConSouling Sounds) Filip Dupont chiude la saracinesca dei Gorath. La band black metal del Limburgo belga che nacque come one man band per volere di Dupont (anche giornalista musicale) dopo il buon “Apokálypsis – Unveiling the Age That Is Not to Come” e altri tre album precedenti rilascia questo “The Chronicles of Khiliasmos” e ad aprile terrà l’ultimo concerto. Questo capitolo finale sembra avere poche propensioni al progressive rispetto al passato, mentre trionfa uno scenario post-metal (continua a leggere…)
GORATH – “Apokálypsis (Unveiling the age that is not to come)”
by redazione on set.25, 2011, under ALBUM, G
(Twilight) L’ultimo lavoro in studio dei belgi Gorath è stato “MXCII”, dello scorso anno. La band del Limburgo è diventata oggi un’unità d’intenti di quattro musicisti, dopo essere partita, nel 1996, per volere dell’unico musicista Filip Dupont. Questa nuova release parla dell’Apocalisse, “Apokálypsis”, e di quando i sette angeli soffieranno nelle trombe, per dare l’inizio all’ultimo capitolo dell’era umana. Un argomento devastante, l’epitaffio dell’umanità. Eppure il black metal dei Gorath in questo nuovo album appare ancor più misurato e preciso. Non c’è caos, non c’è disperazione, ma una lucida costruzione dei pezzi tali renderli dei capitoli di una ipotetica narrazione dell’evento biblico. “Apokálypsis” è nel solco dello stile sperimentale e progressive della band, con momenti veloci e altri lenti e inesorabili, malinconici e sperimentali. Giocano sulle atmosfere, sulle sensazioni e le narrazioni di scenari decadenti i Gorath e ci sono riusciti davvero bene.
(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10
GORELUST – “Reign of Lunacy”
by redazione on nov.19, 2012, under ALBUM, G
(PRC Music) Se negli USA c’è una nuova e imponente ondata di death metal band, oltre ad una riscoperta e riproposta di album che hanno fatto la storia di quel genere e anche in Canada sta avvenendo qualcosa di simile. La PRC Music rimette sul mercato l’unico album dei Gorelust, ovvero “Reign of Lunacy”. I Gorelust erano cinque deather del Quebec, i quali realizzarono un demo e uno split prima di questo album e niente altro dopo. (continua a leggere…)
GOROD – “A Perfect Absolution“
by redazione on feb.28, 2012, under ALBUM, G
(Listenable Records) Nell’anno 945 Igor re di Kiev viene ucciso dalla tribù slava degli Derevljani che si rifiutava di pagare i tributi. Pessima idea. La vedova del re, Olga, non digerì la cosa. Anzi. Divenne una furia scatenata, cieca, immonda. Tutti gli ambasciatori ed i nobili della tribù furono violentemente sterminati. I villaggi e la capitale Iskorosten furono annientate, bruciate, rase al suolo. Ora immaginatevi questa storia in chiave death metal, (continua a leggere…)

















