LAST RITES – “Nemesis”
(MASD Records) Terzo album per i liguri Last Rites, che con questo lavoro festeggiano vent’anni di carriera. Era infatti il 1997 quando la formazione savonese ha cominciato a muovere i primi passi facendo la classica trafila di concerti, demo e (altro…)

(Massacre Records) A seguito di “
(Pavement Entertainment) I Ghost Season sono un connubio tra la vecchia tradizione melodic metal con le interferenze del thrash metal e forti derivazioni moderne. La band nasce in Grecia con l’idea di portare avanti un progetto che non suonasse
(WormHoleDeath) Mi ricordo ancora il mio primo disco “estremo”, quello con la voce che ruttava per intenderci. Si trattava di “Deliverance” degli Opeth. Un disco che ampliò notevolmente il mio panorama musicale. E col tempo imparai così ad apprezzare anche 
(Napalm Records) Gli Arkona come non li avete mai sentiti: la band russa ci ha abituato a grandi cose, ma stavolta Masha e compagni si sono superati! “Khram”, il loro ottavo album in studio, dura 74 minuti, e contiene quattro brani (su nove, compresi intro e outro) che superano i nove minuti di durata;
(Selfmadegod) La solennità malasana dei Behemoth e quel piccolo estro che rende il tutto progressive, rendono vivace l’oscura notte che è l’album dei polacchi Redemptor. La band di Paweł ‘Pawulon’ Jaroszewic (Hate e Antigama, ma anche
(Svart Records) In un qualsiasi luogo voi troverete la recensione di questo album ci sarà un’unica etichetta per definire la musica dei Coven. Heavy metal, punto. In quattro tracce il duo giapponese condensa una quantità tale di cliché che vien da dar 
(Peaceville) Gli Autopsy sono una garanzia! In un panorama sfilacciato come quello del death metal attuale, dove molte bands sembrano fare a gara tra chi suona più veloce,tecnico e pulito, lo stile putrido e viscerale che da sempre caratterizza la
(Nuclear Blast Records) Tornano dopo quattro anni dal precedente “Bloodstone And Diamonds”i Machine Head, con un album che sarà sicuramente destinato a far discutere. Dopo anni passati a recuperare le proprie radici thrash nel tentativo di
(Napalm Records) Ne è passata di acqua sotto i ponti da “River of Tuoni”, il debut degli Amberian Dawn, che mi incuriosì non poco: al settimo disco di inediti, i finlandesi sono abbastanza lontani dalle sonorità degli esordi, e la loro musica si è fatta sempre più leggera e, se mi passate il termine, 