(Tsunami Edizioni) Immagina una notte strana. Surreale, visto di CHI stiamo parlando. L’appuntamento è al cimitero. Tutti prendete posto un po’ sparsi, chi in piedi, chi non seduto o sdraiato su una tomba ormai dimenticata, una tomba che non sente il profumo dei fiori da troppo tempo, una tomba che non percepisce il contattyo umano da decenni, forse secoli. O più. In qualche modo tu e tutti gli altri partecipanti siete seduti in un grande semicerchio, quasi un anfiteatro decadente e malsano che guarda verso quell’edificio gotico che si eleva imponente, lussuriosamente beffardo e pregno di un’antica bellezza, quella cappella gentilizia che per sua stessa definizione inietta concetti di classe sociale in un luogo nel quale qualsivoglia distinzione tra esseri umani ormai andata, assurda, vana, insensata. (altro…)