(AOP Records) Il silenzio che avvolge una band per diversi anni può rivelarsi il viatico verso un’esplosione di gloria. Proprio come la quiete che annuncia la tempesta. Nel 2019 i Finsterforst pubblicano il quinto album “Zerfall”, poi solo un EP a rompere quella quiete, che finalmente si esaurisce oggi con “Still”. Dall’iniziale “Obduktion” ci si imbatte immediatamente in un muro di epica gloriosa. La fierezza nordica rivive nelle note che alimentano un viking metal denso di storia, mitologia e radici di una cultura eterna. “Still” è una lezione di maestosità e di nicchie melodiche che lo costellano. Le chitarre sorreggono un discorso melodico e strutturale robusto, concreto; poi ecco il parco vocale che, tra canti in harsh, semi-growl e puliti, oltre ai cori, permette al tutto di allungarsi verso marce che suonano definitivamente nobili e solide. Fisarmonica, sintetizzatori e arrangiamenti orchestrali producono contrappunti o inserti melodici di grande respiro. Questi ultimi, poi, molto spesso conferiscono al tutto un tocco cinematic metal. Le atmosfere di brani come “Knie nieder”, “Stille Nacht” o “Im Wind” appaiono come monumenti alla tradizione, attraverso un potenziamento dei principi alla base di valori ancestrali. “Im Wind”, poi, è un brano molto articolato, con elementi di stile che toccano anche il folk e, tra l’altro, ha una durata importante, ma inferiore ai ventiquattro minuti di “Leere”. Anche questo pezzo è costituito da sezioni di diversa impostazione che si susseguono, sviluppando stili differenti. “Still” si fregia di due cover: “Beyond the north waves” degli Immortal e “Another brick in the wall Pt. II”. Una deliziosa rilettura dei tedeschi per il brano della black metal band norvegese, la quale si incastona nell’insieme stilistico dei pezzi di “Still”. Rilettura e dunque ricostruzione, invece, per il celebre classico dei Pink Floyd, che assume una connotazione ipnotica nel suo incipit e successivamente un’andatura quasi nu metal nel suo prosieguo, terminando in un turbinio d’atmosfera visionario. I Finsterforst ritornano con potenza e uno spessore melodico che risulta immenso e lodevolmente ispirato.
(Alberto Vitale) Voto: 8,5/10




