KANONENFIEBER – “Menschemühle”
(Avantgarde Music) Uscito qualche mese fa per Noisebringer Records, in realtà un’autoproduzione visto che l’etichetta è dell’artista Noise, anche mente di questa one man band (come dell’altro nome nel roster, i Leiþa), approda ora an che in casa Avantgarde, per l’edizione in gatefold vinile, questa perla di black metal teutonico al debutto, anche se decisamente già maturo, capace di evocare il black austriaco, quello tedesco ed una tendenza estremamente personale impegnata alla commemorazione delle infinite vittime della prima guerra mondiale. (altro…)
(Debemur Morti Productions) Mattias Norrman è cantante e chitarrista che ha fatto parte dei Katatonia ed October Tide, ora si rilancia con un nuovo progetto dedicandosi al black metal. Norrman e gli altri sprigionano in questo mini album quattro buoni pezzi con
(Pelagic Records) “Alter” è l’andare oltre il tempo, superando la chimica reattiva tra l’arte dei due autori che lo hanno creato. Karin Park è una musicista svedese stabilitasi da qualche anno in Norvegia. Brian Williams detto Lustmord è tra i massimi esponenti del genere ambient, sia esso dark, drone e così via. La Park
(Hammerheart Records) La band danese Konkhra due anni fa ha pubblicato l’album “Alpha and the Omega” (
(Chaos Records) Questa pubblicazione raccoglie il primo album dei Kriegszittern “Yellow Cross” e il successivo EP “Stratofortess”. La band nasce nel 2015 attraverso il batterista Faxe e il chitarrista e cantante Eddi. Un demo per Caligari Records poi un secondo e l’ingresso di un bassista, Fappo, e di un secondo 

(Season of Mist Underground Activists) L’etichetta francese offre spazio a questa realtà black metal della Bielorussia. I Khandra hanno già pubblicato due EP e dunque l’esordio su full length arriva con l’insegna di un’etichetta presitgiosa, sempre pronta a scovare nuove proposte come testimonia anche la sua divisione ‘undeground’. Suonano il black metal in maniera ruvida 
(Pure Steel Records) Il ritorno sulle scene dei Kenziner, con “Phoenix” (
(Heidens Hart) Disco dalla lunga gestazione (contiene pezzi dal 2017 al 2019) che sembra comunque non avere perso smalto, quasi come un vino che restando a decantare non fa altro che migliorare. 
(Cursed Monk Records) C’è una storia tanto affascinante quanto contorta dietro questo concept del tedesco Eric McQueen, la mente che si materializza nei The Montain Kings, progetto che giunge al quinto poderoso lavoro. 

(BMG) Quando due pezzi grossi si mettono d’accordo per fare qualcosa assieme, vale sempre la pena fermarsi un momento e pensare alla vasta esperienza di questi personaggi, gente che -indubbiamente- sa comporre musica, artisti che il loro mestiere lo sanno fare molto bene. 
(WormHoleDeath) Esordiscono dal nulla, direttamente con un full-length, i portoghesi King Baal, con un disco che dice di ispirarsi alla Bibbia, e in particolare agli scritti sapienziali attribuiti a re Salomone.
(Nuclear Blast Records) Che dire: forse sono troppo critico, ma ribadisco (come feci già ai tempi di “
(Autoproduzione) La
(Mighty Music) “The Revenge of Rock” suona in maniera magistrale. Innanzitutto a mettere ordine nelle scarichi di suoni dei Kickins ci ha pensato la produzione di Andy Reilly (ha lavorato con UFO, Bruce Dickinson, Cradle of Filth) nello studio
(Rafchild Records) Esordio col botto per gli spagnoli Kramp, formazione heavy/epic metal così ancorata negli eighties da commuovere i vecchi defenders come me. “Gods of Death”, da avere naturalmente in vinile, si compone di dieci brani (più un intermezzo gregoriano) senza fronzoli, diretti ed asciutti; lo stile di Mina Valkure è quanto di più sgraziato e grezzo si possa immaginare, ma ben adatto al sound e alle atmosfere sword & sorcery che vuole creare! 
(Non Serviam Records) Probabilmente potremmo considerare i Keiser come il sogno di tutti quegli ascoltatori di metal che da sempre hanno mal digerito la sterzata dei Dimmu Borgir da dopo “Puritanical…”.
(Indie Recordings) Voglio essere franco: non avevo idea di chi fossero questi quattro svedesi, questi Knogjärn. Ignoravo la pubblicazione di questo album avvenuta senza etichetta lo scorso maggio, ma ne vengo a conoscenza solo ora, grazie alla geniale reissue della Indie la quale offre pure una bonus track aggiuntiva.
(Nuclear Blast Records) Nuovo, e secondo album, per la band che vede protagonisti Max Cavalera, chitarra e voce per l’ex frontman dei Sepultura, Greg Pulciato, anche lui voce e chitarra ed ex The Dillinger Escape Plan tra le tante cose, Troy Sanders, altra 
(Caligari Records) Di debutto con questo EP di tre tracce (che si riducono a due se contiamo che la seconda è una strumentale di neanche due minuti), i Kyrios tentano di fare colpo, tentando l’ascoltatore con del black vecchio stile.
(Peaceville Records) Succede anche che nel 2020 ti capita di recensire un live senza pubblico. E ti accorgi già scrivendolo, che in fondo non è poi così strana la cosa. Perché in effetti ci sono seppur rari gruppi che ancora incidono in presa diretta. Ascoltare “A Matter Of Life And Death” degli Iron, il cui
(Barhill Records) Debutto coi fiocchi per questo combo tedesco, se si esclude l’EP del 2016… diciamo pure che i nostri hanno avuto la fortuna di essere finiti sotto le amorevoli mani del sottoscritto, fan di indecifrabile misura di Maynard & Co.
(Silent Future Recordings) Dopo ben nove anni dall’ultimo EP arriva quasi a sorpresa questa opera prima dalla Finlandia. Un duo, che con questo lavoro segna una tappa fondamentale del doom nella sua
(Nuclear Blast Records) I Kataklysm continuano ad essere loro stessi e lo conferma anche questo quattordicesimo album. Nessuna novità sostanziale per questo death metal potente fatto di energia pur percorso da elementi melodici. Ai muscoli di certi riff e soluzioni, si alternano momenti anche fruibili, melodici e come sempre un buon quantitativo
(Svart Records) Assurdi. Inclassificabili. E con un moniker ancor più strano. Questa band finlandese mette assieme otto brani eterogenei, surreali, rarefatti… strani. Metal? No di certo… ma non si può dire che manchi. Rock in senso stretto? No. Però si. O forse. C’è
(Ashen Dominion) Khors è il dio del sole e della luce nelle culture slave. Khors è anche una delle più belle espressioni della scena black metal ucraina, un luogo che di blackster talentuosi ne ha partoriti. Nuovo album, il settimo, e tematiche interessanti. “Where the World Acquires Eternity” racconta dei fatti avvenuti nella città di Charkiv, città natale 