VIOLATION WOUND, su Peaceville la nuova band di Chris Reifert degli Autopsy!
I Violation Wound sono una band californiana nata in uno scantinato allagato da birra e whiskey ed hanno come unico obbiettivo creare musica 100% punk rock. Niente fronzoli, solo pura aggressività e riff da paura.
Chris Reifert, già ideatore dei Autopsy, è voce e chitarra del gruppo accompagnato al basso da Joe Orterry ed alla batteria da Matt O’Connell. “With Man In Charge” è il primo album che la band produce per la Peaceville Records/Audioglobe. Ai 20 brani di pura follia punk contenuti nel disco hanno collaborato anche Athenar (Midnight) e Dave Hill (Painted Doll).
Chris Reifert dice: “Siamo contenti di collaborare con Peaceville Records, perché abbiamo messo tutti noi stessi nella realizzazione di ‘With Man In Charge’. La nostra musica è una musica folle, scritta in tempi folli e per gente folle.”
“Stalemate Suicide” è il primo brano ad essere pubblicato, eccolo: (altro…)
Firenze, 6 marzo 2018 –
(Nasz Sklep) Non avevo mai sentito parlare dei Malchus, formazione polacca giunta al quinto album ed in circolazione da quasi tre lustri. Dopo aver ascoltato “Ur”, credo proprio che colmerò questa lacuna quanto prima,
(Red Cat Rec. / 7Hard) “Play it LOUD and let the Stormwolf roam free”, recita così la nota stampa che accompagna il primo album della heavy metal band genovese Stormwolf. Un manipolo di metallari capitanati dalla voce di Elena Ventura, i
(Harvest Of Death/Signal Rex) Logge nere, cantine umide, fognature, antri poco raccomandabili… In Europa c’è ancora chi concepisce e suona la musica black in questi luoghi. Musica
(Ván Records) Gli Heidevolk con il pianoforte: ecco cosa ho pensato quando ho iniziato l’ascolto dell’ep d’esordio dei :Nodfyr:… e non mi sbagliavo, dato che si tratta del progetto messo su da Joris van Geire, ex voce della band olandese.
Serata bella fredda quella che mi accompagna al Revolver di San Donà, un locale che pian piano sta stracciando la concorrenza con date sempre più interessanti. Si comincia con i Veins, aggiunti all’ultimo per un bill davvero dai nomi altisonanti. I Veins dicevamo… I capitolini sono freschi di un album molto più che buono targato 2017. La loro è stata una esibizione davvero ad alti livelli, considerando che dovevano aprire per dei pilastri in quanto ad esibizioni dal vivo. Certe loro tracce sembravano ricordare i Metallica più aggressivi, ma la vena decisamente death e i vari excursus di natura tecnica e melodica hanno creato un giusto equilibrio tra potenza e tranquillità che difficilmente si riconosce in modo così equilibrato specie in gruppi tanto giovani in termini di discografia ma anche anagraficamente parlando.
(Fantai’Zic Productions) Giungono al debutto i Dusk of Delusion, formazione francese nata nel 2016. Nonostante la recente nascita ed il fatto che stiamo parlando di un debut album, i musicisti coinvolti nel progetto non sono certo di primo pelo, trattandosi di
(Lupus Niger Productions) Fin dal cacofonico nome i Gort han sempre messo in chiaro il proprio intento, ossia mostrare quanto il black possa essere marcio e primordiale.
(Autoproduzione) Scavando nella memoria, mi sono reso conto di aver già avuto a che fare con i danesi Savage Machine: prima per l’ep “
(Volcano) Voce femminile prodiga in altalene vocali tra cose docili, intense e altre misuratamente arcigne. Tessuto musicale tra il rock e l’alternative metal con echi gothic, oltre all’hard rock di 
(No Remorse Records) ‘Nulla di troppo’, dice il famoso motto greco che incorniciava l’entrata del Santuario di Apollo a Delfi: e gli ellenici Meden Agan, fautori di un buon power/gothic con occasionali altre influenze, hanno scelto la sentenza come proprio monicker.
(autoproduzione) Bohnet suona tutti gli strumenti e canta, per arrivare a una sorta di melodic metal con spunti speed, thrash e alternative e nu metal, il tutto ricco di momenti melodici. Il bassista dei Nuclear Oath si
(Century Media Records) I The Offering sono un esempio lampante di cosa succede se si fonde power e death. Un furioso urlo in falsetto apre le danze ad una serie di tracce dirette e senza troppi giri di parole. Diciamo che buttata giù così la cosa
(Arthorium Records) Primo full length per Wild Witch, formazione brasiliana nata nel 2011 e con un EP intitolato “Burning Chains”, registrato tra il 2012 ed il 2013 all’attivo. Partita originariamente come quartetto, nel 2016 la band vede l’abbandono del cantante 