THE GREAT PROCESSION – “To Another Sun”

(autoprodotto) Atmosferici e pesanti. Estremi in forma cinica e crudele. Dalla Francia arriva con il secondo album questa formazione che fa parlare poco di se, lasciando sia la musica a svelare le carte, a spiegare, a lacerare e ferire. Un diabolico mix di urla, di growl, di elettronica, di industrial, di hardcore, di rabbia incanalata dentro gli amplificatori fino a farli scoppiare. (altro…)
GRAVEN – “March Of The Broken”

(Autoprodotto) È appena nato ma già ben diffuso questo progetto solista e solitario di Luca Pasini! Un black melodico, un black estremo, un black che va fuori confine, oltre le tenebre ma dentro a nebbie ancor più fitte. (altro…)
GRIMOVETUST – “Gates To Heptagon Tower”
(Dusktone) C’è il solo Grimovetust a lavorare a questo progetto con lo stesso nome e votato al black metal di matrice old style. Molto atmospheric e con passaggi anche strutturati, soprattutto con un lavoro delle chitarre più ampio e abbastanza variegato. L’album (altro…)
GAUPA – “Fyr”

(Magnetic Eye Records / Nuclear Blast Records) Emozionanti. Suggestivi. Intensi. Sono svedesi, appartengono al filone doom/psichedelico/stoner, solo che la loro genialità li avvicina sia al prog che a immense dimensioni folk, il tutto esaltato da una front woman, Emma Näslund, semplicemente strepitosa. (altro…)
GRIMORIO – “On The Path Of The Morning Star”

(Logic Il Logic Records / Burning Minds Music Group) Debuttano gli italiani Grimorio, band composta da membri di Smiling Madman, Nerobove e One Day in Fukushima. La formula è super collaudata: atmosfere lugubri, immaginario horror, per un metal pungente e accattivante, esattamente come insegnano maestri quai King Diamond e, in particolare, Steve Sylvester, tanto che questo “On The Path Of The Morning Star” (un titolo favoloso!) paga un pesante tributo ai Death SS delle varie epoche con i vari sound. (altro…)
GROG – ”Sphere Of Atrocities”

(Hellprod Records) Sono fortemente convinto che, almeno in passato, la provenienza geografica abbia giocato un ruolo significativo per le sorti di molte band. Ne sono un esempio i portoghesi Grog, in circolazione dal 1991 e arrivati ora al quinto album: ho la fortissima sensazione che, se anziché nel cuore dell’Europa mediterranea, fossero nati negli Stati Uniti, ora sarebbero comodamente seduti tra i grandi della scena estrema insieme ad acts come Cannibal Corpse, Suffocation e Malevolent Creation. (altro…)
GARBAGE – “Let All That We Imagine Be The Light”

(BMG) C’è molta speranza in questo ‘lascia che tutto ciò che immaginiamo sia la luce’, ottavo disco e successore del più rabbioso “No Gods No Masters” del 2021. Band iconica, originale, identificativa, di successo con trent’anni di esperienza alle spalle, una band che si mette nuovamente in gioco, proponendo un disco irresistibile, capace di invadere le radio, facendosi notare, facendosi apprezzare. (altro…)
GOBLYNS – “Three Sisters”
(Crazysane Records) Un album non del tutto strumentale quello dei Goblyns, infatti su dieci pezzi primeggia proprio la parte strumentale e solo pochissimi pezzi sono corredati da un cantato. Il trio del Sud Africa si cimenta in un funk-jazz fusion con diversi (altro…)
GOYA – “In the Dawn of November”
(Blues Funeral Recordings) L’assolata Arizona genera una band che da diverso tempo suona un doom acido e possente, misterioso e imponente. Loro sono i Goya di Phoenix, un trio che vede il chitarrista e cantante Jeffrey Owens, il batterista Marcus (altro…)
GOATS OF DOOM – “INRI”
(Purity Through Fire) I Goats Of Doom sono un’espressione sopra le righe del black metal. Innanzitutto sono finlandesi e per tanto debbono avere ben assorbito la follia dei loro conterranei Impaled Nazarene. Non che i Goats prendano musicalmente a piene mani dai (altro…)
GOLEM OF GORE – “Ultimo Mondo Cane”
(Everlasting Spew Records) Secondo full length dei Golem Of Gore, esponenti di un goregrind tenebroso, sfacciato, grondante di sangue e annessa violenza. Certi riff a motosega, basso compresso e dirompente, in più pattern ritmici folli, visionari o cinicamente (altro…)
GAAHLS WYRD – “Braiding the Stories”

(Season of Mist) Beyond the Gates 2024. Ero seduto al bar sul terrazzo VIP del Grieghallen a Bergen con Gaahl -all’anagrafe Kristian Eivind Espedal- parlando della SUA reincarnazione dei Trelldom, redivivi con l’album “…by the Shadows…” (recensione qui), band (o per meglio dire ‘moniker’) tornata in attività dopo oltre tre lustri di silenzio, deludendo chiunque si stesse aspettando del black metal vecchia scuola, esaltando chiunque sapesse apprezzare l’evoluzione jazz-fusion-prog del mastermind, fermamente convinto di saper sorprendere offrendo musica tutt’altro che prevedibile. (altro…)
GHOSTSEEKER – ”Divergence”

(ROAR) Album d’esordio per Ghostseeker, formazione australiana composta da ex membri di alcune realtà della scena metalcore locale, come Letters To Amara, Storm The Sky ed Anyone Anyone, oltre che reduci dal buon successo dell’EP “Initium Novum”, il quale ha raggiunto il milione di ascolti sulle varie piattaforme online. (altro…)
GAME OVER – ”Face The End”

(Scarlet Records) Sesto album per i ferraresi Game Over, ora diventati un quintetto dopo l’entrata del bassista Leonardo Molinari e del singer Danny Schiavina, quest’ultimo dotato di una voce grintosa ma decisamente più pulita rispetto alla timbrica aggressiva di Renato Chiccoli; un cambio secondo me azzeccato, perché consente alla formazione emiliana di adottare soluzioni melodiche nuove, senza per questo tradire minimamente l’attitudine thrash che la contraddistingue. (altro…)
GREY AURA – “Zwart Vierkant: Slotstuk”

(Avantgarde Music) Incredibile il nuovo album degli olandesi Grey Aura, la continuazione e il pezzo finale (‘Slotstuk’) della storia narrata nel precedente “Zwart vierkant” (‘quadrato nero’) uscito nel 2021. (altro…)
G.O.L.E.M. – “Gathering Of the Legendary Elephant Monsters” (#memorabilia)
(Black Widow Records) Secondo album per un progetto italiano che mette insieme un sound capace di sperimentare pur legandosi ai fasti degli anni settanta, ma non solo, per suoni e concezione. Essenzialmente prog, G.O.L.E.M. rappresentano una variopinta espressione del genere. “Gathering Of The Legendary Elephant Monsters” è (altro…)
GRYLA – “The Redeemer’s Festering Carcass”

(Iron Bonehead Productions) Un’altra one man band norvegese (hey.. vedete di socializzare lassù!) che giunge al secondo lavoro non spostandosi di un solo centimetro dall’old school più becero e introspettivo. Un disco che esce nel ’25, con qualità e suoni che sembrerebbero futuristici forse nel 1983! (altro…)
GATES TO HELL – “Death Comes To All”

(Nuclear Blast Records) Minchia, che razza di badilata sulle gengive!!! “Death Comes To All” è il secondo album dei Gates To Hell, band statunitense giovane e oltremodo incazzata, almeno dal punto di vista musicale. (altro…)
GRAVE INFESTATION – “Carnage Gathers”
(Invictus Productions / Dark Descent) Il marcescente death metal dei Grave Infestation gode di una discreta salute ed è influenzato dalla scuola statunitense, soprattutto dal versante Autopsy e Repulsion, e da quella scuola svedese dei primordi. Si odono tra le canzoni dei canadesi, come “Living Inhumation”, sprazzi sonori del death metal esposto (altro…)
GRIMA – “Nightside”

(Napalm Records) Giunto al sesto disco in esattamente dieci anni, il duo siberiano Grima non è più una novità, non è più una sorpresa, anzi… è diventato un qualcosa di ricercato visto che dopo anni in seno all’etichetta underground Naturmacht Productions, approdano ora alla rinomata Napalm Records. (altro…)
GRÀB – “Kremess”
(Prophecy Productions) Le tradizioni del proprio paese e il dialetto sono il fulcro dei Gràb. Il bavarese Grànt e membro dei Dark Fortress, inaugura questo progetto nel 2015 e qualche anno dopo si associa Grain (Schrat, Gråinheim e molti altri), il quale però abbandonerà dopo il primo album “Zeitlang”, di quattro anni fa, per essere rimpiazzato da (altro…)
GRAVE DIGGER – “Bone Collector”

(ROAR – RPM) Nuovo album per gli inossidabili Grave Digger, in circolazione ormai da quarantacinque anni, essendo nati nel 1980, con il debutto “Heavy Metal Breakdown” che risale al 1984, ben quarantuno anni or sono, una carriera che ha avuto il suo picco negli anni ’90, con la svolta verso un power più epico e ricco di richiami storici e medievali. Ancora oggi ritengo “Tunes Of War” uno dei dischi metal più belli mai usciti, seguito dall’altrettanto coinvolgente “Knights Of The Cross”, entrambi picchi inarrivabili che la band tedesca ha tentato di rinverdirne i fasti con le ultime due release “Symbol of Eternity” e “Fields Of Blood” (recensione qui e qui). (altro…)
GNIPAHÅLAN – “Folkstorm”
(Purity Through Fire) Il gelo che ci piomba addosso nell’ascolto di “Folkstorm” è indescrivibile. Gnipahålan è lo svedese Swartadauthuz, un multistrumentista che ha registrato le sue parti vocali all’aperto e nella (altro…)
GHIGO RENZULLI NO_VOX – “Dizzy”
(Radical Roads Records) Il chitarrista Federico Renzulli detto Ghigo è nato a Monocalzati nella provincia di Avellino e da sempre ha espresso un suo tocco predefinito e immediatamente riconoscibile. Anche le sue melodie, sempre attraverso la sei corde, lo identificano immediatamente. Ghigo, l’altra parte dei Litfiba con Piero Pelù, in (altro…)
GHOSTWOUND – “Ghostwound”

(Go Down Records) Un manipolo di valorosi musicisti appartenenti dell’underground milanese, un nucleo composto da gente con vasta esperienze e provenienti da bands quali Matra, Lord Shani, Free The Nation, Noise Under Dreaming e PsicoTaxi, decide di unirsi, di formare un nuovo progetto, una nuova idea capace di fondere un funk psichedelico strafatto di LSD, con un prog rock intenso, ricco di evoluzioni jazz, dando spazio a linee di basso pulsanti come comete che sfrecciano tra gli astri, a synth stellari, assoli cosmici e riff annegati nel riverbero per un soundscape sommerso sotto tonnellate di strati fuzz. (altro…)
GORGON – “For Those Who Stay”
(Osmose Productions) Dagli anni ’90 a oggi Christophe Chatelet promulga il verbo del black metal senza stravolgerlo nei suoi significati e tenendosi fedele ai suoi principi. Pur tuttavia con “For Those Who Stay” i Gorgon vedono un suonare più pulito, meno raw ma sempre con quell’impronta di classicità, con una produzione attenta, distorsioni ben (altro…)
GRYLLE – “Egrotants, Souffreteux, Cacochymes, Covidards”
(Antiq Label) Se il black metal fosse stato creato nel Medioevo, quale forma avrebbe mai potuto avere? Chissà, forse qualcosa di simile a quella proposta dai Grylle. Progetto francese nato nel 2013 che all’inizio con il demo “Monstres et Merveilles”, hanno proposto l’esempio di un black metal con cantato canonico ma costruito con soli flauti, liuto e (altro…)
GHOSTHER – “Ghosther” (EP)
(Doc Gator Records) Quartetto dalle tonalità moderne i Ghosther che vedono al microfono la cantante Jenny, autori di un EP quasi omonimo e con quattro pezzi. “Ghosther” è lo spazio nel quale i tedeschi si destreggiano attraverso un metal contemporaneo e dunque nel loro modern metal nel quale infondono anche brevi ed essenziali cliché (altro…)
GAEREA – “Coma”

(Season of Mist) Dietro una favolosa copertina disegnata a mano da Nathan Lorenzana, tornano i portoghesi Gaerea con un disco superbo, curato, intenso, probabilmente la loro definitiva fuoriuscita dall’underground, la crescita definitiva dal precedente e comunque favoloso “Mirage” (recensione qui), pur rimanendo lontani dal ogni divagazione mainstream, garantendo quindi quell’assalto sonoro feroce, lacerante, violento, decadente e concettualmente legato a esperienze umane di isolamento, sofferenza ed oscurità interiore. (altro…)
GHOSTHEART NEBULA – “Blackshift”

(Meuse Music Records) È doom, è doom melodico, è doom che va oltre la dimensione terrena, tanto che la definizione ‘Cosmic Doom Metal’ forse è quella che meglio gli si addice. Secondo capitolo per gli italiani Ghostheart Nebula (qui il debutto): (altro…)
GRAND MAGUS – “Sunraven”

(Nuclear Blast Records) Autentici. Veri. Fedeli alla loro missione, devoti ad un heavy metal superlativo, al loro micidiale doom, a quell’assalto di riff geniali, pungenti, accattivanti… semplicemente eterni. Un metallo intenso, glorioso, trionfale… trionfante che fin dagli albori -un quarto di secolo fa- il trio svedese ha scolpito con indole, con stoicismo, con onore, con un cuore metallico esemplare. (altro…)
GOD IS AN ASTRONAUT – “Embers”
(Napalm Records) Tra i grandi a tracciare il solco del post rock da poco oltre vent’anni però con un suonare spesso algido. Grandi melodie, architetture scorrevoli con fasi che si tuffano in successive con delicatezza ma attraverso dinamismo. Sempre con una sistematicità levigata, curata ma straniante, un po’ fredda insomma. Non banali, rigorosamente (altro…)

(Nuclear Blast Records) I Ghost Bath sono capaci di avventurarsi su percorsi personali, includendo nelle proprie composizioni più stili e fraternizzando con idee molteplici e magari osando. I loro album, “Moonlover”
(Chaos Records) Quarta opera per i luciferini Goath, formazione tedesca di black-death metal in attività da un decennio. Come in passato,