(Massacre-Audioglobe) Heavy metal ‘moderno’ abbondantemente
contaminato dal thrash nel disco d’esordio dei gallesi Hunted: un nome
veramente poco originale, che rende assai difficile trovare in rete
informazioni sulla band. Ma questo c’entra poco con la loro musica, che non so
perché viene pubblicizzata come un mix di heavy metal classico e prog. L’album
è fondato su un guitar working molto quadrato che però, tranne nella cover “The
Heart Collector” dei Nevermore, lascia poco spazio alla melodia. “The Silence
of Minds” vive di rallentamenti e improvvise ripartenze; anche “Aria (In
Memoriam)” e “Shadows” sono costruite in modo simile. Particolarmente
interessante quest’ultima, che sfocia in un finale potente ed evocativo. Thrash
puro in “Impaled”, mentre “I want nothing” è una fuga in doppia cassa che
inclina verso il power. Non siamo di fronte a un capolavoro, come ho letto in
giro da qualche parte, ma di fronte a un prodotto che piacerà maggiormente a
chi segue le ultime tendenze.

(Renato de Filippis) Voto: 6,5/10