Foto, pensieri liberi, esperienze, storie, filosofie del metallo, retroscena della nostra passione e del nostro lavoro: concerti, musica, esperienze e non ultimi i libri.
JOEL McIVER – “Rage Against The Machine”
(Tsunami Edizioni) Nel 1992 i Rage Against The Machine debuttano con il loro album omonimo. Un disco epocale, nel suo genere, uscito nel periodo giusto in cui l’heavy metal stava vivendo una fase di flessione e stavano prendendo piede sonorità alternative, minimali e ruvide, come (altro…)

“PAN-DEMONIUM RISES” era il nome dell’evento di questa serata. Ma quando c’è dello svaccatissimo glam/hard si alza un po’ di tutto… dall’umore agli ovvi doppi sensi sessuali, dal gomito a qualsiasi additivo per la psiche. Dal volume alla stessa soglia tra spettacolo e casino furioso.

















Una delle due tappe italiane del tour dei 














Intensa serata al Locomotiv di Bologna. I gruppi sul palco sono senza definizione. Unici. Speciali. Non è metal in senso puro. Ma lo è in senso esteso. Non è black metal, ma forse le origini sono quelle. Non è prog, ma ne integrano tanto. È pura espressione artistica. Ed il Locomotiv è risultato essere la location perfetta per un simile evento.
Pur non avendo mai seguito con attenzione la loro carriera, ho sempre ritenuto gli Evergrey come una delle realtà più interessanti d’Europa in ambito power/progressive metal. Da quando, nel 1999 ho ascoltato il loro 
(Tsunami Ed.) La prefazione di questo testo della Tsunami Edizioni è praticamente universale: è la storia di tanti di noi e di come ci siamo avvicinati metal. L’approccio è passato attraverso situazioni a volte casuali oppure strambe, ad esempio su come ci si procurava la musica, oppure sul tipo di supporto per l’ascolto e degli amici che ce lo fornivano.
“Ti farò conoscere Serj”. Così aveva detto e, siccome la sua determinazione nel fare le cose è spaventosamente grande, prima o poi doveva accadere.
(Tsunami Edizioni) Vorrei definire questo libro il “manuale definitivo per l’uso e la comprensione degli Scorpions”. Anzi, credo che questo è stato il titolo ufficiale fino alle ovvie firme con le case editrici! Martin Popoff è il perfetto signor nessuno: ha poco più di 50 anni, faceva un lavoro
“Necrosi.”: s. f. [dal lat. tardo necrōsis, gr. νέκρωσις, der. di νεκρός «morto»]. – In patologia, complesso di alterazioni strutturali irreversibili, dovute a cause di diversissima natura, che comportano la perdita di ogni vitalità, ossia la morte, di gruppi cellulari, zone di tessuto, porzioni di organo in un organismo vivente. (treccani.it)
Venerdì 27 Marzo. Primo giorno delle due date in Italia dei Monolith Deathcult, che tornano nel nostro paese per rimediare ai problemi tecnici sofferti al
Sinceramente non ne capisco un cazzo di locali, associazioni, circoli, tessere. A me basta ci sia un palco dove suona quello che mi piace. Ed un bar con dell’alcol e molta caffeina. Poi questi posti cambiano nome, aprono, chiudono, oggi sono un night, domani una venue (o viceversa). E’ -per me- un casino. Ma in qualche modo, mesi fa, intuisco che i francesi Nocturnal Depression, geni del DSBM, vengono da queste parti. In Italia!
“Un Gran Bel Putiferio” è la frase espressa dal gestore del Colony di Brescia, con fare profetico, 4-5 giorni prima dell’evento, quando già doveva fare i conti con l’organizzazione e si prevedeva un afflusso sul tosto pesante.
L’abbiamo vista scatenarsi sul
Tra la valanga di concerti che i Susy Likes Nutella stanno facendo, era prevista una data al mitico Grind House di Padova. L’evento è tosto: solo la band, nessun supporter… e Martyna Smith sul palco, l’estrema performer dei Death SS (JJ, il leader della band ed il batterista Carranza suonano con Steve Sylverster nei WOGUE, e JJ è anche songwriter per i Death SS stessi). Arrivo sul presto.
Buon anno!!!!
Ancora un estratto dall’ultimo numero della fanzine “Nessuno Schema”. Metalhead ringrazia Claudio Canclini, il papà della fanzine, per la concessione dei testi e per la sua divertente e capace narrativa!
Ore 1600. Ore 1:30. Nove ore e mezza di randellate sulla schiena. Mazzate sui denti. Colpi di accetta sul cranio. Nove dannatissime ore di devastante metallo. Nove fottutissime ore di musichette leggere che spaziavano tranquillamente dal thrash vecchia scuola al death metal più feroce, sia esso brutale o ultra tecnico.
E’ veloce, spontanea, dura poco… un battito di ciglia, lo scatto di un otturatore. E’ la mostra “Monsters Of Rock” che si tiene a Vicenza, palazzo Valmarana Braga. Dura solo due settimane e mezzo, quando vorresti durasse per sempre, diventasse rotativa, offrisse una costante finestra verso il mondo devastato del rock’n’roll, una finestra ubicata nel bellissimo centro storico di questa città.
C’era grande attesa per la calata Italica dei capiscuola del brutal death metal. Arrivo al New Age con un certo ritardo rispetto all’apertura dei concerti a causa di un precedente impegno e già trovo il locale discretamente assiepato di gente con un’età compresa
(Feral House) Dayal Patterson, nonostante sia anche un collega, non è uno qualsiasi nel mezzo dell’infinita marea di writers, veri o finti, che la stampa musicale vanta. Dayal è un fotografo. Poi scrive (anche) per Metal Hammer, ma sopratutto ha una passione estrema per il Black Metal. Una passione che definirei enciclopedica, vista la sua eccellente capacità di mettere in ordine le informazioni ricevute in vari anni di interviste con i più svariati artisti della scena, un lavoro
Dopo una giornata intensa, mortale, mi avvio verso il