(Comatose Music) I Cranial Osteotomy sono una slam-brutal death metal band russa che nel 2011 esordì con l’album “Victim of Wicked Sickness” (ascoltabile QUI). Da allora qualche demo e poi un lungo silenzio. Riemergono oggi con la statunitense Comatose, sigillo di garanzia in fatto di slam, brutal, deathgore e sanguinamenti vari. Sin da subito si vuole esprimere un parere freddo su questo lavoro che, per quanto sia un buon esempio esecutivo del genere, anche superiore a quanto fatto nel precedente album “Victim Of Wicked Sickness”, appare come un esercizio di stile. Scolastico, insomma, e con qualche punta di confusione. La band, che proviene da una zona al di là degli Urali, presenta un valente e dannato batterista, tale Vladislav Melnik. Una macchina furiosa e in continua marcia che ci dà dentro senza pace, senza dunque abbassare i giri del motore. Un punto di vantaggio per la coppia di chitarre, che produce una caterva di riff. “Vortex Of The Dark Knowledge” è una marcia folle e, in certi momenti, un po’ confusa, con alcune frenate topiche e in puro rendimento slam-brutal. Proprio quelle marce a più non posso, devastanti e al contempo frenetiche, non danno continuità allo scorrere della musica. L’alta macelleria della band è semplicemente un continuo triturare: riff che si scatenano, batteria che scarica colpi di morte e tutto raggiunge un climax per poi franare in un altro motivo tematico che d’improvviso riprende la sua corsa verso una cima soffocante e sanguinaria. L’album guadagna un buon mixaggio e una produzione altrettanto elegante rispetto al primo album, che permettono di avere tutti gli strumenti davanti a sé; pertanto questo vertiginoso giro di violenza, sempre al massimo, è palese. Ci sono pochissimi momenti in cui il ritmo si riduce; troppi, invece, quelli in cui la band eccede in una foga incrollabile. L’album è come materia che viene espulsa e inizia ad andare a una velocità sempre più impensabile, diventando una linea luminosa indistinta. Come un corpo che cade nell’atmosfera terrestre. Anche i pezzi sono, al pari, indistinti. La band suona piuttosto bene, e meglio rispetto a quindici anni fa; però la dote non è nella composizione, semmai nell’esecuzione.

(Alberto Vitale) Voto: 6,5/10