(Debemur Morti Productions) Di loro, chi scrive, ne aveva sentito parlare in più occasioni, ma “Heavenly Vulva (Christ’s Last Rites)” è la prima release ascoltata dei finlandesi Archgoat. Loro sono una di quelle band per il quale l’esoterismo e in particolare il Demonio, è un tema fondamentale per dare forma alla musica e a tutto quello che la circonda. La copertina è esplicita, i testi già nel titolo esemplificano i contenuti ed è stato così anche per il passato. “Heavenly Vulva (Christ’s Last Rites)” è un EP di cinque pezzi più intro, dove il death-black metal dei nostri si esprime attraverso toni cupi, con accordature in minore, un growling torvo e la batteria che percuote come una successione di tuoni. La registrazione appare approssimativa, quasi underground ma con la capacità di riuscire a comunicare comunque tutte le sfumature. Attivi da anni, ma con uno scioglimento vissuto per qualche tempo nei primordi, gli Archgoat hanno realizzato diversi EP, split, ma solo due album; la speranza è che all’ultimo “The Light-Devouring Darkness” del 2009. si aggiunga presto un nuovo e blasfemo album.

(Alberto Vitale) Voto: 7/10