(Blues Funeral Rec) Sono Juan Montoya (ex Torche) ed Evan Diprima (Gold Pyramid, ex Royal Thunder), il primo alla chitarra e il secondo a basso, batteria e sintetizzatori, coadiuvati dal cantante e chitarrista ritmico Zach Amster (Abrams), a costituire i Moon Destroys. Gli statunitensi sono una fresca realtà heavy rock con i loro rimandi al grunge, allo stoner, al doom e con cenni di psichedelia. “Omni” ha un’ossatura massiccia, con belle trame da parte delle chitarre e con una personalità musicale dei pezzi mai esattamente identica. Resta invece comune a tutti il lavoro sui suoni: forti, ampi, puliti e senza eccessi nella produzione. I Moon Destroys hanno solidità sia nell’esecuzione sia nella sostanza dei brani, i quali hanno uno sviluppo frizzante. La voce è intensa e abbastanza grunge, mentre la chitarra negli assoli sviluppa quel suo lato psichedelico, con linee spaziali in certi momenti. A Zach Amster il compito di regolare perfettamente i giri del motore, anche attraverso il basso, che risulta un rinforzo ideale alle pelli della batteria. “She Cried”, “Flowers”, “Motion Sickness”, “Missing Wish” sono alcuni momenti topici dell’album, ma a conti fatti nessuna composizione sfigura. Un secondo album di belle speranze per la band, che sembra padrona della propria creatività.
(Alberto Vitale) Voto: 8/10




