KAYLETH – “Colossus”
(Argonauta Records) Continua il viaggio spaziale e nel contempo interiore dei Kayleth. E lo fanno alzando ulteriormente il livello qualitativo dopo i precedenti (altro…)
(Argonauta Records) Continua il viaggio spaziale e nel contempo interiore dei Kayleth. E lo fanno alzando ulteriormente il livello qualitativo dopo i precedenti (altro…)

(Ghost Label Record) Atmosfera dura, un contesto grigio, a volte non dissimile da certi sfoghi dei Nailbomb, comunque spesso nell’idea dei Sepultura di una volta. I Kazah riversano sull’ascoltatore la propria massiccia identità fatta di nu metal, hardcore, thrash e groove fondersi in una (altro…)
(Svart Records) Secondo album per Kohti Tuhoa, formazione finlandese considerata tra le più interessanti provenienti dalla Scandinavia in ambito hardcore. La considerazione goduta dalla band è a mio avviso meritatissima, visto (altro…)
(Napalm Records) Nessuna nuova, buona nuova, dicevano gli antichi: e per il loro dodicesimo album i Kamelot percorrono con maestria sentieri sostanzialmente già noti, osando giusto un paio di timidissimi mutamenti, e sfornando un disco che piacerà certamente alla loro sempre vasta platea. (altro…)
(autoproduzione) Il tempo scorre, gli anni passano velocemente e i Kinfe The Glitter sono lenti a produrre qualcosa. Questo lavoro omonimo per Eli Litwin, batterista che ha suonato per John Frum (Relapse Records) e (altro…)
(Apathia Records) Arrivano al terzo album i russi Kartikeya, album che vuole essere il primo di cinque release concettuali, tutte incentrate sugli altrettanti elementi della natura secondo la cultura Hindu. In parole semplici siamo in pieno contesto groove metal, con (altro…)
(Art of Melody / Burning Minds Group) Il nome di Michael Kratz probabilmente vi risulterà sconosciuto. A meno che non celiate segreti indicibili, tipo conoscere i Kandis, gruppo ‘dansband’ danese, attivo dal 1990. Per i danesi quella roba è pop (altro…)
(I, Voidhanger Records) Molto interessante questo split tra due formazioni in un certo senso complementari nel modo di intendere la musica estrema, ma allo stesso (altro…)
(Revalve Records) Apprezzo molto le scelte sonore dei Kantica, di Savona: oserei dire che il loro power/gothic (che altri chiama symphonic metal) è sbilanciato in favore del primo elemento, per cui abbiamo meno svolazzi sonori e più potenza. (altro…)
(Wrath of the Tyrant Records) Altro gruppo che attinge dall’immensa e sconfinata fonte d’ispirazione di Tolkien. A prescindere dal fatto che darei 10 decimi solo per il logo, ma qui c’è musica di qualità. (altro…)
(Godz Ov War) Oscura band del Canada questo trio underground che è l’essenza del marcio. Kremlin è una malformazione del death metal svedese della prima ora, imbastardito da scatti brutal. Band (altro…)
(Prophecy Productions) Album immensamente spirituale. Magico. Intenso. Trasudante la violenza della realtà quotidiana e la magia del sogno più etereo. ‘L’amore di una madre’ è il titolo: una madre terra che annienta, assalta, (altro…)
(Svart Records) Strana band finlandese, tra l’altro ancor più stranamente formatasi a Berlino. Sono in quattro, due donne e due uomini. Sono al secondo album, dopo una lunga pausa dal debutto uscito per la defunta Combat Rock Industry (2013), e con il (altro…)
(Seance Records) C’è da non crederci, eppure i Kafirun sono canadesi. Strano, hanno un suono così europeo, eppure… Penso che già dal nome dell’album si possa intuire come i nostri si propongano con una musica rituale e solenne, un black di marca diciamo, dove gli influssi alchemici e magici (altro…)
(Selfmadegod Records) L’etichetta informa che “ Dawn of the Apocalypse” è il secondo album per i texani, dediti a un D-beat dai toni seri, con atmosfere grige, oltre a impennate black metal. Si, l’atmosfera generale dell’album è decadente, pur riuscendo a toccare (altro…)
(Dark Essence Records) I Krakow hanno costantemente evoluto il loro sound nei tre album pubblicati. Con l’ultimo “Amaran” (2015, recensione qui) percepii meno stoner e molta più sperimentazione ambientale ed ipnotica… e di questa opinione trovai conferma quando li (altro…)
(Svart Records) Secondo album solista per Kimi Kärki, storico culturale e musicista finlandese, molto noto nell’ambito sonoro per tutti gli altri progetti, quali Reverend (altro…)
(Argonauta Records) Un’avvertenza: l’ascolto di “Astrodoomeda” può causare dipendenza. A me l’ha già causata. Non riesco, infatti a smettere di ascoltare questo terzo album dei (altro…)
(Godz Ov War Productions) Dopo qualche anno di assenza, ritornano in scena i Kingdom, veterani della scena estrema polacca, giunti al terzo full length, ma con una discografia piuttosto ampia, se contiamo anche (altro…)
(AFM Records) Questo doppio CD o DVD o BluRay ha un problema di fondo. Un problema non risolvibile in modo semplice. Il problema è che i tedeschi Kissin’ Dynamite non possono essere imprigionati… un loro show dal vivo (altro…)
(autoprodotto / Der Schwarze Tod / Eternal Death) Uscito lo scorso aprile in digitale, ma questa estate in CD e Cassetta, ecco il debutto dei blacksters Bielorussi Khragkh. Le informazioni stampa parlano chiaro: nomi e foto dei membri della band non contano. Il (altro…)
(Epictural Productions) Secondo album per questi francesi che suonano con cinica violenza. I Karne eseguono le proprie canzoni a velocità sostenuta, attraverso un riffing energico (altro…)
(High Voltage Rec.) Un album strano, con un’architettura piena di luoghi, spazi, ovvero suoni che creano una dimensione e un tempo. “What Hides Behind the Sun” è fatto con un metal di stampo progressive e qualche risvolto rock. (altro…)
(No Colours Rec.) Quinto album per gli ucraini Kladovest, al giorno d’oggi con un sound più pulito rispetto agli inizi. Tuttavia non c’è la patina, la lacca di un’asettica produzione che smalta all’eccesso. (altro…)
(Century Media) Nonostante non sia l’intenzione di tutti, ma un certo punto della carriera le band rock e metal o artisti dei suddetti generi, decidono di pubblicare un album di sole cover. Perché? (altro…)
(Osmose Productions) Secondo lavoro in quattro anni di esistenza per i francesi Khaos-Dei. Black metal. Black metal con remota matrice francese, con quelle caratteristiche peculiari ed identificative che si diffondono a (altro…)
(Saturnal) Debuttano, provenendo dalla Finlandia, i Kyy. Il loro moniker vuol dire “vipera” ed il loro sound vagamente atmosferico, esoterico, ma decisamente old school conferma completamente (altro…)
(Dark Descent Records) Il doom-death dei finlandensi Krypts, giunti al secondo lavoro, non lascia scampo e non intende fare prigionieri. Rispetto al precedente “Unending Degradation” (recensione qui), le cose si sono incupite, (altro…)
(Svart Records) In un caleidoscopio di allucinazione settantiane, i cui strascichi arrivano ai fino ai nostri giorni trasportati da scie chimiche spaziali, dalla Svezia si materializzano -completamente fuori epoca, fuori (altro…)
(Hells Headbangers) No beh, io mi arrendo! Quando penso di sapere tutto sul mio personale idolo, mr Gene Palubicki, ecco che vengo prontamente smentito da un altro, l’ennesimo, gruppo collaterale agli Angelcorpse. Anche se ormai sono rimasto (altro…)
(Nuclear Blast) Gli dei della violenza sono i Kreator. I tedeschi hanno da sempre posto al centro di molti dei loro discorsi testuali e non meno di quelli iconografici, proprio la violenza. Dopo oltre trent’anni ecco dunque (altro…)