
(Selfmadegod Records) Secondo album per Godslut, giovanissimo terzetto polacco dedito a un death metal fieramente old school, sulla scia dei connazionali Vader, Hate e Decapitated, con una particolare affinità con questi ultimi per la comune e continua ricerca di hooks melodici, pur mantenendo salda l’attitudine thrash e un elevato tasso di efferatezza esecutiva. “Druglust” è il manifesto preciso del Godslut sound: riff velocissimi, efferati, sostenuti da un drumming altrettanto feroce e tecnico, il tutto intervallato da melodie serpeggianti, assoli dal sapore orientaleggiante e inserti maggiormente groove, un’influenza che ricorre un po’ in tutto il lavoro senza mai sfociare in territori djent. La cosiddetta ‘marcia in più’ che caratterizza la band è proprio questa capacità di rendersi accessibile pur restando fedele ai dettami dei Morbid Angel e dei citati Vader, diluendone il sound con parti che strizzano l’occhio all’hardcore — “… All The Fucking Same” e “Sacred Genocide” ne sono due esempi lampanti — e inserendo momenti più cupi e riflessivi, come nella sorprendente e spiazzante title track, caratterizzata da chitarre acustiche, voci pulite maschili e femminili che si intrecciano con harsh vocals piene di disperazione. Un album sorprendentemente maturo, tenendo conto che è appena il secondo lavoro della band e che il chitarrista Krzysiek Śniadecki ha appena diciannove anni.
(Matteo Piotto) Voto: 8,5/10




