Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
TYSONDOG – “Cry Havoc”
(Rocksector Records) Ecco un altro ritorno di una gloriosa band inglese degli anni ’80… eccezionalmente non gestito dalla Pure Steel! Stavolta ci pensa infatti l’attenta Rockector Records a puntare nuovamente i riflettori sui Tysondog, che pubblicarono due buoni dischi a metà anni ’80 per poi sparire nel nulla. (altro…)
(Pure Steel) Sono passati 30 anni dalla pubblicazione di “Symphonies of Steel”, uno dei classici cult dell’us metal: nel 1985 fu il debut degli Exxplorer, tornati da circa cinque anni di nuovo in piena attività. È un’ottima occasione per una ristampa con copertina originale, in 300 copie disponibili unicamente su vinile,
(Gain Music / Sony) Band ormai storica, navigata, cattiva, sfacciata, completamente fuori di testa! Da quando sono in giro? Ormai sono quasi vent’anni, compresa la piccola pausa tra “No Regrets” e “Hardcore Superstar”. Vantano un numero ampio di seguaci che li adorano, che amano il loro hard rock
(Iron Shield) Vedendo copertina, titolo e monicker credo vi siate già fatti un’idea di quale sia lo stile dei Revenge… posso solo aggiungere che i nostri sono colombiani (e l’America Latina, in fatto di metal, è rimasta estremamente purista), che hanno all’attivo un quantitativo spropositato di produzioni underground
(Autoproduzione) Gli spagnoli Northland vantano certamente una lunga esperienza in ambito folk/death, ma il loro secondo disco non graffia come dovrebbe. Vediamo perché. “When Nature awakes” ci mette una forte componente folk, rappresentata soprattutto dai flauti,
(Nuclear War Now!) Violenza al limite della sopportazione! Odio e devastazione sono portate all’estremo Nuclearhammer, quartetto Canadese che unisce la brutalità del grind con passaggi tecnici del death metal moderno, il tutto riletto con un’attitudine affine al black metal per quanto riguarda le sonorità glaciali e
(Indie Recordings) Live celebrativo per i Tnt, gloriosa band hard rock Norvegese, che nel 2012 ha festeggiato il trentesimo anno di attività. Per l’occasione, oltre alla line up attuale, capitanata dal chitarrista Ronni Le Tekro e dal cantante Tony Harnell (ora anche con gli Skid Row), il gruppo si è avvalso della
(Amazing Record Co.) La scena musicale è di nuovo pronta per i Therapy?, o forse no. Irlandesi volubili, spesso impegnati a cambiarsi di tono, nelle idee e un po’ nello stile, eccoli di ritorno con un nuovo album a tre anni dall’ultimo “Brief Crack of Light”, passato via nei ricordi del tempo con una certa velocità.
(Bakerteam Records) Si presentano con umiltà, gli At the Dawn di Imola: dicono chiaramente di non voler reinventare il loro genere di riferimento, il glorioso power/prog della nostra tradizione, ma il loro secondo disco è un ascolto godibile e a tratti anche trascinante. “Through a darkened Sky”
(Scarlet Record) Semplice, brutale e diretto. Il quinto album dei Danesi Horned Almighty non si discosta molto dal passato, non esce dagli schemi rigidi di un black/death caratterizzato da growl tuonante, riff taglienti, potenza diffusa, senza eccessi particolari o divagazioni di alcun tipo. Ed è qui che si pone l’eterno
(UDR Music/ADA) C’è una cosa per la quale Tommy Bolin non dovrebbe mai essere dimenticato: avere suonato la chitarra in “Spectrum” di Billy Cobham. Era il 1973 e aveva 22 anni. Jimi Hendrix era morto da tre anni e la sensazione che qualcuno potesse prendere il suo posto non l’aveva nessuno. All’epoca
(Battlegod Prod.) Tony Mills a 53 anni rappresenta classe e capacità. I Shy, i TNT, i Siam e tutto il resto sono delle situazioni musicali che ha vissuto, non sono abbastanza per descrivere quanto lui sia capace di spaccare in due un microfono e i sensi dell’ascoltatore. Tony, voce power, impostazione
(Pavement Entertainment) In certi casi il cavalcare gli stilemi di un genere, farli propri e proporli così, come il dio del metallo impone non ha sempre risultati deleteri. Per chi la pensa come i Manowar, ossia che il metal è metal da qui
(Despotz Records) Gli Hammerfall sono una band fondamentale della scena heavy/power europea, eppure (forse per il timbro così particolare di Joacim Cans) raramente mi è capitato di trovare un’altra formazione che si ispirasse in modo quasi esclusivo al granitico quintetto di Gothenburg.
(In-Akustik) “Sette è il numero dei peccati capitali”, recita la strepitosa “Vigilante Man”, terza traccia di questo capolavoro di rock e metal! Ma i peccati capitali qui sono ben dodici, peccati che portano direttamente all’inferno, il fantastico inferno del rock’n’roll! E chi troviamo all’inferno? Chi sono i demoni che con il
(Eat Lead & Die Music) Monsterworks, uomini che costruiscono un’identità e musicisti che costruiscono il proprio sound. Qualcosa che è il loro essere, attraverso il tempo è diventato ciò che “The Existential Codex” comunica. Dodicesimo album, erede di cose altrettanto
(Dream Records) Gli inglesi Furyon credono incredibilmente nella propria musica e, con alle spalle una agenzia capace come la Rock’n’Growl, pubblicano il loro secondo album annunciandolo con grande sicurezza. Alla fine “Lost Salvation” non è affatto male, anche se una maggiore varietà dei pezzi avrebbe sicuramente
(Raven Music) L’esordio su full-“length” dei russo/israeliani Desert (recensito
(Nordvis Produktion) Proprio come un fiore che sboccia, si rivela la totale complessità di un full length anticipato dal singolo “Neath Rock & Stone” uscito a febbraio. E’ il quinto lavoro della one man band svedese, condotta dal poli strumentista e compositore Nachtzeit. Se il singolo proponeva la terza traccia, “Blossom (Part 3)”, l’album offre anche le
(Pure Steel) Ormai i comeback di formazioni cult degli anni ’80 non fanno quasi più notizia: pochissime sono le band che, spesso in forma totalmente rinnovata, non hanno ceduto alla tentazione di ritornare sulla scena. Possiamo ora aggiungere alla lista gli us metallers Axemaster (da Kent, in Ohio),
(De Tenebrarum Principio) One man band tutta italiana questo progetto, dichiaratamente ispirato ai fasti del black metal atmosferico della seconda metà degli anni novanta. Anni che
(Killer Metal) La cosa più interessante dei Lords of the Trident è il modo in cui si presentano sul proprio sito internet. Descrivono le normali vicende della loro storia di band come se fossero un’epica battaglia… e che dire dei nickname dei membri?
(AFM) Gotici. Elettronici. Vagamente pop. Estremamente potenti. E’ sempre la Germania il paese giusto per queste bands che sono in grado di miscelare potenza metal, decadenza gotica in un contesto vendibile, proponibile, di tendenza, pop. Gli A Life Divided, come i Darkhaus, riescono a creare un sound non
(Hells Headbangers) Se questi australiani potrebbero essere definiti i cugini oltremare dei Belphegor, si può affermare che evidentemente i geni buoni sono rimasti in Austria. Non è tanto per la tecnica o per il livello di malignità. In entrambi casi ci siamo; ma manca del tutto un minimo di originalità che li possa far
(Spider Rock) Da una delle più belle località della Campania, ovvero Sapri, i prog rockers Aura ci inviano il loro terzo album, che fa della solidità dell’insieme la propria carta vincente. “Noise” si compone di dieci brani che non si perdono in divagazioni superflue
(Autoproduzione) Come annunciato
(Pitch Black) La formula è rodata: i Sacred Blood prendono un mito o un avvenimento storico della loro terra d’origine, la Grecia, e lo mettono in musica con buon mestiere e qualche sincero picco d’entusiasmo. L’esordio fu dedicato alle Termopoli; seguirono le vicende di Alessandro Magno
(Massacre Records) Amanti e appassionati del melodic-power hard rock, quello spesso, pomposo e tinto da tastiere che simulano orchestrazioni, molto in voga negli anni ’80, oppure coloro che sono legati all’AOR, potranno saggiare una proposta consistente
(Bakerteam Records) I milanesi Cyrax confermano tutto ciò che di buono aveva mostrato il debut “Reflections” (recensito
(Lvx Perpetva Records) Reduci da un ritorno discografico più che riuscito nel 2014 (
(Autoproduzione) Attivi dal 2010, i Colombian Necktie hanno saputo ritagliarsi il loro spazio nell’affollata scena sludge, grazie ad uno stile personale che incorpora influenze stoner e hardcore. Affini a acts come Eyehategod, la band Losangelina ha dalla sua una maggiore varietà stilistica, pur mantenendo una
(Loud Rage Music) Mi dispiace sempre bocciare un lavoro, soprattutto quando si vede che, alla sua base, c’è un lavoro attento e accorato. Ma il secondo disco dei romeni Whispering Woods non è riuscito a convincermi. Tante, troppe band si muovono nell’ambito del symphonic gothic metal; tante giocano con sonorità classiche e operistiche,
(Scarlet Records) Un trionfo di power/gothic! Non c’è altro modo per descrivere il terzo full-“length” dei parigini Whyzdom, che davvero meriterebbero di salire sull’Olimpo del settore. Un settore in crisi, certo, ma certamente illuminato da un’opera come questa, un concept sulle assurdità della religione…
(Ferrum) Dopo una ventina d’anni di gavetta gli ucraini Apostate tornano con un secondo album in studio. Cinque brani che più doom non si può. Dieci minuti a traccia, con i tempi dilatati imposti dall’intaccabile tavola dei comandamenti scritta da Candlemass, Solitude Aeturnus e allegra (si fa per dire) compagnia. Il verbo metallico è sciorinato con perizia e mestiere andando a comporre una cinquantina di minuti di puro suono funerario e malinconico. Granitici.
(Season of Mist) Geniali. Pazzi. Sconvolti. In equilibrio assurdo tra demenza decadente e pungente ironia infestata di goliardia. Questo culto del sangue, questo EP dovrebbe essere il remake di alcuni pezzi del primo loro album “The Apotheosis”. A parte il fatto che non conosco il loro primo album, è comunque difficile