(Debemur Morti Productions) Un album atteso, “Nightbringer, Lightbringer” degli Archgoat, con la certezza che lo stile dei finlandesi sarà ancora una volta l’insieme di death, black, thrash e punk. Beh, anche la blasfemia e l’essere fustigatori del cristianesimo, ci si aspettava che fossero presenti nel loro sesto album. Tutto confermato, non poteva essere diversamente. Chitarra e basso sono avvinghiati, la batteria scandisce i suoi colpi con decisione e come fosse un trattore spinto al massimo. La voce resta quel growl mai profondo e incline a essere un ruggito. Tutto è ordinato, pur con una produzione non proprio chiara, ma è un dettaglio trascurabile in termini di Archgoat. Manca però quell’autentica e strafottente ferocia che la band ci ha sempre messo nei suoi lavori. L’album possiede un groove ben più diffuso e dominante come matrice del suono, grazie anche a un basso forse eccessivamente pronunciato. Gli Archgoat manifestano melodie avvincenti, davvero buone, e forse è questo l’elemento che valorizza un album che altrimenti potremmo definire al di sotto degli standard della band. “The Dawn To Armageddon”, “The Stygian Millenium”, “The Light Behind The Horns” e la conclusiva “Obsidian Reflection Of Anti-Light” sono i pezzi che apportano momenti di buon livello. I brani più estremi e sparati, come per esempio “Blood Of Jesus Spilling Upon The Earth”, sono invece rumori negli abissi, suonano come boati in una grotta, dunque poco incidenti ed esplosivi rispetto alla tradizione dei finlandesi. Gli Archgoat hanno fatto ciò che ci si aspettava facessero, con modi meno barbarici del previsto e qualche schemino eseguito con poca convinzione
(Alberto Vitale) Voto: 6/10




