Foto, pensieri liberi, esperienze, storie, filosofie del metallo, retroscena della nostra passione e del nostro lavoro: concerti, musica, esperienze e non ultimi i libri.
LAND OF FREEDOM, ELDRITCH + Maieutica @ Grind House 20.9.2014
Quel matto di Terence. Ricordo ancora un mesetto addietro quando mi manda un messaggio chiedendomi se fossi felice del fatto che veniva a suonare vicino a casa mia (ok, 60km). NO CAZZO. Felice un cazzo! Quella data no! Avrei dovuto essere a 500km. Gli chiedo se sposta, cambia, annulla. Ma niente. (altro…)
A detta di alcuni, di qualcuno in particolare, “All You Can Eat” è un gran bell’album. Quel tizio lo racconta
Serata particolare quella che vede coinvolti i Testament, band leggendaria del thrash metal. Il contesto in cui si sono esibiti è la festa di Radio Onda D’Urto, una sorta di fiera all’insegna della musica, con svariate bancarelle, punti ristoro ed esibizioni live delle più svariate estrazioni. Bastava spostarsi di qualche metro e si passava dal metal sul palco principale alla musica afro, con tanto di suonatori di bongo e danze africane. Chiaramente, visti gli ospiti d’eccezione, gran parte del pubblico era li per vedere la band del gigantesco Chuck Billy, tanto che già ben prima dell’inizio del concerto, la folla era già assiepata sotto il palco.
Sei anni. Sei lunghissimi anni. Tanto è trascorso dall’ultima apparizione in Italia dei Mago de Oz, band ispanica leggendaria nei paesi di lingua spagnola, ma praticamente sconosciuta in tutti gli altri, se si eccettuano un manipolo di pochi, ma fedelissimi appassionati. Personalmente, mi permetto di annoverarmi tra questi ultimi, ascoltando la band sin dall’uscita del primo meraviglioso concept album “Gaia”, nel 2003. Da allora non ho mai smesso di seguire appassionatamente le vicende del combo spagnolo, sperando sempre di poterli vedere un giorno qui da noi in Italia. Ricorderò sempre quel giorno in cui quel mio sogno si tramutò in realtà: quella prima, storica data italiana dei Mago de Oz presso l’Idroscalo di Milano il 27 luglio 2008.
I Wolfmother sono probabilmente la rock band che più di tutte, al giorno d’oggi, incarna lo spirito musicale degli anni ’70 più ruvidi, quelli in cui il rock ‘n’ roll si stava trasformando in hard rock e l’hard rock stesso stava virando verso ciò che poi sarebbe diventato l’heavy metal. La band non fa mistero di questa predilezione per gli albori dell’heavy rock, anzi: il loro mix tra Led Zeppelin e Black Sabbath è ormai diventato un vero e proprio marchio di fabbrica.
Serata all’insegna del grande thrash metal all’Estragon, con due tra le più importanti bands della storia del genere. Personalmente ero molto curioso di vedere gli Anthrax, mai visti prima d’ora, mentre gli Slayer ho avuto modo di vederli a Milano all’indomani dell’uscita del loro ultimo album “World Painted Blood”, con ancora il compianto Jeff Hanneman alla chitarra.
“…gli Opeth provano ancora una volta a distinguersi dalla massa che mercanteggia metal policromo”
Uno dei grandi vantaggi di vivere in Germania è che, dalla fine di Maggio all’inizio di Settembre, c’è praticamente un festival alla settimana. Da Kiel a Monaco, da Colonia a Dresda, ogni regione e grande città ha la sua rassegna… e una delle maggiori è sicuramente l’Out & Loud Festival, in alta Baviera, nuovo nome (a causa di problemi di copyright) del Beastival al quale noi di MetalHead siamo già stati l’anno scorso (ecco le
Allo storico La Laiterie di Strasburgo arrivano i Cult Of Luna in compagnia dei God Seed. Accade in maggio e chi scrive è proprio a Strasburgo, ma più di ogni altra cosa a poche ore di treno, al di là della frontiera, in Germania, c’è il collega de Filippis (da questo momento in poi sarà il Defender nel testo), il quale per lavoro svernerà per tre mesi in terra teutonica. Quale migliore occasione per incontrarci di nuovo e andare a farci devastare l’anima da queste band fondamentalmente diverse tra loro, sia per il contesto musicale che per la storia personale.
E’ il razzismo la chiave di tutto. Io che credo che il grunge sia il male, che nei suoi confronti provo sentimenti di razzismo musicale, mi trovai a recensire, tempo addietro, una band che le ovvie note stampa etichetta come grunge. Finii per adorare quel disco, dandogli una ottima valutazione. La cosa si ripeté poi, in tempi recenti, con l’album unplugged. Diavolo, pensai, ecco la loro dannata anima grunge che li spinge a fare una patetica imitazione dei Nirvana. Ero certo di averli incastrati, che il mio razzismo ne sarebbe uscito trionfale. Ma, maledetti loro, mi sbagliavo di nuovo! Album con voto in recensione anche maggiore dell’altro.
Ho un nuovo hobby. Vedere i concerti in modo alternativo. Sapete, non ho più vent’anni (nemmeno trenta) e di concerti ne ho visti moltissimi. Alcuni li ho visti, altri li ho vissuti, di molti altri non mi ricordo nulla (ho la matrice del biglietto, ricordo vagamente di esserci andato, ignoro cosa sia successo e come io sia riuscito a tornare a casa). Ma grazie al fatto che scrivo le menate che, come questa, state leggendo, mi si è aperto un nuovo canale. Finisco nel backstage. Atterro onstage. Mi insinuo nel tour bus. In mezzo ai fotografi. Non faccio file.
Quando ho saputo che il Rock Meets Classic 2014 passava per Strasburgo e di martedi, quindi in serata per me non lavorativa, ho da subito acquistato il biglietto. Sono in Alsazia da mesi e ancora non ho visto nessun concerto e quelli che avrei voluto vedere li ho persi a causa del lavoro, in una occasione poi c’era qualcosa ad un chilometro da casa mia, ma la mia squadra del cuore quella sera andava a casa degli avversari diretti e non potevo perdermi la partita. Sapete, sono un sentimentale!
(Tsunami Edizioni) Non ho mai amato la versione di “Angel of Death” degli Slayer fatta da Tori Amos, ma sono rimasto colpito dalla sua dichiarazione che Stefano Cerati riporta alla fine dell’introduzione al suo testo “A Sud del Paradiso – Canzoni, Testi e Musica degli Slayer”: “Quando ho ascoltato l’originale, non credevo che potesse esistere una musica così violenta. In essa c’era però un’energia ed una forza che non era
“Ho capito che i testi delle canzoni in Italia parlano solo di tre cose: lei c’è, lei non c’è più, lei se ne sta andando” (Jackie Perkins)
(Tsunami Edizioni) Rammstein. Apocalittico evento musicale degli anni ’90 che ancor oggi gode di un successo unico, di una fanbase fedele, di una personalità mostruosa. Una di quelle band, di quelle impostazioni sonore e scenografiche che definirei uniche. Una band certamente famosa, ma in un certo senso misteriosa. Misteriosa per le sue origini, per la sua lingua… band lontana dallo standard del rock “in inglese”.
Titolo Originale: “Relenteless (The Memoir)”, edito da Wiley
Alla fine è successo: anche la mia città (adottiva) ospita, dopo anni e anni di silenzio, un concerto rock/metal degno di nota. Lo dobbiamo al proprietario della My Kingdom Music, Francesco Palumbo, che è riuscito a organizzare una serata con due delle band più interessanti della sua scuderia e soprattutto con gli Antimatter di Mick Moss, ormai da tempo riconosciuti a livello europeo come gli alfieri del post-rock inglese, eredi di Anathema, Porcupine Tree, Tool e (per molti versi) Paradise Lost.
Quando si dice che gli anni danno spessore e fascino si deve pensare a Roger Waters ed il suo The Wall Live, una vera e propria opera teatrale quella replicata 192 volte in tutto il mondo e che il 28 luglio, a Roma, ha trasportato in un’altra dimensione circa 50000 spettatori, per i cultori floydiani non è stato un giorno qualsiasi, anche perché il compianto Rick Wright avrebbe compiuto 70 anni. Magnifico concerto di due ore, con pausa, che ha riproposto per intero il doppio concept album del 1979, attraverso effetti audio e video sorprendenti.
Giornata di merda.
L’idea concreta per “The Other Gods” nasce attorno al gennaio/febbraio 2012, quando io ed Alisa ci siamo scambiati le prime mail riguardanti i nuovi brani.
Si sa: il Metal in Italia non è un genere che va per la maggiore… o almeno questo è quello che pare sembra sulla bocca di tutti. Eppure sono moltissime le realtà che nascono per promuovere, supportare e dare spazio a questo genere, sempre molto amato nel nostro paese. Una di queste realtà è il Mozzate Metal Drone, festival organizzato dall’Associazione per il Corpo Musicale di Mozzate, nello specifico dai componenti del gruppo Prog-Death Metal dei Chaos Plague, a supporto di band, rigorosamente autrici di materiale originale, del panorama italiano.
(Tsunami Edizioni) Le canzoni possono essere buone o no, a volte sanno essere addirittura immortali e spesso dietro hanno una storia o dei fatti. Luca Fassina è consapevole di tutto questo e con “On Stage – Back Stage” scrive di 100 pezzi memorabili,dall’alternative rock al metal o meglio dal ’65 al 2011, facendolo attraverso un taglio tra il personale e la rassegna di informazioni storiche e sintetiche ricostruzioni di carriere.
Titolo Originale: “Bringing Metal To Children: The Complete Berzerker’s Guide To World Tour Domination”, edito da HarperCollins Publishers