DECIMATION – “Reign Of The Ungodly Creation”
(Comatose Music) Da qualche anno a questa parte, la scena estrema ha allargato i propri orizzonti geografici, con bands provenienti dalle più disparate parti del mondo; basti pensare agli Israeliani Melechesh, o i loro connazionali Orphaned Land per capire che la scena è attiva anche in posti inusuali per il (altro…)
(Defox Records/Heart Of Steel Records) A volte credo sia strano cercare alcune direzioni, determinate strade, certe ispirazioni laggiù, verso l’orizzonte, lontano. Specialmente quando le direzioni, le strade, i sentieri che cerco sono sotto casa, forse dietro casa, maledettamente e assurdamente vicini. Di questi
(autoproduzione) Sincero e puro black metal proveniente dal nord est Italiano. I Duirvir arrivano così al debutto dopo varie cambi di line up, una costante ricerca dei componenti in grado di sostenere il lavoro creativo dei due chitarristi e fondatori della band. Il progetto è molto giovane (2011) e ha alle spalle solo un demo; la loro musica un po’ risente di questa
(Autoproduzione) Ancora folk metal, ancora nord Italia: la redazione virtuale di MetalHead è stata piacevolmente assalita, negli ultimi tempi, da demo di giovanissime formazioni settentrionali dediche alle varie sfumature del metallo pagano, celtico e battagliero. Alla mia lista si aggiungono oggi i Duir,
(Autoproduzione) Con una immagine assai scanzonata e giovanile, e una musica che non è da meno, i Deed ci inviano da Terni il loro primo ep autoprodotto (ep soltanto di nome: il minutaggio supera i 35 minuti!). Se “Beer’n’electric Guitars” è un pezzo di allegro heavy metal rock, spontaneo e immediato
(Century Media) Terzo album per gli Svedesi Death Wolf, band nelle cui fila milita Morgan, chitarrista dei Marduk che qui ricopre il ruolo di bassista. Il sound proposto si ricollega alla precedente incarnazione della band, quando ancora si chiamavano Devils Whorehouse: un horror punk alla Misfits, con
(Atomic Stuff) Debutto discografico per i Desma, band Bresciana nata nel 2009. Il loro sound attinge dai mostri sacri dell’hard rock, come Deep Purple e Led Zeppelin, senza tralasciare influenze di gruppi rock Italiani, come Timoria (l’impostazione vocale di Alberto Gobbi ricorda, in alcuni frangenti quella di Francesco Renga), Litfiba e Afterhours,
(autoproduzione) Un sigillo. Timbro ufficiale. Di quelli che ti fanno nei locali e che non se ne vanno nemmeno dopo due giorni. Nemmeno con la candeggina. Ma in questo è il simbolo -il sigillo appunto- degli italiani Diplomatics. Ma diciamocelo. Loro sono una punk band. Ed ecco già vi vedo, vi sento urlare: “ancora punk? Bastaaa!”. Ah si?
(Profound Lore Records) Gli statunitensi Dawnbringer hanno una lunga carriera (“Night of the Hammer” è il sesto full-“length”) in quella regione di confine fra heavy metal, rock e doom che piace tanto ai defender, soprattutto quelli un po’ attempati: il loro disco riverbera dunque di molte influenze, soprattutto lontane nel tempo.
(Autoproduzione) Solo due brani, solo un quarto d’ora di musica… ma che brani! Che musica! Gli inglesi Deconstructing Sequence non sono ancora giunti al full-“length” (questo è il loro secondo ep), ma il loro extreme progressive metal è incredibilmente maturo, coinvolgente, e soprattutto ottimamente prodotto.
(ViciSolum Records) Dalla lontanissima Australia ci giunge il secondo full-“length” dei Divine Ascension: i nostri vantano una cantante, Jennifer Borg, con un bel timbro pieno e vibrante, che si adatterebbe bene anche all’hard rock. Ma i nostri frequentano decisamente su altri lidi… “Dawn brings no Mercy”,
(Suspiria Records) Da alcuni mesi a questa parte stiamo assistendo ad una invasione di bands che si affacciano nell’affollato panorama del melodic death metal, tendenza destinata ad aumentare grazie all’interesse suscitato dal ritorno in scena degli At The Gates. Tra i
(Nuclear Blast) Fantastico! Non ci credo. Vedo, ma non credo! Sapete, mi sembra ottimo che un genio deviato, che domina il mondo da dentro la sua culla di marciume, decida di infestare (ulteriormente) l’aria che respiriamo con altri mefitici progetti, magari con altri demoni della scena, ad esempio il Sig. King Ov Hell o
(Autoproduzione) Debutto discografico per i Siciliani Dalia Nera, band attiva dal 1999 e inizialmente dedita a sonorità post grunge e stoner. Con il passare del tempo, il gruppo sente la necessità di trovare uno stile più personale, sterzando verso uno stile più heavy, racchiudendo svariate influenze. Il passato grunge si fa sentire soprattutto in alcuni riffs oscuri e ipnotici, propri di acts come
(Beyond…Prod.) Una disarmonia nelle onde sonore che porta alla mancanza di luce, di speranza, di vita. I Disharmonic celebrano il sedicesimo anno di (non) vita. Sedici anni di oscurità senza limite. Evocano il male dal nord est dell’Italia e producono musica che celebra l’occulto, il defunto, il condannato per l’eternità. Sarebbe offensivo catalogare questo
(Forever Plagued) A due anni di distanza dal debut album “Chrismation”, tornano i Greci Deus Ignotus con questo Ep di quattro brani più un’intro, per una durata totale di sedici minuti di black metal molto veloce e aggressivo con un cantato in growl tipico del
(Revalve Records) Dopo l’ep “Terminus”, recensito su queste pagine (
(Atomic Stuff Records) Ritorno sulle scene per i Bresciani Diamante, band attiva dal 1994 e con due album alle spalle. Questa terza fatica vede l’entrata in formazione del tastierista Alan Garda in sostituzione di Nicola, deceduto nel 2011. La proposta musicale del combo è un’elegante
(Nuclear Blast) I Decapitated vedono la propria storia segnata da un incidente d’auto in Bielorussia, dove si recarono per un concerto, nel quale perse la vita Vitek, il batterista, mentre il vocalist Covan riportò serie lesioni alla testa. Vogg, chitarrista e fratello di Vitek, dopo una breve parentesi nei Vader, decise di portare avanti i Decapitated. Nel 2011 uscì l’album “Carnival Is Forever” e ora “Blood Mantra”, il quale segna
(Nordvis Produktion) Immenso. Un album immenso. Certo, non è nuovo, non c’è un nuovo lavoro del duo svedese, ma “gli inni alla rovina” è un disco favoloso il quale ora, grazie alla Nordvis, riceve nuova vita, nuova visibilità, nuovo packaging, nuova booklet, una bonus track ed anche la
(Dead Inside Records) Mi trovo a recensire il secondo dei tre ep programmati prima del full-“length” dai californiani Dire Peril, raccolti attorno al fondatore e chitarrista Jason Ashcraft e al vocalist Norman Skinner (degli Skinner, guarda caso): tre pezzi a tematiche fantascientifiche più una bonustrack.
(Comatose Music) Se ti chiami Devangelic e nella copertina (di Toshihiro Egawa) del tuo primo album raffiguri il Cristo decapitato e non solo, vuol dire che hai un sound equiparabile ad un assassino senza scrupoli. Sound grosso e grasso, cupo, growl profondo, drumming in stile macchina di morte.
(Iron Shield Records) Thrash metal di stampo americano, con sporadiche cadenze teutoni, un lieve incedere punk in alcune situazioni, ma nella sostanza il thrash resta imperioso e dominante. Un inferno che divampa, una sezione ritmica che sconquassa ogni cosa, nonostante sia asciutta, essenziale. Fiamme dirompenti e un riffing che lavora come un motosega. Fuoco, furioso
(Century Media) Vent’anni sono passati dalla formazione di questa band Bavarese estrema, ed estremamente complicata. Lo ammetto: li adoravo disperatamente quando al microfono c’era Azathoth, ma l’attuale vocalist -Morean-, arrivato al terzo album, offre una vasta gamma di perversione, oscurità, malvagità…ed ampiezza nel
(W.T.C.Productions) Secondo demo per i tedeschi Dysangelium che sono ormai arrivati vicini al debutto discografico proprio con la WTC Productions. Un demo che -quindi- non è più inteso come “musica dimostrativa della band” ma bensì musica che anticipa -come un singolo o un EP- ciò che proporrà il full length, ovvero una esagerazione di odio, furia, rabbia … ed ottima
(autoproduzione) Un black metal che timidamente si affaccia alle divagazione post black metal. Un black metal che timidamente si affaccia sulla scena, offrendo qualcosa di personale, in qualche modo diverso, sincero, vero. I Dispersion si formano recentemente in Veneto, prima come duo, poi come trio. Tempi veloci ma mai estremi, ma tanta ed intensa malinconia sono le
(Hells Headbangers) Uno spietato split 7” che vede unite nel male due ottime band: gli Australiani Destruktor, death metallers feroci, ed i Polacchi Throneum, più sepolcrali e decadenti con il loro death incrociato con gli albori del black. I Destruktor propongono un pezzo veloce, non lunghissimo, orientato su precisione e violenza estrema. I riff sono devastanti, assaltano senza
(Argonauta Records) Distorsioni. Distorsioni degli strumenti, dell’atmosfera, della percezione, del pensiero. Pura sperimentazione. Suoni corrotti, perversi, decadenti capaci di materializzarsi in una sensazione infernale, terribile, occulta, resa ancora più instabile e disperata dalle linee vocali estreme, un growl deviato e devastato da
(Autoproduzione) Dopo un paio di contatti casuali con l’est europeo, in Polonia deve essersi sparsa la voce che noi di MetalHead siamo bravissimi: e quindi ancora una volta dalla terra dell’Aquila bianca ci giunge un interessante debut per il quale, almeno al momento, abbiamo l’esclusiva in Italia! I Defying
(EveryDayHate) Venti minuti di inaudita violenza! Non saprei descrivere meglio questo debutto degli Spagnoli Disturbance Project, fautori di un grind core che richiama alla mente i primi Napalm Death, Lock Up, Terrorizer e Filthy Christians. Venticinque schegge impazzite suonate a velocità siderali senza, per questo risultare confusionarie. Il bagaglio tecnico dei musicisti è infatti elevato, il riffing è letale ma non caotico e ogni passaggio è ben comprensibile, mentre
(Spiritual Beast) Da buon appassionato di symphonic power metal, nel corso degli anni non ho mai perso un’uscita dei Derdian: sono particolarmente legato al debut, uno di quegli ultimissimi esempi della golden age of power metal che si andava, inesorabilmente, spegnendo;
(Nuclear Blast Records) Il successore di “Moral & Wahnsinn” è un doppio album! I Die Apokalyptischen Reiter non hanno voluto abbassare il tiro e anzi, con il doppio formato si prendono ancora più spazio e tempo per esprimersi attraverso un artistico miscuglio sonoro fatto di atmosfere acustiche, toni popolari, metal e visioni del mondo filtrate attraverso toni oscuri. “Tief” è un assalto, un’aggressione. Metal moderno che deborda, esplode, si diffonde come una malattia fulminante.
(Autoproduzione) Mi stupisco sempre quando, nell’era di internet, non riesco a trovare informazioni precise su una band che ci manda la propria musica, in questo caso un ep. Non conosco la nazionalità dei Deathwhite, non so se questo è il loro primo prodotto né i nomi dei membri, le note promozionali rimandano semplicemente
(Solitude Productions) Il nome dei Draconian circola anche al di fuori della cerchia degli appassionati di doom: quello che non tutti sanno è che il loro leader Johan Ericson da anni porta avanti un progetto solista, i Doom:Vs, che oggi giunge al terzo album. Per l’occasione, Ericson recluta il cantante dei Saturnus, Thomas Jensen, e
(Revalve Records) Tre anni di vita per questa band di Trieste e nonostante ciò pare che il death metal brutale e con risvolti ‘core’ è qualcosa che risiede nei propri geni da sempre. “Look, We Are Dying” è una colata di morte, totale e suprema. Morte. Un assassinio continuo e sistematico, architettato