LAHMIA – “Resilience”
(Scarlet) È passato molto tempo dal debut album “Into the Abyss”, ma la qualità di quel lavoro non è affatto svanita. “Resilience” è dunque il (altro…)
(Scarlet) È passato molto tempo dal debut album “Into the Abyss”, ma la qualità di quel lavoro non è affatto svanita. “Resilience” è dunque il (altro…)
(Indie Recordings) Mi mancava una hard rock band norvegese… e devo dire che anche dopo avere ascoltato e riascoltato questo gruppo non mi manca affatto. Purtroppo l’album risulta fin da subito piuttosto gracile, fatto di (altro…)
(Saturnal) Non manca certo la pazienza ai Letheria. La band finlandese giunge finalmente al debut album a distanza di vent’anni dalla formazione. Vent’anni caratterizzati comunque dalla pubblicazione di ben sette demo e tre EP. Le sonorità proposte dai nostri sono (altro…)
(Mötley Records/Eleven Seven Music) Per quanto questo sia il momento dei media e dell’esaltazione di “The Dirt”, le cose sono iniziate molti anni fa, sia per i Mötley che per… me. Il libro originale “The Dirt: Confessions of the World’s Most Notorious Rock Band”, (altro…)
(Morrowless Music) Nachtzeit, la mente dei Lustre, tramite la sua personale label ha deciso di ripubblicare dei punti fermi appartenenti agli albori del suo fantastico progetto di black atmosferico. Le due release sono infatti una compilation che comprende cose molto interessanti ed anche (altro…)
(Gates of Hell Records) Il quarto album dei tedeschi Booze Control segue a “The Lizard Rider”, del 2016, che mi aveva mostrato una band dall’ottimo potenziale. “Forgotten Lands” è forse leggermente inferiore (altro…)
(Xenokorp) Se si dovesse descrivere con un unico aggettivo ciascun sottogenere del metal, di sicuro sarebbe un lavoro semplice con il brutal. Di fatto il nome del genere esaurisce in un unico termine tutto ciò che il genere stesso rappresenta: ugole sofferenti e sanguinanti (altro…)
(Xenokorp) Quindi, cosa mai potremmo aspettarci da un album che fa il verso al classico degli Zeppelin, riletto in chiave ‘organica’? I Defecal Of Gerbe sono nati apposta per dissacrare la musica estrema attraverso il grind, genere già di per sé poco (altro…)
(A Sad Sadness Song/ATMF) Terzo album per questa oscura band italiana. Terza rappresentazione tetra di umani sentimenti, questa volta torturati da una vita circondata da altri esseri umani, (altro…)
(Massacre Records) La storia del debut album dei Psychopunch nasce con un demo. Sette canzoni registrate in una settimana d’inverno. La band era soddisfatta del materiale e lo presentò a (altro…)
(AFM Records) Era un bel po’ di tempo che non avevo a che fare con gli Iron Savior: forse addirittura da “Rise of the Hero”, dato che ho poi passato la palla, per le successive recensioni, al collega Matteo. (altro…)
(Steamhammer / SPV) Prima di tutto una sincera riflessione: che scopo ha un nuovo album dal vivo da parte dei Magnum, visto che sono molto attivi con gli album registrati in studio? Dal principio (altro…)
(AOP Records) Black intenso, black atmosferico, black che tocca una sfera emozionale con fredda e crudele delicatezza. È il terzo album dei tedeschi Ellende i quali proseguono in un viaggio tematico di totale devastazione psicologica, di decadenza umana ed assoluta misantropia; non a caso il (altro…)
(Century Media Records) Rispetto al lavoro precedente (recensione qui), molte cose sono cambiate in casa Hexvessel. Prima di tutto la componente folk si è rafforzata, anche se prendendo una piega tutta propria. Ecco quindi che cori (altro…)
(Massacre Records) Il thrash metal, celebrato, onorato e amato da questa truppa bavarese, con al microfono Liz Gorgeous, una ragazza, non l’unica vista anche la presenza della (altro…)
(Folkstone Records) Un po’ a sorpresa, a soli due anni da “Ossidiana”, tornano i Folkstone con il loro settimo album: la formazione bergamasca non ha certo bisogno di presentazioni, semmai va soltanto precisato che i nostri reagiscono (altro…)
(Mighty Music) Continua il percorso dei norvegesi Dominanz. Dopo ormai dopo dieci anni di attività tornano con un terzo album, un album maligno, un album perverso, un album tagliente. Entrai in contatto con questa band a fine 2017, partecipando ad (altro…)
(Graviton Music Services) Album fatto di strappi, di riff che lievitano, si evolvono in velocità improvvise e di carattere thrash metal, con un sound generale dai connotati moderni. Anche il (altro…)
(Sliptrick Records) La Sliptrick Records ha deciso di pubblicare anche in Europa Occidentale il 13° album degli Aria, probabilmente la prima band heavy metal della Grande Madre Russia: (altro…)
(Arising Empire) Il Djent, si sa, è un genere ostico da suonare e proporre. Se lo sbagli sei fottuto, rischi di fare la figura del pretenzioso buono a nulla, rischi insomma di fare l’Icaro della situazione, di puntare troppo in alto per poi cadere rovinosamente. I (altro…)
(Karisma Records) Da Oslo arrivano i Fervent Mind e la loro alchimia sonora. Formatisi attorno alla lead singer Live Sollid, offrono un’atmosfera progressiva a cavallo tra elettronica e (post) rock, senza negare possenti componenti sia jazz che derivanti dalle (altro…)
(Red Cat Records) Toscani, di Firenze, gli Upanishad nascono come gruppo punk, poi un EP e la voglia di registrare un album, entrando in studio per abbandonarlo ben prima della fine dei lavori perché la band si scioglie. Si riformeranno poi, registrano del (altro…)
(Svart Records) I The Sabbathian debuttarono nel 2014 con un EP intitolato “Ritual Rites” (recensione qui). Si tratta del progetto di Chad Davis degli Hour of 13 e Anette Uvaas Gulbrandsen (Nàttsòl, Mäctätus, Leave’s Eyes) il quale, dopo cinque anni, finalmente arriva al debutto su lunga (altro…)
(autoproduzione) Il disastro e la salvezza, per un mondo che è finito e per il quale i Forlorn Seas ne raccontano le vicende. Un mondo immaginario, post apocalittico, il suo passato, il come (altro…)
(InsideOut Music) Diamine di un Devin, ci risiamo! Come per “Strapping…, Casualties Of Cool” e poi con i vari suoi progetti che portavano pure il suo nome, anche oggi con questo “Empath” le carte sono state rimescolate in modo oltremodo creativo per andare a (altro…)
(Autoproduzione) Davvero notevole la potenza sprigionata dai Grimaze. La formazione bulgara è attiva dal 2013 e vanta una vasta esperienza dal vivo, soprattutto nell’est Europa e nei Balcani (oltre al recente tour con i (altro…)
(autoproduzione) Meno di trenta minuti questo album e con qualche canzone accattivante, per i riff e per come la voce si inserisce con le sei corde o come le sorpassa in fatto di melodia. Sostanzialmente gli Original Sin restano incollati a quanto realizzato (altro…)
(Autoprodotto/Blood Fire Death) Gli Stained Blood sono un gruppo spagnolo che mi ha dato un po’ di difficoltà nell’essere recensito. Perché se da un lato vi ho riconosciuto sin da subito un indubbio valore come combo facente parte della musica estrema, (altro…)
(Iron Bonehead) In circolazione dal 2004 (precedentemente noti come Ringar) i Ringarë, nonostante l’apparenza ed il sound, non infettano il mondo tuonando dalla Scandinavia, ma elargiscono la loro atmosferica brutalità dagli USA (anche se sembra si (altro…)
(Eleven Seven Music) I Papa Roach hanno fatto un discorso musicale che ha contribuito ad alimentare il nu-metal. Per qualcuno però sono solo un derivato (altro…)
(Signal Rex) La presente uscita non è altro che una raccolta, ben ripulita, degli unici due demo finora prodotti dal gruppo finlandese. Non è musica facile quella proposta, dalle spettrali e astrali intro e outro alle grezze canzoni prodotte con ferocia e rabbia. Il suono (altro…)
(This Is Core) Abili gli Stonewood a presentare il proprio stoner, suonandolo con riflessi grunge, hard rock e seventies, componenti affatto estranee o nuove al genere. Dunque è il modo chiaro e limpido in cui i Stonewood suonano a ben impressionare. La produzione (altro…)
(Xenokorp / Deadlight Ent./ Weird Truth Prod.) Manca un anno ai venti di attività per i francesi Ataraxie, una band vincolata al doom metal spesso gonfiato da idee funeral e occasionalmente death. Un sound da sempre interessante, anche nella maniera in cui la band (altro…)
(Boersma Records/Soulfood) Allora, che cosa abbiamo qui? C’è del cantato in tedesco, quello si sente subito. C’è pure una vena black nel thrash che esce dal disco. E un appeal molto recitativo in quasi tutte le composizioni, una componente che dona del teatrale (altro…)