Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
DRÅPSNATT – “Hymner till undergången” (Reissue)
(Nordvis Produktion) Immenso. Un album immenso. Certo, non è nuovo, non c’è un nuovo lavoro del duo svedese, ma “gli inni alla rovina” è un disco favoloso il quale ora, grazie alla Nordvis, riceve nuova vita, nuova visibilità, nuovo packaging, nuova booklet, una bonus track ed anche la (altro…)
(Blastasfuk Grindcore) Non potevano trovare un titolo migliore per descrivere la loro proposta, gli statunitensi Pretty Little Flower, band votata alla devastazione sonora totale. Il loro sound unisce il grind core di Terrorizer, Filthy Christians e Lock Up al thrash di matrice slayeriana, risultando molto
(Pesanta Urfolk) Difficile valutare questo lavoro. Oltre mezz’ora di non musica o di quasi musica. Solo atmosfera e sensazioni, niente altro. Forse si tratta di una release mostruosamente geniale, forse una cosa eccessivamente scadente. Non lo so, non lo saprò mai… anche se l’ascolto riesce a catturarmi, coinvolgermi, interessarmi. Questo lavoro
(Shadow Kingdom Records) Doom e decadenza. Decadenza sporca, malata, travolgente. I finlandesi Cardinal Folly (fino al 2007 si chiamavano The Coven) arrivano così al secondo album con una line up stravolta, tranne -ovviamente- per il leader, il mastermind, il bassista e vocalist M.
(Autoproduzione) Creatura di Tiziano “Hammerhead” Sbaragli, che molti di voi conosceranno come cantante degli Etrusgrave, gli Angel Martyr esordiscono finalmente, a otto anni dalla formazione del primo embrione della band, con un demo di ruggente heavy metal classico e oscuro. Dalla biografia
(Pure Steel) Mi fa sempre piacere ricevere qualche disco dalle scene ‘lontane’: questa volta tocca addirittura all’India, da cui provengono i Blood and Iron. Il loro terzo disco era già uscito come autoprodotto l’anno scorso, ma la Pure Steel ha avuto la bella idea di ristamparlo per il mercato internazionale
(BP12) Hans Van Even è un simpatico chitarrista belga classe 1969 che, dopo infinite collaborazioni ed esperienze, ha deciso di pubblicare un cd solista. Meglio tardi che mai, direi, data la classe chiaramente mostrata in questo “Stardust Requiem”, che attraversa parecchi generi ma ha comunque molto da offrire
(Moribund Records) C’è molto mistero attorno agli statunitensi Empire Auriga. Poco si sa dei tre artisti che compongono la band (i quali usano stage names destabilizzanti, ad esempio “90000065B”), e lunga è stata la gestazione -l’agonia- che ha portato a questo secondo lavoro, considerando che il primo risale al 2006. Il genere è molto difficile da
(Iron Bonehead) Black metal persistente, rovente, letale. Ma anche mistico, intenso, magico. Il mini LP 12” degli americani Gnosis Of The Witch è una rivelazione, una condanna, un rituale. Sono un duo, esistono dall’anno scorso e questo è il loro secondo EP. Sanno mescolare genialità scandinava, malvagità americana e
(PRC Music) Riedizione in CD dell’ultimo album degli Striver, band canadese hardcore/crossover. “Apocalypse Nightmare” è uscito nel 2011 ed è il secondo full length, uscito due anni dopo il primo, “As Dirty as It Seems”, e nella sola versione vinile. Gli Striver coniugano un forte atteggiamento
(UDR) Spesso, parlando di bands storiche, tendiamo ad abusare di definizioni come “mito o “leggenda”; ci sono, invece alcuni artisti per cui questi termini vanno addirittura stretti, meritandosi lo status di icone. Mi riferisco a personaggi come Lemmy Kilmister, Ozzy Osbourne e Alice
(Red Cat) Stage of Reality è un progetto molto ambizioso, che nasce per iniziativa dell’ex chitarrista degli Astarte Syriaca, Andrea Neri: partendo da Pasolini e Orwell, il nostro elabora un concept futuristico su una umanità che ha perso, con la capacità di conoscere, anche quella di decidere, riducendosi, appunto,
(The Ajna Offensive) Misteri della scandinavia, della Svezia in questo caso. I Mortuus si formano, come duo, nel 2003. Ma solo nel 2007 arriva il debutto. Poi il silenzio. Ed ora, dopo sette biblici anni, giunge il secondo album, questo enigmatico “Grape of the Vine”. Un album che trasuda black metal riflessivo, quello più
(Debemur Morti Productions) La precedente esperienza con un lavoro (riedito,
(The Earsplit Compound / Battleground Records) Sono due band recenti. Circa cinque anni di attività ciascuna. Un full length, alcuni demo o splits. La prima si dedica ad uno sludge pesante, anticristiano. La seconda si orienta verso un doom brutale, con massicce influenze black. Sono
(Dead Beat Media) Debutto discografico per i Cropsy Maniac, con questo mini album contenente cinque brani, tra i quali la cover di “Dawn In The Rotting Paradise” degli Haemorrage, per un totale di dieci minuti di violenza musicale in cui thrash, brutal death e grind si mescolano, creando un
(Inverse Records) Nati nel 2012, i finnici Creinium hanno realizzato un demo autoprodotto. Trascorso poi un anno la band ha registrato un seconda autoproduzione, cioè l’EP qui presentato, e pubblicato a inizio di questo anno. L’attenzione della Inverse è arrivata tempo dopo, con l’affissione del proprio marchio su “Project Utopia”. I Creinium fanno un uso abbondante delle tastiere che si allacciano a tirate tra melodic death metal, thrash
(PRC Music) Heavy rock psichedelico per l’esordio dei Clorange, di Nashville, Tennessee: per tutti coloro che sono rimasti alla fine degli anni ’60 o, più recentemente, sono stati affascinati da album come quelli dei Blues Pills. Il disco, però, non decolla mai davvero, e vorrei spiegarvi perché…
(Autoproduzione) “Progressive. Stoner. Psych. Doom. Noise. Slow. Animal. Rights”. Così descrivono la propria musica, su Facebook, gli esordienti britannici Ohhms, e a parte gli due ultimi elementi (che portano i nostri a stampare, come dimostra il bandcamp, magliette e gadget rigorosamente eco-friendly),
(Sleaszy Rider) Solo un anno prima, nel 1996, i Rotting Christ erano ancora in un territorio sinistro e malefico, nonostante il loro black metal d’ordinanza fosse in calo come testimoniava “Triarchy of the Lost Lovers”, album era già distante dalle nere attitudini dell’album capolavoro “The Mighty Contract” del 1993 o “Non Serviam” dell’anno seguente. “A Dead Poem” sanciva probabilmente la fine dell’era fatta di zolfo, crudeltà ed epica tormentata e maledetta.
(Forever Plagued) Dopo il demo, ecco il full “length”: il duo finlandese M (ex Wintermoon) e A (dei TKNKNTJ) si abbandona alla creatura assoluta, totale, dando libero sfogo agli anticipi perfettamente percepibili nell’ottimo demo “Season of Sacrifice”. Siamo nel territorio oscuro e
(Forever Plagued) Demo di debutto per i finlandesi Taatsi. Un demo convincente che ha subito destato l’interesse della Forever Plagued. La band è giovane, si è appena formata (2013) ma dimostra una capacità immensa nel creare un black metal vagamente sinfonico, con accenti folk e strettamente legati a culti antichi, essenza della natura, origine dei
(Debemur Morti Prod.) Questo album non è malaccio, ma c’è qualcosa che chi scrive reputa meno buono: l’atteggiamento che a volte certi musicisti adottano nel costruire i propri album prima e le loro carriere poi. E’ positivo aumentare la sperimentazione o la voglia di cambiare, album dopo album.
(Svart Records) Debut album per i Finlandesi Vainaja, band dedita ad un death/doom cantato in lingua madre. Il concept che ispira questo lavoro parla di fatti realmente accaduti alla fine del diciannovesimo secolo nella Finlandia rurale: la tradizione narra che il sacerdote di un
(MIG Music) Klaus Schulze è una leggenda, i suoi albori da musicista si perdono in un’epoca in cui la musica era spinta verso un’espansione che l’avrebbe poi trasformata. Lui è stato una di quelle forze propulsive che contribuito a renderla una vera forma d’arte, un mezzo di comunicazione. Un qualcosa di bello. Terza data di un tour del 2009, dopo Berlino e Varsavia, il secondo è il “Big In Europe Vol.2”, questo concerto olandese
(Rain without Records) Dopo il buon demo recensito l’anno scorso dal collega Luca Zakk
(UDR Music) Mike LePond, bassista dei Symphony X impegnato peraltro in tanti progetti paralleli, non ha certo bisogno di presentazioni; stupisce davvero questo esordio della sua creatura solista, che si propone in fondo come una piccola summa di heavy/power metal, orientata quindi su lidi abbastanza lontani
(AFM Records) Quarto lavoro per i giovanissimi rockers tedeschi Kissin’ Dynamite! Line up immutata e moltissima energia da scaricare sulle dieci ottime tracce che compongono questo nuovo lavoro, una energia che finalmente li porta al tour come headliners, un tour parte proprio
(EveryDayHate) Chi scrive resta dell’idea che una band grindcore e magari con inflessioni crust o D-beat, come i francesi baschi Infest, non può essere spiegata o recensita. Il grindcore o lo ami o lo rifiuti. Niente vie di mezzo. Come descrivere un batterista che pesta millimetricamente come un ossesso?
(Any and All Records) Alberto Rigoni è un bassista trevigiano molto esperto e molto apprezzato: il suo curriculum è lunghissimo e le sue collaborazioni esulano dall’ambito strettamente rock/metal. Questo “Overloaded” è il suo quarto album solista e allinea nove piccole gemme strumentali che catturano e convincono…
(Autoproduzione) Esordienti turco-ucraini (abbinamento quantomeno originale), i Lost Pray diffondono il loro debut in digitale con il sostegno pubblicitario della Pure Steel, ma pianificano per il prossimo futuro anche una collector edition su cd. “Alienation”, la opener di questo “That’s why”,
(autoproduzione) Francia. Con tutti quegli artisti speciali, strani, unici. Tom Rodeo è uno di loro, un rocker che ha suonato in giro, con varia gente… fino a quando ha deciso di dedicarsi al suo progetto personale. La cosa attrae l’attenzione, grazie a dei video coinvolgenti. Il progetto si evolve da one man band (lui cura comunque tutto) e nasce un
(Archaic Sound) La one man band Francese Ars Moriendi non delude mai. La complessità e la cura di questo dipinto dell’oscurità sono un’espressione emblematica di una profondità ed una ampiezza artistiche immense. Questo terzo lavoro infatti conferma un livello emozionale enorme, il quale riesce a trasmettersi perfettamente all’ascoltatore,
(Wunderwurld Music) E’ più facile dire cosa non ha fatto Snowy Shaw, che elencare cosa ha fatto. E’ più veloce citare le band con le quali non ha lavorato, o i generi musicali che non l’hanno visto protagonista. C’è chi lo ricorda come uno dei (migliori) vocalist dei Therion. Chi ricorda che per poco è stato membro dei Dimmu Borgir. Live drummer dei