(Nuclear Blast Records) Trentacinque anni di carriera e diciassette album sono il bilancio dei norvegesi all’uscita del nuovo lavoro. “Mið”, che vuol dire ‘nel centro’ o ‘nel mezzo’ in norvegese, è una trascinante sequela di melodie, alcune delle quali attingono a tradizioni ataviche. A questi schemi melodici corrispondono anche atti di forza, attraverso i quali la band si esprime in maniera modulata e attenta. Il fragore delle chitarre si insinua tra passaggi viking e atmosfere epiche, anche siderali a volte, supportate da un lavoro ritmico interessante, frutto di passaggi ora muscolari, ora meno. Si avverte un eccellente equilibrio nell’album: la band ha creato un marchio peculiare in quasi tutti i pezzi, grazie sia alle strutture dei brani sia al modo in cui si intrecciano temi melodici e armonie. Gli Enslaved hanno rimesso a nuovo quel dinamismo che li ha spesso contraddistinti. “Mið” ha tendenze prog e una produzione che alleggerisce i suoni, evitando di saturarli e limando ogni possibile sbavatura. Gli Enslaved si lanciano in azioni maestose e fiere, ma stemperano una certa potenza con momenti anche elegiaci o soffusi. Le melodie vengono plasmate ed evolvono pian piano, modificando il proprio dominio sulla scena. Le terre norvegesi e la loro storia scivolano con stile tra i pezzi, entrando in un suonare così ben variegato, con andature che portano i brani a raggiungere un climax, talvolta anche più di uno.

(Alberto Vitale) Voto: 8,5/10