
(Street Symphonies Records / Burning Minds Music Group) Al debutto, gli italiani Romeo sono troppo giovani per aver vissuto e percepito le vibrazioni degli anni ’80… tanto meno quelle degli anni ’70. Ma stiamo parlando di onde sonore persistenti, di energia che non si esaurisce, di forze che persistono nell’etere, nell’aria, nei sentimenti, nelle percezioni! È indubbiamente impossibile dimenticare quel periodo, quell’influenza, quei segni indelebili, e non importa se sei nato uno o due decenni dopo: quella forza ribelle e luminosa persiste e continuerà a influenzare svariate generazioni future! Ecco quindi che questo quartetto non ha fatto nulla per evitare quell’incredibile contaminazione, quella travolgente influenza, dando vita ai nove brani che compongono questo potente “Deja Vu Letters”, un disco che stilisticamente si colloca tra hard rock e punk, esaltando libertà, libertinaggio, ribellione, sfogo… una forza tellurica che trova la sua massima espressione su un palcoscenico, grazie a brani diretti, grintosi, curati ma decisamente pensati per divertire, scatenare, un toccasana contro il grigiore odierno, una dose di droga eccitante con effetto duraturo, un’iniezione di vita e divertimento altrimenti di difficile reperibilità. Quella sensazione che si colloca tra poesia e devastazione menefreghista emerge con brani quali “Soul Staller”, la opener “Frankfurt Lights” – questa molto punky – o la breve ma dannatamente sleazy “No More Chances”, concetto che si rafforza con la cover di “I Need To Know” degli Tom Petty and the Heartbreakers. Un disco fresco, brillante, super melodico, infinitamente grintoso. Una ventata di aria fresca e respirabile che penetra attraverso i miasmi di un’epoca altresì maleodorante e soffocante. Inutile andare a cercare musica sensibile o socialmente impegnata: “Deja Vu Letters” serve per staccare la spina; per affrontare il mondo moderno serve qualcosa di potente, di frizzante, con un titolo tanto geniale quanto pregno di nostalgia.
(Luca Zakk) Voto: 8/10




