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EASY TRIGGER – “Bullshit”

by on Gen.09, 2013, under ALBUM, E

copeasytrigger(Street Symphonies Records/Andromeda Dischi) Ci sono stili di vita che non muoiono mai. Certo, le mode possono esaltarne il concetto, portarlo alla ribalta, ma le mode sono volatili e passeggere, le mode si susseguono, mentre le vite continuano a scorrere. Alcune a rilento. Alcune normali. Alcune rapidamente, troppo rapidamente. Una corsa a velocità folle dove non si chiede permesso, non si chiede scusa, non ci si pente. La velocità è semplicemente troppo alta. Non si ama, si fa sesso. Non si corteggia, si prende. Non si festeggia, ci si devasta. Si usa la vita e poi la si getta. Rifiuto non riciclabile. Non serve rimpiangere gli anni ’80. E’ perfettamente possibile vivere la devastazione e l’autodistruzione anche oggi, e gli Easy Trigger trasformano questa overdose di sballo in un album estremamente potente, pieno di un hard rock travolgente, scellerato, sfacciato ed assolutamente offensivo. Un suono che li fa risultare pesanti, pieni di influenze punk, con una impostazione dannatamente rabbiosa. La voce di  Frenky è brutale, e ricorda un po’ Dexter degli Offspring, sia per tonalità che per la mostruosa grinta dimostrata. Tutti i dodici pezzi della band Veneta sono orientati esclusivamente al caos, all’alcol, le droghe, il sesso e le risse. Un immenso dito medio verso la vita regolare, le cravatte imposte, la quotidianità e la noia della vita della maggior parte dei mortali. Il tutto gridato nel microfono senza censure, un esplicito senso di ribellione che trova la sua massima espressione su pezzi quali la potente e melodica “Hatesphere”, l’inarrestabile “Sex Se Sex”, la grintosa “Apologise” e la ribelle “911”. Molto bella la power ballad “Smokers Die Younger”, la quale suona dolce, quasi romantica, ma presenta un testo che è l’antitesi di qualsiasi regola imposta dalla società. Decisamente irresistibile la veloce “Route 66”, che rappresenta senza dubbio il marchio di fabbrica del sound degli Easy Trigger. Il disco chiude con il tono epico di “Shootin’ In The Fire”, ulteriore inno ad una vita al limitatore, una vita che uccide, una morte che non fa paura. Prodotto in maniera ottima, con un suono potente, supportato da un drumming assolutamente poderoso, questo “Bullshit” è un’autentica mazzata. Un urlo ribelle, un brutale atto di forza. Energia infinita, potenza assoluta, divertimento assicurato.

(Luca Zakk) Voto: 7,5/10

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