
(Caligari Records) C’è una sorta di lucida follia all’interno di “Autogeddon”, secondo demo dei londinesi Äxe; ci vuole infatti una buona dose di follia, oppure una grande consapevolezza nei propri mezzi, per concepire un mix di sonorità completamente eterogeneo e al tempo stesso profondamente legato alla vecchia scuola, riuscendo a non sfociare nella cacofonia e a sfornare qualcosa di fresco e, a suo modo, innovativo. Nel sound della band inglese si possono trovare solide basi speed metal alla Razor, thrash alla Kreator, scariche noise, una marcata dose di attitudine punk, vocalizzi black metal e richiami all’estremo giapponese, con citazioni non solo musicali, ma anche estetiche, come si può vedere dalla copertina, agli Abigail, nonché riferimenti alla scena hardcore nipponica, con momenti che richiamano i Bastard e fraseggi melodici classicamente metal che caratterizzano alcuni assoli. Se a tutto questo aggiungiamo la presenza di alcune imprevedibili partiture di scuola Voivod, capiamo che risulta pressoché impossibile incanalare gli Äxe in un genere preciso. È comunque musica estrema, tirata, efferata, vocalmente folle e sgraziata, tra scream black metal e vere e proprie urla isteriche: una manna dal cielo per chi ama le sonorità grezze e aggressive, registrate senza trigger o altre diavolerie, con una produzione molto sporca, eppure graffiante e in grado di conferire un non so che di minaccioso e brutale. Una boccata d’aria fresca in un mondo musicale che tende a essere troppo raffinato e fin troppo levigato, con suoni perfetti ma senza più anima.
(Matteo Piotto) Voto: 9/10




