Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
C.O.P. UK – “No Place For Heaven”
(UDR) Giungono al terzo album gli Inglesi C.O.P. UK, band proveniente da Sheffield, città da cui provengono i mostri sacri Def Leppard. Sarà proprio la band capitanata da Joe Elliot una delle influenze principali dei nostri, soprattutto (altro…)
(AFM Records) Festeggiano ormai undici album, i tedeschi Brainstorm: e chi fermerà, ormai, questa macchina power prevedibile ma ottimamente oliata? A noi mediterranei piacciono di solito altre sfumature del genere, soprattutto quando esso si mescola con il prog o con il folk: ma in Germania
(Moribund Records) Comincia con un’intro di cinque minuti il nono album in studio degli scellerati Dodsferd. Urla di disperazione e rassegnazione aprono a quattro lunghe tracce che ridisegnano leggermente le coordinate stilistiche dei greci. Ecco quindi che la seconda canzone si apre con due
(Autoproduzione) No beh, qui ragazzi esageriamo col ‘trash’… Con un titolo che è tutto un programma, arrivano al debutto su EP i capitolini Blodiga Skald. Pur con tutta la buona volontà nell’essere beceri e ‘gnoranti, i nostri non ce la fanno a non essere
(House Of Mythology) Ulver… Dove eravamo rimasti? Ah si, l’album con l’orchestra del 2013. Poi, a parte la bellissima quanto improbabile cooperazione con i Sunn O))), niente. Fino ad
(Massacre) Se gli Hatesphere riescono ad avere ancora una fan-base ben marcata, questo “New Hell” che di nuovo ha solo la prima parola del titolo, renderà le cose immutabili. Niente è cambiato e nulla dimostra di avere qualcosa in più o in meno nel thrash-death dei danesi. “New Hell”, ennesimo
(Witching Hour Prods) Ritornano, a distanza di un anno dal precedente “Tibi Et Igni” i Polacchi Vader, una delle band più prolifiche del panorama metal mondiale, nonché vere e proprie istituzioni in
(Dead Center Prods) Gli Ungoliantha registrano e Munruthel missa e masterizza il tutto e al suo fianco, nel missaggio, anche il batterista reclutato per l’occasione, Dmitry Kim. Dunque
(Argonauta/Goodfellas) È il terzo album di questo one man band project sloveno, che dal 2013 non ha perso un colpo, infettando il pianeta con una release ogni anno. “Devil’s Village”, che risale allo scorso settembre è però più teatrale dei
(Nostalgia Productions) Dopo la prova di due tracce inedite d’esordio, torna questo interessante progetto a distanza di pochi mesi. Va detto che se non si affronta il platter con il piglio giusto il rischio è quello di rovinare
(Autoproduzione) Secondo EP per i Kill All The Gentlemen, band Inglese attiva da circa tre anni, ma con una maturità compositiva davvero notevole. La loro proposta musicale è un metal moderno che pesca dal death
(I, Voidhanger Records) Sotto questo nome si nasconde un progetto frutto di un’unica mente, una donna svedese con l’innata passione per il growl e i ritmi pestati. Con l’aiuto di un drummer pronto a dare sostanza alle su idee musicali, ecco arrivare questo platter. Come suona? Beh, forse sarà
(Autoproduzione) Con una vena polemica verso il sistema fin dal nome, questo gruppo pugliese aveva suscitato in me molte speranze, essendo il sottoscritto amante della musica che imbastardisce il Black con il Metalcore a tinte
(This Is Core Records) Il flyer accompagnatorio afferma con risolutezza che i membri di questo gruppo hanno unito le forze per cercare di condensare le diverse influenze musicali… Beh, il problema principale che si sente sin dalle prime note è proprio il fatto che di influenze qui ce ne sono fin troppe
(Cyclone Empire) Ascoltare gli olandesi Bodyfarm fa venire quell’intimo desiderio di fracassare tutto, devastare qualsiasi cosa, fare terra bruciata, incendiare, far
(Autoproduzione) L’osservare questi musicisti nelle foto promozionali, significa intuire quanto siano scafati e del ‘mestiere’, nonostante i TankrusT siano attivi da pochi anni. La band ha i suoi natali nel 2006, ma più compiutamente è il 2010 la vera nascita dei TankrusT, grazie all’unione di musicisti che provenivano
(Autoproduzione) Con una copertina che – ma non c’è bisogno che lo dica – prende in giro “Appetite for Destruction”, l’artista Dark Electro Ben Blutzukker ripresenta quattro suoi vecchi brani arrangiati in chiave heavy metal. Le trame di “Walpurgisnacht” sono abbastanza classiche:
(ATMF) Nonostante si ispirino ad un Black vecchia scuola, questi australiani suonano piuttosto moderni nella loro combinazione di suoni tecnici e sporchi. Pur non risultando sensazionalmente innovativi come magari vorrebbero, il risultato è più che buono, una curiosa commistione di Opeth e
(Cyclone Empire) Nuovo macigno da parte di Dave Ingram, ex voce di Bolt Thrower nell’album “Honour – Valour – Pride” e dei Benediction, in collaborazione con Rogga Johansson, chitarrista in innumerevoli progetti di death metal svedese (come Paganizer, Revolting, The Grotesquery e altri). Questo
(Memento Mori) Entusiasmante full length di debutto per Dementia 13, band Portoghese attiva dal 2010 e all’attivo con un EP intitolato “Tales For The Carnivorous”, uscito nel 2013. La proposta musicale dei nostri è un death metal
(Century Media) Ritorno sulle scene per gli Statunitensi Ignite, a ben dieci anni di distanza dal precedente album “Our Darkest Days”. Nonostante il lungo periodo trascorso tra un lavoro e l’altro, il sound della band non risulta
(Argonauta Records) Almeno adesso so che quando i Pentagram getteranno la spugna (sperando che accada il più tardi possibile) ci saranno dei degni successori. E pensare che non bisognava cercare nemmeno molto lontano… Sono infatti
(Killer Metal Records) Secondo album per gli Statunitensi Shallow Ground, band proveniente dal Connecticut nata a metà anni ’90. Dopo qualche anno di attività, il gruppo è stato messo in ghiaccio fino al 2009, quando il cantante Keith Letourneau e il chitarrista
(Autoproduzione) In insiemistica, ossia lo studio degli insiemi, si giunge talvolta a dei paradossi nel concetto di “insieme che contiene se stesso”, riassumibile nella domanda “se il barbiere è colui che taglia la
(Steamhammer/SPV) Mitico Axel! Con una discografia intensa che parte del 1989 e vede ben 17 album, ma sono un totale di 30 releases contando i vari live, cover album o best-of. E per Axel in versione non solista, la carriera à ancora più lunga visto che annovera anche quattro dischi con gli
(I, Voidhanger Records) Sono suoni di litanie e campi di battaglia ad aprire questa release. Seguono cinque tracce di un Death marcio e lento, il cui incedere è caricato di una vena vagamente epica. La voce del tipo è molto vigorosa, senza
(Invictus Productions) Che sia proprio il caso di dire “un nome, un programma”? A giudicare dal titolo e dalla copertina dell’album di debutto degli inglesi Lunar Mantra, probabilmente la risposta è affermativa. Diciamolo subito, con loro il libro si può tranquillamente
(Aesthetics of Devastation) Devo ammettere che mi ci sono voluti molti ascolti per capire bene questo combo. I Grey Heaven Fall sono un gruppo russo che suona un Black piuttosto lontano dai canoni ortodossi. Se da un lato il tipo di musica in cui è obbligatorio
(De Tenebrarum Principio/ATMF) Il black francese è sempre identificativo, personale e particolare. Se poi ci aggiungiamo una componente vagamente thrash ed una impostazione nostalgica orientata
(Century Media) Assurdo mix tra metal, post metal, sludge, metalcore sviluppati su una base metal-jazz. Gli americani Intronaut arrivano al quinto sigillo ed offrono oltre tre quarti d’ora di assoluta
(Night of the Vinyl Dead) Non sono certo qui per descrivere “The Marriage of Heaven and Hell”, uno dei (tanti) capolavori della discografia dei Virgin Steele. Se vi dichiarate appassionati di heavy metal ‘classico’, non potete non conoscere l’opera, uscita in due parti fra 1994 e 1995.
(Nuclear War Now! Productions) Se negli ultimi anni la scena estrema Australiana ha acquisito una certa visibilità, una trentina di anni or sono la situazione era piuttosto differente, complice anche l’isolamento geografico dello stato Oceanico e la
(Eyes Of the Dead Productions) Full length di debutto per Menstruophagist, terzetto Toscano dedito ad una ben riuscita commistione tra grind core e brutal death metal, il tutto condito da un senso dell’umorismo alquanto demenziale. Non sono in
(Casus Belli) Con il monicker che si sono scelti, gli Hordak si sono accattivati da subito la mia attenzione: il loro viking metal classico ma non scontato (looro lo chiamano ‘Celtiberian Pagan Metal’) ha fatto il resto,