(Siege of Amida) Gli inglesi TRC sono una ensamble carico di rabbia e forza e il loro nuovo album “Bright Lights” è un urlo dalle tinte hardcore, nel quale la band in più occasioni si rifà agli Agnostic Front; ma a dire il vero il modello di riferimento dei londinesi è molto vicino alla scena hardcore orientale degli USA. I TRC sono aggressivi, massicci, strepitanti di angoscia e denuncia: sono il prodotto dell’attuale società, figli del loro tempo e desiderosi di inveire contro tutto e tutti. Sebbene l’epoca punk sia finita da tempo e la scena hardcore sia ormai un capitolo d’archivio nella storia della musica estrema, loro si rilanciano proprio a quel clima fatto di denuncia e frustrazione. Già dall’iniziale “H.A.T.E.R.S.” la corrosività del sound è al massimo livello, solo in parte diluito da alcune soluzioni elettroniche, come in “Temptations”. “London’s Greatest Love Story” fa il verso, in particolare nel cantato (dietro al microfono sono in due: Anthony Carroll e Chris Robson) ai Suicidal Tendencies e loro derivati. Arrivando alla conclusiva “Wait ‘Till It’s Finished” il termometro del coinvolgimento raggiunge livelli elevati: niente idee di maniera, tanto dinamismo e capacità di coinvolgere l’ascoltatore a muovere la testa e seguire i dieci pezzi di puro sbattimento.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10