(Spv/Steamhammer) Il ritorno dei Touchstone è qualcosa di piacevole perché la band inglese si è sempre contraddistinta per aver saputo coniugare l’elemento progressive con il rock e l’hard rock. Toni mai eccessivamente complessi, intense melodie indirizzate su più livelli che realizzano scenari grandiosi. Le tastiere di Rob Cottingham hanno un tocco personale ma, tanto per darne un’idea, lo  stile è avvicinabile a Rick Wakeman. Le chitarre di Adam Hodgson, vera bilancia stilistica tra i pesi del rock e i macigni più hard, assemblano l’ossatura dei pezzi finalizzati dai contrappunti del basso di Paul Moorghen. Chi deve impegnarsi a gestire le varie fasi dei pezzi, come i più selvaggi “These Walls”, “Throw Them to the Sky” o la stessa titletrack, è il batterista Henry Rogers, il quale sembra incidere meglio quando i ritmi sono pacati. Non ultima, perché è tra le cose più belle, la voce di Kim Seviour, la quale coabita con lo stesso Cottingham per tutto l’abum. Le canzoni più in vista sono “When Shadows Fall”, un brano dalla lunga durata che gioca con atmosfere da film horror, “Good Boy Sky”, vera sinergia tra spirito hard rock e scorci progressive, come accade anche con la titletrack. Tuttavia è arduo stilare una classifica dei pezzi, finanche alcuni apparsi inizialmente meno incisivi si dimostrano poi buone composizioni. “The City Sleeps” possiede l’alchimia giusta ed è un album da comprare, anche a scatola chiusa.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10