BORROWED TIME – “Borrowed Time”
(High Roller Records) I Borrowed Time, di Detroit, che sfoggiano con orgoglio questo monicker kingdiamondiano, si sono già fatti notare dal pubblico dei defenders per qualche pubblicazione ‘minore’ e soprattutto per la loro partecipazione al Keep it True. E devo dire che fra le nuove leve di questo revival classico ormai gigantesco, sono fra i più interessanti e capaci. Il loro debut giunge (altro…)
(Eastworld) Il sound meno auspicabile per delle pagine elettroniche marchiate come Metalhead! Gli statunitensi Blood On The Dance Floor, che da questo momento li indicherò come B., ne sfornano un altro, di album, che può accrescere la loro fama di musicisti prettamente di elettronica. Anche se a dire il vero la fama dei B. è piena di ombre, cioè di critiche. Per me i B. sono un ensemble dub,
(Autoproduzione) Sono soltanto in due dietro questo nome, Brain Stomper, e tra l’altro non si sono mai incontrati di persona. Si, “Concrete” è un EP web based, cioè fatto tramite internet, a distanza, con due soli musicisti (minorenni). La rete e il PC oggi offrono molte opportunità. Sono in tanti oggi a lavorare così, a distanza. Lo fanno anche i Depeche Mode, per citare un nome di rilievo.
(Cyclone Empire) Torna la devastante death metal band olandese e lo fa con il secondo album che prosegue l’osceno discorso iniziato un anno fa con il precedente “Malevolence”. Ancora una volta il loro death è diretto, schietto, atmosferico, potente e brutale. Ma ogni singolo riff, ogni singolo suono è sempre molto ben concepito dalla mente perversa di questi quattro infernali
(Daniel Engen Productions) Evoluzione. E’ questa la caratteristica essenziale di questo stupendo EP. Evoluzione musicale, evoluzione delle scelte, evoluzione della stessa line up. Esattamente un anno fa recensii “Liberation”, il loro album di debutto, il quale mi impressionò in maniera esagerata. Ed ora un EP che simbolicamente celebra alcune novità come il cambio di
(Southern Lord) Mike Neider è uno dei membri originari dei Bl’ast!, una band hardcore punk della California (riunitasi per dei concerti nel 2001), la quale pure avendo inciso pochi album è stata una delle migliori realtà di quella scena alla fine anni degli ’80. Certo, ben dopo Adolescents, D.R.I., Black Flag e altri, ma i Bl’ast! hanno detto la propria. Ebbene, Mike nel 2013 chiama la
(Artificial God Productions) I Bukowski Family sono ungheresi ed io non li ho mai sentiti nominare. Il loro nome utilizza un cognome molto celebre, quello dello scrittore Charles Bukowski, ma le tematiche testuali e l’immagine che promuovono di se stessi è qualcosa di atroce e perverso, qualcosa di degenerato e orribile. “Unpleasantries Abundant” è il quarto EP pubblicato dalla band in pochi anni per comunicare al mondo il proprio death metal marcio e molto ombroso, tetro, ottima e allucinante colonna
(Karthago Records) Non siete ancora stanchi del revival di classic metal anni ’80? Per voi la Karthago Records ha appena avviato una nuova collana di ristampe extralusso, che pescheranno in quel sottobosco ancora vastissimo di meteore dell’heavy metal apparse e poi eclissate durante l’epoca d’oro degli eighties. La prima uscita è dedicata ai Bloody Climax, formazione tedesca autrice soltanto di un album e di uno split fra ’85 e ’87; questa compilation raccoglie non solo l’unico lp (dal titolo appunto di “Back to the Wall”)
(Blood Harvest) L’etichetta Blood Harvest, svedese, di Malmö, non paga della riedizione del 7” “Carnivores”, ripubblica il secondo album dei Bombs Of Hades “The Serpent’s Redemption”, uscito lo scorso anno (recensito
(Blood Harvest) Penso che i Bombs Of hades siano tra le migliori band svedesi del filone Entombed. Senza voler badare troppo alle forme posso dire che il loro sound old style rimarca a tratti quello dei loro illustri connazionali, anche per via di qualche lieve inserimento crust. La band nasce con elementi fuoriusciti da God Macabre, Abhoth e Utumno e realizza un demo iniziale, poi la Blood Harvest nel 2008 pubblica appunto “Carnivores”
(The Church Within Records) E’ sempre piacevole scovare un lavoro di qualità dietro un nome poco conosciuto o nuovo. Beelzefuzz è quel genere di nome che da subito lascia intuire una direzione doom, magari si penserebbe anche allo stoner e all’hard rock anni ’70 ed effettivamente il power trio americano in attività da pochissimi anni è votato proprio ad un doom molto dinamico e infarcito di quelle sonorità hard rock di un tempo,
(HMMR Records / Cargo Records) Sarà l’età, sarà perché in fondo sono un romantico, ma l’AOR mi sta sempre più a cuore e dunque ascoltare un lavoro così raffinato e tradizionalmente tale è davvero piacevole. Robin Beck, fantastica cinquantanovenne americana, voce semplicemente grandiosa, cantautrice, ha addirittura duettato con Pupo (ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio) e negli anni ’80 una sua canzone venne scelta
(Svart Records) Doom e mellotron. Sonorità vintage e heavy metal graffiante. Sublime mix di fattori esplosivi che convergono in questo EP il quale ingloba i Cathedral che vengono deviati verso uno stile compatibile con i Candlemass tendendo tuttavia verso un folk/hard/psycho britannico. Serve fantasia e creatività per sfornare un simile mix, e serve attenzione per poter assorbire completamente tutti gli aspetti
(Fog Foundation) Mi trovo proprio a Matera, patria del polistrumentista Drakhen, mentre rifinisco la mia recensione di “The Battle will never end”, il secondo disco della one-man-band Bloodshed Walhalla. Una formazione che mi sta simpatica per tanti motivi: perché suona puro viking metal in Italia, e anzi in Sud Italia
(Vertigo) Arriviamo tardi. Tardissimo. Un po’ perché sono state scritte e dette fin troppe parole. E noi le abbiamo lasciate correre. Un po’ perché si parla di una band essenziale, reunion o meno che sia, e noi di Metalhead ci siamo presi il nostro tempo. Crediamo non abbia più alcun senso discutere sul senso o meno di
(Autoproduzione) Come d’abitudine mi accingo ad ascoltare un album senza guardare nulla. A volte leggo solo il nome di chi suona, band o musicista che sia, e senza neppure leggere il titolo. Paolo Ballardini emana note cristalline e, soprattutto, pezzi strumentali di una fresca e graziosa musicalità. Chi è Paolo Ballardini?
(Unspeakable Axe) In giro da circa dieci anni, ma con un solo demo e questo album del 2010 che oggi viene ristampato da Unspeakable Axe Records, i canadesi Besieged tentano di rimettersi in mostra, tra l’altro vivendo un’omonima con altre vicine band statunitensi. Il sound dei tre musicisti è un assalto
(Autoproduzione) Cosa possono combinare insieme un basso e una batteria? Non lo immaginereste, ma i Black Faida possono istruirvi in tal senso. Suonano in due e creano pezzi totalmente strumentali che sembrano qualcosa a metà tra il metal e il rock, ma affrontandoli con il piglio del jazz. Il basso che si arrampica su melodie
(Punishment 18 Records) Thrash diretto, schietto, spietato. Tuonano dal Giappone, sono in quattro, e hanno alle spalle una longeva carriera che li vede sulla scena dal 1988. Dopo una pausa di un paio d’anni tornano con questo nuovo album, che comprende undici tracce di metallo veloce, grintoso, ispirato alla tradizione del thrash
(My Graveyard/Masterpiece) Secondo disco per i varesini Balrog, che – sempre accasati presso la My Graveyard Productions – pubblicano il seguito del loro debut “A dark Passage”. Devo ammettere che il primo album non mi aveva colpito in modo particolare, ma questo “Miserable Frame” è una mazzata coi controfiocchi, una scarica
(Svart Records) Un salto nel passato. Questo album è una macchina del tempo programmata per gli anni ’70. Il loro look, la loro musica, il loro modo di registrare la musica stessa: tutto così vintage, tutto così meravigliosamente seventhies. Niente elettronica. Niente ProTools. Solo hard rock antico, registrato come in
(Mordgrimm) Un EP di puro, purissimo doom, pieno di marciume, di decadenza, di lentezza ossessiva. Il debutto degli Americani Balam non lascia spazio a dubbi: pesantezza ai limiti della fisica, suoni putrefatti, riff ossessivi, ed un cantante estremamente valido, con una voce pulita molto bella, e decisamente performante. Il CD contiene solo tre pezzi, i quali riescono comunque a coprire mezz’ora di mortale ambientazione sonora. “The Followed” che per oltre metà dei suoi otto minuti è una marcia funebre lenta fino ai limiti della morte, si scatena con un’energia spiazzante, deviando su improvvisi
(My Graveyard Productions) Gli oscuri Blood of Kings, di Seattle, pubblicano il loro debut con l’italiana My Graveyard Productions: ci godiamo ancora una volta un prodotto di nicchia, per die hard defenders legati a una dimensione dell’heavy metal che, per qualche anno completamente scomparsa,
(My Graveyard/Masterpiece) Qual è l’album dall’uscita più posticipata della storia del metal e dell’hard rock? “Chinese Democracy” dei Guns’n’Roses? Sbagliato! Si tratta del debut dei marchigiani Battle Ram, attivi fin dal 2001, ma che solo in questo 2013 danno alle stampe il loro debut, che era stato annunciato
(MyGraveyard Production) Un primo passo di una certa qualità questo EP dei Blindeath, band thrash metal lombarda composta da elementi molto giovani ma già con un bagaglio tecnico di una certa rilevanza. La copertina farebbe pensare a qualcosa di underground e dozzinale e invece i Blindeath anche nelle
(Dust On The Tracks) Un debutto elegante, piacevole, accattivante nel suo naturale e semplice classic/hard rock. La manifattura di questa musica è tedesca, ma i Bodyguerra hanno un tocco internazionale, completamente pervaso dall’essenza classic rock contaminata però da riff hard o AOR;
(Dust On The Tracks) La neue deutsche in fin dei conti è un modo per identificare la provenienza geografica di certa musica, cioè la Germania. La neue propone un industrial-goth-metal che è appunto una fusione a più livelli di elettronica e metal, con tutte le sfumature possibili e, il più delle volte, con
(Logic(il)logic Records / Andromeda Dischi) L’apoteosi della purezza. La definizione dell’essenza, del nucleo, del centro di tutto. “It’s Not The End” è un album privo di qualsiasi deviazione, privo di qualsiasi influenza, distrazione, confusione, infezione. Una verginità musicale deflorata da puri istinti animaleschi,
(Revalve Records) Sono una band romana i Black Motel Six, la quale ha la caratteristica di suonare con chitarre dalle corde in granito, amplificatori alimentati a 380V e la batteria rivestita di cristalli di polvere da sparo. Al microfono lasciano esprimersi un leone che modula con estro il proprio ruggito.
(Byelobog Productions) Quando ho letto che Varg Vikernes aveva registrato un album all’insaputa di tutti, ho subito pensato che ci era ricascato. Un’altra volta elettro-ambient, di nuovo strumentali realizzate con i synth e con melodie che abbracciano arcaiche tradizioni nordiche, scaldiche.
(Nuclear Blast Records/Audioglobe) I Battle Beast hanno tutte le carte in regola… per far arrabbiare a morte un vecchio defender come me! Mi sono già scontrato con i finlandesi in occasione del loro debut album (
(Sevared Records) Non è che io riesca ad ascoltare tutti gli album che escono nella scena metal ogni mese, ma il nuovo e omonimo album dei deather norvegesi Blood Red Throne è sicuramente tra le cose migliori con le quali mi sono confrontato da gennaio 2013. La band di Død presenta dei riff spaventosi
(I Hate) Doom italiano. Sepolcro italico, il secondo, dopo “The Third Aeon”. La più nera atmosfera intossicata dalla morte, ma con una radicata melodia che si plasma nota dopo nota e in ogni singola canzone di questo album. Canzoni dalla durata quasi sempre considerevole, ma che riescono a scorrere
(Galy Records) Sarà una delle tante band che arrivano dal Nord America, ma i canadesi Blinded By Faith sono in attività da una dozzina di anni e questo “Chernobyl Survivor” è il terzo lavoro in studio, ma anche l’ennesima release. Inoltre i Blindeds si sono esibiti dal vivo di continuo ed anche su palchi calcati
(Schwarze Tod) I russi Bastion, provenienti da una città dal nome abbastanza impronunciabile (Krasnoznamensk, a poca distanza da Mosca), stanno per dare alle stampe il proprio secondo cd; ed entrati in contatto con MetalHead, hanno ben pensato di girarci il debut (uscito nel 2011) per una esclusiva