FACELESS BURIAL – “Grotesque Miscreation”
(Blood Harvest) Quando si parla di musica estrema, poche nazioni sono in grado di sfornare bands veramente marce come l’Australia. Basti pensare a nomi storici come Sadistik Exekution o Bestial Warlust per rendersene conto. Sono lieto di (altro…)
(Omnipresence Productions ) L’album “Perfectly Defect” risale al 2010, e quasi dall’epoca risulta sold out o comunque totalmente fuori stampa. Ma questo esempio di musica elettronica
(Nuclear Blast Records) Giungono al loro tredicesimo album i Kataklysm. In ventisette anni, la formazione canadese è riuscita a cambiare radicalmente il proprio sound, mantenendo allo stesso tempo uno stile facilmente riconoscibile.
(Hellbones Records) L’esordio discografico dei marchigiani Haegen lascia sicuramente il segno, in positivo o in negativo che sia: il pagan/folk degli anconetani alterna epicità, goliardia e qualche caduta di stile un po’ triviale che potrà soddisfare, credo, soltanto i sostenitori ad oltranza delle sonorità ‘festaiole’.
(Massacre) Si sono divertiti gli Eisregen con questo EP, vista la quantità di soluzioni scelte per le sette canzoni che arrivano a oltre ventotto minuti. Insomma un mini album nel quale inizia la cerimonia l’oscura, truce e veloce “Fahlmondmörder”, black metal puro e distruttivo nonché
(Nuclear Blast) Con il nome di Burn The Priest i Lamb Of God si concedono un album di cover. Sembra un po’ la classica situazione da ‘lo abbiamo fatto’, anche questo, tra le tante cose. The Accüsed, Melvins, Big Black, S.O.D., Bad Brains, Sliang Laos, Ministry, Agnostic Front, Quicksand, Cro-Mags, sono
(Pure Steel) Power/prog metal nel quarto album degli inglesi ShadowKeep, che non si facevano vedere sul mercato da ben dieci anni; per questa nuova prova, gli albionici hanno reclutato come singer nientemeno che James Rivera.
(Xtreem Music) Debuttano per Xtreem Music i comaschi Cruentator, thrash metal band che vanta tra le proprie fila membri dei brutal deathsters Bowel Stew. Il thrash della formazione lombarda affonda le proprie radici nel lato più estremo
(Season of Mist) Ma quanto cazzo di ficata fu “Theone of the Goat”, il breve EP dei norvegesi Tsjuder uscito nel 1997? Undici minuti di black metal puro, diretto, tagliente, feroce, tuonante… ma anche fottutamente catchy, travolgente, esaltante.
(Sharptone Records) Buon ritorno per i Bleeding Through, a distanza di sei anni dal precedente “The Great Fire” risalente al 2012. Un ritorno che mi ha stupito, visto che da quel che ne sapevo io, la band si era sciolta nel 2014. Possiamo quindi
(Hellbones Rec.) Meno di diciannove minuti e tutto è a soqquadro. La nostra vita è faticosa, il quotidiano difficile, il lavoro insopportabile e le nostre vessazioni prendo forma in questo sound rabbiosamente isterico. Antonio Camomilla affianca al suo basso
(autoproduzione) Un prog rock che implementa momenti hard & heavy, occasionalmente jazz e addirittura di world music, belle infatti le parentesi con sonorità di tipo africane. Atmosfere tra il conflitto e quello di un destino fatale, perché questo album è schierato contro la