THERION, in Italia a Gennaio! E non da soli…
I Therion sono al lavoro sulla rock opera che, secondo il leader, sarà composta per fine anno (poi bisogna registrare…). Pertanto è plausibile che nel 2016 ci sarà la release di questo lavoro la cui composizione diventa sempre più forte man mano che i contributi aumentano. Il lavoro di registrazione sarà lungo, e la release non sarà sicuramente seguita da altro materiale per lungo tempo. Per mantenere il contatto con i fans, dunque, la band ha colto l’occasione e farà un tour europeo “Best Of” durante il prossimo gennaio. Un tour dove saranno suonati tutti pezzi classici tratti dalla lunga carriera della band svedese.
eResia Metal Fest. Un festival lontano da tutto. Disperso nel mezzo della natura. Ed io mi ritrovo lontano da tourbus, backstage, esseri umani; seduto in mezzo al verde dell’avvolgente natura della Val Resia, a due passi dal torrente. Ero con il leader dei Nocturnal Depression. Una persona gentile e cordiale. Un artista eclettico e senza limiti. Una icona di atmosfera decadente, un esempio di creatività inesauribile. Un uomo con una forza interiore illimitata sempre fedele al suo credo. Per molti, una superlativa icona di un genere musicale che dipinge decadenza, oscurità, depressione: praticamente la ferita eterna di una umanità mortale, limitata, in costante auto-condanna. Per me? Una persona che meriterà sempre il mio massimo rispetto. La mia amicizia. Ed un esempio di costanza e forza, autore di una musica che mi fa letteralmente impazzire. E come bonus? Parla un perfetto Italiano!
(Swamp Records) Se ascoltaste contemporaneamente un album black e uno di techno anni 80 otterreste grossomodo il suono dei Pavillon Rouge. Industrial black dalla Francia, cantato in francese. Il risultato funziona fin dalle prime tracce, con richiami a Samael, Arcturus e Hypocrisy. I ritmi sono naturalmente
(Invictus Productions) Un demo di quattro tracce per questi ombrosi svizzeri. Registrato chissà dove (sperando sia realmente in presa diretta), il dischetto ti porta fin da subito in territori pieni di ombre e dubbi, dove la possibilità non è benaccetta. I nostri fanno un black dalle tinte e dai toni fortemente doom.
(Self Mutilation Services) Struggente debutto per questa band italiana. Etichettata come Depressive Post-Black Metal, regala un album che va molto oltre questa definizione, in quanto gli oltre settanta minuti di queste sette tracce sono la sintesi dell’armoniosa bellezza della depressione, dell’oscurità, della decadenza umana. Pezzi
(Nuclear War Now! Productions) Terzo album per Doomed And Disgusting, progetto parallelo di Dave Slave bassista degli Australiani Sadistik Exekution. Rispetto al black metal feroce e grezzo suonato con la band madre, la direzione musicale di questo progetto verte su
(AFM Records) Attenzione: questo album vi mette davanti ad un altare pieno di divinità del rock e del metal! Un album con undici ottime tracce, piene di metal, rock, folk, sinfonico, power arrivando fino al prog. Ma questo è normale. Forse. Poi ci sono le due menti dietro il sipario, ovvero Mark Sweeney (ex Crystal Ball) e Michael Voss (ex
(Nightbreaker Production) Esordio discografico per i Torinesi Orgiastic Pleasures, band formata da musicisti che vantano una certa esperienza in ambito estremo. Il genere proposto è un death metal old style di matrice Svedese, aggressivo ma non eccessivamente
Una serata poderosa nel bel mezzo dell’estate.
(Svart Records) Dopo l’EP arriva l’album. Regola di base che questi 4 finlandesi hanno rispettato, creando uno spazio dove scatenarsi senza controllo. Vantano membri di Forced Kill e Speedtrap e con quell’EP a base di puro rock’n’roll sparato a volumi pazzeschi, sporco, brutto, cattivo avevano detto la loro. Ora e tutto sempre più punk, rock ed
(Dead Center Production) Questi thrashers nostrani richiedono più di un ascolto per essere assimilati. Nonostante infatti il flyer etichetti la band come un combo thrash, dopo un’intro strumentale fatta di sirene e presagi di distruzione la prima traccia vera e propria non è solo thrash. E’ anche un po’ death e un po’ svedese. La produzione non all’altezza 
(Signal Rex) Ecco un gruppo da tenere d’occhio. Secondo album per questi portoghesi che hanno deciso di ripercorrere le tracce del pluriosannato Burzum. Quattro tracce che si muovono tra il black e l’ambient, tra l’epico e la cacofonia. Il risultato, pur essendo molto simile nel contorno al progezzo di mr Vikernes,
(Iron Bonehead ) Oscuro vinile 7 pollici, 45 giri. Oscura anche la confezione inondata di nero. Oscuro il sound di queste tracce esclusive che i due act hanno proposto per lo split. Gli svedesi Grá sul lato A: hanno all’attivo un full length ed un paio di EP; sanno lacerare con ritmi
(Metal Scrap Records) A distanza di quattro anni tornano i deathsters ucraini D.HATE con un album poderoso, spietato, ricco di precisione ma anche di violenza. Ci lasciarono con il validissimo “Game with Ghosts” ed ora questo “L.I.F.E.” dimostra una importante crescita, una maturazione artistica sia compositiva che esecutiva. Il 

(Comatose Music) Finalmente un album brutal death con le palle! Gli Statunitensi Dysentery danno alle stampe un album brutale, senza fronzoli e lontano da tante contaminazioni tipiche del death metal odierno. La formula è semplice: riffs pesantissimi come macigni, chitarre droppate di un paio di toni, un basso
(Nordavind Records) Gli italiani Riti Occulti fanno un black metal diverso. Intenso. Incrociato con doom, sinfonico, atmosferico e rituale, questo sound dà origine ad un qualcosa che ha un forte richiamo italiano (il nostro doom, il nostro metal, il nostro horror) senza però perdere
(Pavement Enterteinment) Quinto album per i Resistance, band Belga attiva dal 2004. Il genere proposto è definibile come deathcore, anche se i Resistance si mantengono lontani dallo stile moderno di gruppi come All Shall Perish o Suicide Silence, preferendo un approccio più brutale e old school. La continua alternanza tra accelerazioni brutali 

(Autoproduzione) Io proprio non so cosa si mangiano i nativi di quest’ isola, ma evidentemente dentro c’è roba forte… Il quarto disco dei Dawn Of Azazel è di un tirato da far impressione. Probabilmente han composto le tracce mentre stavano scappando da un diavolo della Tasmania, altrimenti non mi spiego tutta questa velocità. I tempi rallentati sono
(Moribund Records) Quanto male e quanta decadenza può essere catturata e canalizzata in musica? Vardan, la one man black metal band italiana ha passato la ventesima release. Tra usciti ed in previsione siamo già a cinque pubblicazioni nel solo 2015. Una produttività immensa,