MALOKARPATAN – “Cesta podzemnými sálami Kovovlada” (EP)
(Sun & Moon Records) In giro da cinque anni, questa band slovacca è tra le cose più putride e brutte del mondo. Ebbi prova di questo orrore al Beyond The Gates del 2018 (report qui), e mi impressionò questo atteggiamento totalmente (altro…)
(Pathogenic Records) Forse non tra i nomi che arrivano subito in mente quando si parla di tech-heavy-thrash metal, ma i Tourniquet di Ted Kirkpatrick rappresentano la qualità
Gli alieni avevano invaso l’Italia nel 2015, poi solo una breve ricognizione nel 2017… e finalmente sono tornati dal loro viaggio intergalattico, per atterrare sulla penisola in occasione di ben tre eventi esclusivi, orientati all’esecuzione dal vivo di pezzi rari, in particolare tratti dal mitico “Aspera Hiems Symfonia” del 1996.

(Noise Appeal Records) Il duo austriaco Reflector è in giro da oltre vent’anni con il loro sludge/doom Metal spesso principalmente strumentale. Vent’anni che non hanno poi portato molto, chiudendo la band in circolo vizioso stilistico dal quale era difficile uscire.
(Signal Rex) Non capita tutti i giorni di ascoltare un gruppo islandese. Di sicuro non esiste un genere preciso che identifichi l’Islanda, ma pare che il qui presente gruppo se la cavi più che bene con il black vecchio stampo. Però qui si parla di un black 
(Argonauta Records) Ricordo ancora il loro primo EP del 2014, e la loro disagiata presentazione (
(Season of Mist) La musica metal propone da sempre progetti e album realizzati da musicisti noti e non o comunque di spessore, provenienti da diverse realtà. I ‘supergruppi’ si sprecano nella musica metal e forse solo il jazz ne propone di più. Anche gli
(Metal Blade Records) I Whitechapel dal vivo suonano esattamente come nei loro album. Lo scarto tra lo studio e il palco non è abissale; quella pulizia e brillantezza dei brani si coglie in ambedue le circostanze. La carica, gli stratagemmi, le capacità dei musicisti statunitensi si colgono 