(Karisma Records) I finlandesi Onségen Ensemble sono già passati da queste parti con “Fear”, uscito nel 2020 via Svart Records. Nel 2026 hanno firmato con un’altra label nordica molto compatibile con queste sonorità inusuali, la norvegese Karisma, e “A Tale” è il primo risultato di questa nuova alleanza. Non si tratta nemmeno di una vera e propria band, bensì di un collettivo di artisti ispirati che si avvicendano nei vari album e nei vari brani, con nuovi strumenti e nuove voci, demolendo completamente ogni confine stilistico. Se “Fear” era più ‘jazz’, “A Tale” punta con forza verso una dimensione eterea, senza regole, una costante e cangiante sensazione atmosferica immersa in un senso di malinconica drammaticità. “Garden of Celestials” è oscura, in qualche modo lontana, nel cosmo; “To be Led by the Lost” è struggente, tetra, anche se brillano quelle evoluzioni jazz all’interno di un rock deliziosamente mesto. Regna la pace con “A Thought”, mentre “The Word” rievoca quelle divagazioni spaghetti western alle quali l’ensemble finnico è così fedele. Sognante e delicata “Oldest Father”, epica e ancora western style “The First Casualty”, prima della conclusiva “Crystal Waters of Spring”, che fa emergere stupende sonorità orientali che avvolgono, coccolano, stuzzicano e baciano l’ascoltatore con un senso di magia. Il tema centrale dell’album sembra essere la pace, un valore così ricco di significato e così violentemente maltrattato, un valore che apparentemente la nostra specie non riesce a rispettare. Ed ecco che “A Tale” diventa quindi un disco nel quale abbandonarsi, con il quale camminare lontano verso un luminoso orizzonte; un disco attraverso il quale sognare, grazie al quale scoprire il senso profondo di quella incredibile e irraggiungibile pace.

(Luca Zakk) Voto: 9/10