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TWILIGHT FORCE – “Heroes of mighty Magic”

by on Set.18, 2016, under ALBUM, T

coptwilightforce(Nuclear Blast) Attenzione, perché siamo di fronte a qualcosa che non capita tutti i giorni: la Nuclear Blast sta pubblicando un disco di symphonic power metal. Seconda stranezza: il disco in questione è solo il secondo di una band svedese neanche troppo nota. Terza stranezza: questo disco è anche bello! Non so se siamo di fronte a un piccolo cambiamento del mercato (di solito la NB pubblica soltanto i generi più in auge, e magari potrebbe ridestare interesse per queste sonorità), ma gli svedesi Twilight Force hanno avuto una chance che non dovrebbero sprecare. “Heroes of mighty Magic” ha qualche sbavatura, su questo non ci piove, ma mi riporta ai gloriosi tempi in cui ovunque ti girassi avevi a disposizione un concept fantasy da ascoltare, che fossero i Rhapsody, i Fairyland, i Dark Moor… o ancora band più ‘piccole’ come i Derdian, i Dragonland, i Thy Majestie (a onor del vero sempre ispirati dalla storia ‘vera’)… “Battle of arcane Might”, la opener, è pomposa e squillante fino al barocco: forse la voce di Chrileon appare talora un po’ sforzata, ma il risultato è convincente e mi ha riportato alla memoria i funambolismi dei polacchi Pathfinder. Cinematografico oltre ogni dire il singolo “Powerwind”; la lucida “Guardian of the Seas” ha invece la grazia cristallina dei Fairyland. Dal canto suo, è una gioia da primo Turilli nella zuccherosa “Flight of the sapphire Dragon”. Dieci minuti per la suite “There and back again”, molto alla Rhapsody di metà anni 2000 (quelli di “Symhpony of enchanted Lands II”, per capirci)… tanto che il guest singer è Fabio Lione. Il disco contiene anche una seconda suite, nientemeno che la titletrack: tutto bene finché Joakim Broden dei Sabaton (anche i nostri sono di Falun!) interviene con il suo vocione baritonale, del tutto inadatto ai toni sinfonico-orchestrali del brano. Gli Heavenly sarebbero stati fieri di “Riders of the Dawn”; per chi scrive il limite si passa soltanto con “Rise of a Hero”, che sembra una versione neoclassic power di “Over the Rainbow”. Poco utile anche un “Epilogue” parlato di 6’39’’ se non avete voglia di seguire tutta la storia. Al netto di questi difetti, “Heroes of mighty Magic” merita tutta la vostra attenzione se non siete ancora sazi di draghi, cavalieri e castelli incantati.

(René Urkus) Voto: 7/10

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