(autoproduzione) I bostoniani Lesotho creano e poi espandono mondi e altrettanti stati emotivi, nel suonare i loro pezzi rigorosamente strumentali. Il trio costituito dal chitarrista Kyle Loffredo, il bassista Cliff Cazeau, il batterista Dan DeLucia, con “A Flashing On Plain Glass” esprime forma e senso delle idee in fatto di stile: post metal con ampie porzioni d’atmosfera e qualche cenno prog. Pur non apportando novità al genere, si apprezza come gli statunitensi siano bravi a definire una propria matrice di stile, suonando con agilità nelle fasi emotivamente e melodicamente più intense, senza essere troppo struggenti e lamentosi. Un suonare fluido che passa attraverso dunque stati emotivi di vario colore e intensità. Il lavoro dei singoli è ammirevole. Di certo Dan DeLucia conferisce un timbro nei passaggi e quanto meno nelle lunghe dissertazioni melodiche, divenendo spina dorsale di “A Flashing On Plain Glass”. Il lavoro alle chitarre di Loffredo è senza dubbio un duopolio tra arpeggi coronati da piccoli feedback eterei e da riff cadenzati con un grado di scorrevolezza variabile. Un bilanciamento tra calma e turbamento che viene esposto con una lungimirante capacità di gestione dell’avanzamento dei brani. Il basso ci Cliff Cazeau forse ha una profondità non sempre valorizzata dalla produzione. “A Flashing On Plain Glass” dei Lesotho è privo di pesantezze emotive, non abbonda di canovacci necessariamente prevedibili, infine queste impennate o riflussi melodici e d’atmosfera presenti si svolgono con una buona fluidità.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10