POSEIDON – “Infinity”
(Argonauta Records) Diciamo la verità: un disco post metal viene generalmente giudicato bene da noi recensori. Questo genere è ‘raccomandato’: mentre tantissimi stroncano il power o il gothic metal per partito preso, i suoni decadenti e rabbiosi alla The Ocean (altro…)
(Steamhammer / SPV) A distanza si due anni dall’ottimo “Carved Into Stone” tornano sul mercato gli Statunitensi Prong, band che sicuramente ha raccolto meno di quanto ha seminato, avendo gettato i germi di un genere che solo pochi anni dopo, sviluppato da altre band ha raccolto consensi ovunque. Il pubblico
(Sliptrick Records) Nome band e copertina dell’album non è che facciano pensare a qualcosa che musicalmente si accosti alla NWOBHM. Tuttavia le cose stanno così: i Physical Noise non sono altro che una proposta di heavy metal, appunto vicino alla celebre corrente musicale britannica. Heavy
(Revalve Records) ‘Brutta bestia’ questo lavoro dei Phenium. “No More Humanity” mi ha preso molti ascolti e non da meno continue riflessioni. Probabilmente questo è già un buon punto di merito per la band romana, la quale non risulta statica e prevedibile dal pèunto di vista del songwriting.
(Moribund) Non sono un fanatico del singing in Italiano, specialmente nell’ambito black metal. Ma già dal primo ascolto di “Oracolo Suicida”, terzo lavoro dei Profezia, sono costretto a ricredermi. Un growl lineare, cattivo, sofferto che risulta poetico, drammatico, assolutamente compatibile con le bellissime lyrics nella nostra lingua madre. Godendo
(Pure Steel Records) Quando ascolto un bel disco doom… beh, mi sento veramente bene! Forse questo genere è quello di fronte al quale non riesco ad avere mezze misure: o un album mi sembra da buttare (essenzialmente perché scopiazza a man bassa dalle sacre fonti),
(Autoproduzione) Rémi Vanhove nel 2009 creò questo progetto giunto questo anno al secondo album. L’autore, coadiuvato da altri tre colleghi, si ripresenta con qualcosa che tenta di presentare un insieme di idee quasi ‘metafisiche’. Gli Psygnosis fondono insieme più aspetti del metal, ma non è solo una questione
(Heart & Crossbone) Doom che condanna, devasta, uccide. Pesantezza senza limiti, cattiveria, rabbia, quella voce estrema -quel growl- disperato e lacerante. Terzo album, quasi quaranta minuti di decadenza, invito al suicidio, oscurità: ogni traccia offre idee particolari, dettagli, tasselli che musicalmente dimostrano una ottima capacità creativa e compositiva, pur rimanendo nei confini del genere in maniera
(Transcending Obscurity) Che mondo strano. Questi Preludium sono delle belve death metal della vicina Polonia la quale, nel genere, di violenza ed odio ne sa elargire con letale generosità. Scuola polacca insomma, ed in occasione del loro precedente disco scrissi che “meritano sicuramente di salire in cattedra”. Ed è qui che il mondo mi appare strano! I
(Shadow Kingdom Records) Ormai il mercato richiede la ristampa di dischi anche relativamente recenti, e così la Shadow Kingdom Records ripropone il terzo album dei doomsters della Pennsylvania Pale Divine. “Cemetery Earth” è un prodotto onesto dal gusto prevalentemente vintage,
(Ektro) La Ektro è sempre una fonte di sorpresa. Ed è forse per questa ragione che nonostante sia spesso molto lontana dal metal, e pure dal rock, cerco sempre di seguirne le pubblicazioni. Credo fermamente che l’ascoltatore metal evoluto sia sensibile ad una vasta gamma di sonorità, espressioni, idee, tanto che nel metal stesso nascono evoluzioni e
(The Path Less Traveled Records) Chissà perchè Andrew Ross Millar ha preso un chitarrista aggiuntivo, Adam Irwin, per incidere questo album nel quale lui ha praticamente fatto tutto, anche registrazioni e missaggio e mastering. E’ curiosa questa cosa, ma non essenziale ai fini della mi analisi. Si, Patrons Of The Rotting Gate è un progetto solista o più specificamente
(Pure Underground Records) ‘Philosophic metal’ è la definizione che i torinesi Pleonexia utilizzano per descrivere la propria musica. Non ho a disposizione i testi (cosa tanto più disdicevole in questo caso) per valutarne il tasso speculativo, ma dall’opener autotitolata direi che, almeno sotto il profilo del sound, siamo di fronte a un heavy/power abbastanza roccioso e con
(Beyond Productions/Masterpiece) Avevo già sentito parlare dei Plateau Sigma perché “White Wings of Nightmares”, come autoprodotto, ha già circolato più o meno un anno e mezzo fa nell’underground italiano; oggi il disco torna in auge sotto la tutela della Beyond Productions e la distribuzione della Masterpiece. Prescindendo dalla produzione un po’ economica, che purtroppo impedisce di apprezzare
(Pulverised Records) I messicani Putrefact arrivano dall’unione di musicisti dei Disgorge, Ravanger e Havavitz e questo 7” è l’esordio assoluto. “We Were Deceased” e “II” sono due canzoni di puro death metal alla Grave. Roboanti suoni, puliti e intensi che devastano l’ascoltatore. Tipica voce arsa, ai limiti del growl e con riverbero. “We Were Deceased” veloce e sparata a mille,
(Hellthrasher Productions) Il nome di A.Death e del suo progetto Putrified gira già da qualche anno. Dopo due album ecco il secondo EP “Sacrilegious Purification”, altra blasfema, iraconda, folle espressione di un metal che racchiude death, black metal e qualcosa vicino al crust-grindcore. Pezzi sfrenati, estremi, torbidi ma altamente comunicativi nel riffing che si dimostra una colata irruenta
(Iron Bonehead) Moniker non inedito per questa nuova band che diffonde oscenità e violenza dal Belgio. Si sono formati nel 2012, e ad agosto del 2013 hanno registrato questo demo tape (sottolineo tape…). Fedeli ad un sound che richiama componenti thrash/death, producono un black viscerale, spietato, assolutamente lontano da elaborazioni e complicazioni tecniche: qui c’è
(Iron Bonehead) Un 7” che propone da un lato i cileni (sono della splendida Viña del Mar) i quali nei primi 30” sembrano una sequenza di Godflesh, Napalm Death, Grave e Dismember e i loro compatrioti (della Capitale) Eaten Alive, altra death metal band.
(Southern Lord Release) Pensa te, la Southern Lord che ripubblica il primo ed epocale album dei Poison Idea. Una delle principali incarnazioni del punk che è divenuto poi hardcore, grazie a Big (in tutti i sensi) Jerry A. e il compianto Tom “Pig Champion” Roberts. All’epoca, 1986, l’album venne messo sul mercato dalla Pusmort Records e ricordo ancora un mio carissimo amico
(Steamhammer / SPV) E’ ancora il tempo dei Pro-Pain? Gary Meskil (basso e voce) è l’unico rimasto dalla fondazione della band; Dan Richardson (batterista e co-fondatore) lasciò poco prima dei 2000 e il bravo Tom Klimchuck non molto tempo fa. La band ha mutato la sua identità, ma il quattrodicesimo album dei Newyorkesi è hardcore/metal allo stato puro, cioè fatto con cadenze
(Spinefarm Records) Lasciate che inizi lamentandomi: chi definisce i Protest the Hero come una band progressive metal non capisce assolutamente niente di musica. I canadesi, che ci propongono oggi il loro quarto album, suonano un mathcore spesso intricato con evidenti elementi metalcore: e lo fanno anche molto bene, devo dire, anche se a questo “Volition” manca quella scintilla
(Candlelight) Il ritorno, l’ennesimo, della storica band olandese probabilmente aprirà i consueti dibattiti virtuali e che tanto buoni sono per farsi due risate, sul feedback che si genera tra chi scrive la recensione e chi la commenta. Si da il caso che le ultime prove dei Pestilence – la band si sciolse nel 1994 e solo nel 2008 riprese formalmente a funzionare- hanno fatto il pieno di giudizi
(Autoproduzione) Immaginate dei vecchi amici. Il prodotto di amicizie nate verso i venti anni e che dopo altri venti anni sono ancora lì. Come si comporta nel tempo l’amicizia? Di cosa vive? Di tante cose, di tante esperienze e dei momenti che l’hanno prodotta e prolungata, trasportata nel tempo. A 40 anni l’amicizia dei Picea Conica è appunto una band, concentrata in un metal
(Spider Rock Promotion) I napoletani Poemisia hanno prodotto davvero un signor debut! “La Danza degli Spiriti” è infatti il loro primo full-“length” (segue all’ep “L’occulto Desio” dell’anno scorso) e offre una ventata di freschezza e originalità in un genere inflazionato come il symphonic gothic metal, che ormai molti appassionati snobbano a prescindere. Che errore sarebbe, in questo
(Inverse Records) Prog/modern metal in questo ep dei finlandesi Psychema, che si riaffacciano sul mercato dopo il debut “The Entry Point”, dello scorso anno. La titletrack, presente anche in versione radio edit, si manifesta con un giro estremamente melodico contrappuntato da tastiere: un metal dai chiari connotati nordici e un groove commerciale ma non per questo disprezzabile.
(Moonlight Records) La Moonlight Records è un’etichetta giovane, ma che sa certamente il fatto suo: i dischi che produce e distribuisce, fatta eccezione per un unico caso, mi hanno sempre colpito in positivo per la qualità e soprattutto per l’originalità della proposta. Gli esordienti Primo Vespere non fanno eccezione a questa bella regola: nonostante alcune piccole incertezze, dovute
(Sweet Poison Records) Dopo una assenza piuttosto lunga (cinque anni), si riaffacciano sul mercato i toscani Progressivexperience, che negli anni 2000 ci hanno regalato un paio di ottimi dischi di prog rock raffinato e cangiante. Il nuovo “Inspectra”, la cui durata supera di poco l’ora, ci presenta la band in ottima forma e vede pure il ritorno del primo singer Giovanni Valente. “1958” ci introduce
(UKEM Records) Selvaggio, brutale, spietato. Black metal diretto, sporco, ma anche se ricco di una componente melodica interessante ed una struttura dei pezzi mai monotona, sempre avvincente. Band estrema concepita da due fratelli inglesi i Primitive Graven Image hanno dovuto combattere per avere ciò che meritano. Il loro debut album “Traversing The Awesome Night” del 2007 non fu ben supportato dalla label originale, e questo ha portato successivamente ad un accordo con la mitica UKEM Records, label
(Svart Records) La Svart Records è un’etichetta finlandese che copre un ampio spettro di generi, dal doom all’avantgarde passando per il gothic. Nel loro rooster c’è anche l’artista neofolk Mikko Pöyhönen, che in questo suo secondo album propone dodici brevi brani in cui si esibisce, da solo, alla voce e alla chitarra acustica. Una musica assolutamente essenziale, per apprezzare la quale sarebbe necessario conoscere anche i testi: ma dato che sono tutti in finlandese, devo purtroppo confessare di non avere
(Target Distribution / Mighty Music) Importante passo avanti per i Danesi Plöw. Album di debutto, full length, prova pratica di devastazione sonora. Rispetto all’EP “Bicentennial Picnic” di oltre un anno fa, la band ha raffinato il suo suono, rendendolo più corposo, più sensuale, più tecnico… anche se sempre brutale, fondato su uno sludge/stoner spietato, scatenato, irresistibile. Le chitarre ritmiche sono feroci, estremamente heavy, mentre dei tocchi melodici rendono l’esperienza dinamica, pungente,
(High Roller Records) I Protector nacquero a Wolfsburg nel 1986, sono dunque figli dei primi passi dell’ondata thrash metal tedesca e infatti questo nuovo album, il primo dal 1993, lo dichiara apertamente. Nel 1994 la band si prese una pausa di riflessione, ma nel 2005 il cantante e membro originario Martin Missy, decise di darsi una mossa e ripartire, ma di farlo con lo svedese Carl-Gustav Karlsson (batterista nel giro di Grief Of Emerald e Mastema), Michael Carlsson (chitarrista, altro Mastema) e poi con l’aggiunta
(Cyclone Empire) Erano gli anni ’80 e vollero darsi il nome di Pentagram, poi dopo molto tempo scelgono di chiamarsi Pentagram Chile, per distinguersi, si narra, rispettosamente dai doomsters americani, e ben più noti, Pentagram. I Cileni solo adesso arrivano a sfornare un vero e proprio album in studio, dopo una sequela di piccole produzioni e una vita nell’underground. Eppure di loro spesso si è sentito parlare, nelle fanzine e siti web amatoriali, insomma nelle nicchie underground.
(Blast Head Records) Emirati Arabi Uniti, non proprio la culla del death metal ma non ha importanza. Si, i Perversion vengono dall’assolato paese arabico e “Pillars of the Enlightened” è il debutto, il quale segue un EP. I tre musicisti si cimentano appunto nel death metal, quello di tipo muscolare, ottuso nella sua violenza, fatto di tappeti ritmici che si alzano e si abbassano nei toni, mentre nella velocità e aggressività sono pressoché costanti. Riffing di natura classica, molto lavorato però.
(Autoproduzione) Doveva arrivare il grande passo per i Perceverance. Andava compiuto. Dopo l’EP (più un demo a dire il vero,
(Ektro) Combo finnico arrabbiatissimo e quasi quanto i Discharge, perchè i Perikato ricordano proprio la storica band hardcore inglese. “KovatAjat” è un mini EP di nove canzoni tutte segnate da una marcia invasata e rabbiosa, portata avanti da voce, chitarre e base rimtica a testa bassa e con ostinata aggressività. La batteria segna alcuni passaggi in blast beat, i quali sembrano un mitragliare devastante e rendono ancora più sconquassante