(SPV/Steamhammer) Il nuovo album dei Glyder passa attraverso la rivoluzione della line-up: Tony Cullen, cantante e bassista, e Davy Ryan, batterista, lasciano in favore di ben tre elementi. L’eccezionale Jackie Robinson arriva dietro al microfono, Graham McClatchie al basso e
Des McEvoy alla batteria. Robinson ha una voce graffiante e rock ed è il giusto singer per questo quarto album, vero momento per capire quanta strada abbia fatto la band irlandese dall’omonimo album del 2006. I Glyder con l’iniziale “Chronicled Deceit” riportano alla mente Dio, ma anche i Black Sabbath e qualcosa si avverte anche nella seguente “Long Gone” e nella settantiana “Down & Out”. Che siano impazziti? No, tutto rientra nei ranghi con “Fade To Dust”, “Don’t Make Their Mistake”, “Two Wrongs”, i quali sono pezzi più inclini allo standard della band, la quale ha comunque sempre strizzato l’occhio alla tradizione rock britannica. Come già sottolineato, l’arrivo di Jackie Robinson ha dato un apporto nettamente più intenso alla band, mentre gli elementi già consolidati e cioè il duo chitarristico Kinane-Fisher appare in perfetta forma per “Backroads to Byzantium”. La produzione è perfetta, realizzata con registrazioni a Dublino, mixaggio a Copenaghen e mastering in Germania; i suoni sono forti, puliti ma non appiattiti. “Backroads to Byzantium” diverrà un loro classico.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10