NIGHTFEAR – “Apocalypse”
(Fighter Records) A quasi cinque anni dal precedente disco “Drums of War”, gli spagnoli Nightfear ritornano con un terzo album compatto e granitico; la scaletta presenta dieci brani senza filler. (altro…)
(Fighter Records) A quasi cinque anni dal precedente disco “Drums of War”, gli spagnoli Nightfear ritornano con un terzo album compatto e granitico; la scaletta presenta dieci brani senza filler. (altro…)
(autoproduzione) Per chi avesse bisogno di un ripasso o una sintesi di quello che è stato il metalcore degli ultimi anni, gli basta dare un ascolto a “Cassandre”, realizzato dai Divergency. La band, si propone con un full (altro…)

(Signal Rex) Black metal, satanismo, odio e furia che sferzano l’etere dalla fredda Finlandia, indiscutibilmente uno dei paesi che più può essere definito ‘Tempio del Ghiaccio’. Due bands in giro da non molto, prive di un vero debutto discografico che non ricada nella (altro…)
(Revalve Records) I Last Frontier rappresentano un certo modo di fare metal in Italia. Il loro suono risulta classico in qualsiasi accezione si voglia dare a questo termine. Abbiamo chitarre rocciose che macinano riff tra il (altro…)
(AFM Records) Lodato sia il dio del metal, per avere soffiato l’anelito di vita in questa vecchia formazione canadese, divenuta un’icona di un heavy-speed metal di ottima fattura. Robb Reiner è da sempre un batterista (altro…)

(Avantgarde Music) Zorgh, la bassista e membro fondatore degli svizzeri Darkspace, ha creato un altro mostro: Apokryphon. Il nuovo progetto non ha nulla a che fare con il black metal cosmico della band principale, anche se è innegabile la (altro…)
(Purity Through Fire) I greve sono un duo, una coppia che dopo l’EP di non molti mesi fa dà ora alle stampe il vero e proprio debutto. Sei tracce, più intro e outro, queste ultime perfetti inserti strumentali per un disco particolarissimo. Non parlo (altro…)
(Argento Records) Ossaert è un’oscura entità olandese dietro la quale si cela un solo individuo con lo scopo di diffondere black metal pieno di odio assoluto e totale disgusto verso tutto quello che è sacro. Se l’impostazione possa sembrare ovvia (altro…)
(Punishment 18 Records) Finalmente un po’ di metallo pesante vecchio stile: voce rocciosa, chitarre incendiarie, parte ritmica cadenzata e prepotente. Insomma, cose che si ascoltavano (altro…)
(Nuclear Blast Records) Il primo approccio con questo album solista di Marko Hietala, ovvero il bassista dei Nightwish, da parte di chi scrive, è stata la canzone e (altro…)
(Blood Fire Death) Con il quarto album gli spagnoli Nukore hanno fretta, tanta fretta… corrono come pazzi alimentati da un rabbia ribelle incontenibile. In meno di venticinque minuti comprimono otto brani nei quali vengono cacciati dentro a (altro…)
(InsideOut Music) La band di Conrad Keely è in giro da un bel pezzo, anche se è rimasta silenziosa negli ultimi cinque anni, considerando che il precedente “IX” risale al 2014. Sempre rockeggianti ma sempre in un contesto alternativo, in quanto (altro…)
(Argonauta Records) Il primo album solista di Niklas Sundin, chitarrista dei Dark Tranquillity! Una cosa sconvolgente, e non tanto per il fatto che dopo tanti anni di (meritata) carriera con la band svedese il membro fondatore intraprende una strada (altro…)
(InsideOut Music) Allora è vero, è tutto vero! Dopo il ritorno degli A Perfect Circle nel 2018 e dei Tool nel 2019, la terza decade del nuovo millennio ci regala il ritorno degli incommensurabili Psychotic Waltz. Dopo la reunion (altro…)

(Candlelight Records/Spinefarm) Ihsahn: Sempre eclettico, strano, originale. Il suo stile spazia ovunque, entra ed esce dal black metal come e quando più gli garba, passando per il prog, abbracciando per il rock, tuffandosi nel mondo sperimentale. (altro…)
(Echozone) I Vlad In Tears sono un’interessante realtà musicale che propone dell’hard rock con tinte leggermente horror, appena un po’ gothic e dark ma dalle sonorità comunque vivaci. Italiani i tre fratelli fondatori, quanto (altro…)
(Alma Mater Records) A suonare un certo tipo di epic metal anni ’80, ora che anche i Manilla Road non esistono più, sono davvero rimasti in pochissimi: fra costoro, i portoghesi Ironsword (altro…)
(Avantgarde Music) Dopo l’ultimo buon lavoro, “The Sachem’s Tales” del 2017 (recensione qui ), torna la band l’atmospheric black degli americani Dzö-Nga, con una line up che ora vede l’aggiunta di Ray King al basso, oltre allo storico duo (altro…)
(Punishment 18 Records) Quando metti insieme personalità grosse del mondo della musica, possono succedere due cose: o ci si pesta i piedi a vicenda o esce un gran bel disco. (altro…)
(Rockshots Records) I milanesi Ravenword esistono dal 2007, ma solo dal 2016 hanno in organico Chiara Tricarico e solo quest’anno pubblicano il loro mastodontico debut, (altro…)
(autoproduzione) Pubblicato autonomamente dalla band nel 2008, l’album “Decadenza” è stato poi ristampato in cassetta l’anno successivo da War Kommand Prod. mentre nel 2010 riceve (altro…)
(Armageddon Label) Questa perla di black metal antico e nefasto, in linea con primi Bathory e primi Celtic Frost, continua a tornare, come una dannazione, una terribile profezia, un oscuro presagio. Gli americani e in un certo senso misteriosi Malleus non è chiaro da (altro…)

(autoprodotto) “Requiem” è di difficile digestione. Lo si può vedere come una produzione originale e dannatamente geniale, oppure come una schifezza immonda, inascoltabile. Il problema è che il limite che divide questi due apparentemente lontani opposti è maledettamente fragile, quasi inesistente. (altro…)
(AOP Records) Il progetto Karg è J.J. di Harakiri For The Sky che cura tutti gli strumenti, ad eccezione della batteria pilotata da Paul Färb. Karg è una dimensione nella quale tutto è post: post (altro…)
(Autoproduzione) Terzo album in meno di cinque anni per CRΩHM, formazione storica nella scena italiana e primissima metal band ad essere uscita nel lontano 1985 dalla Val D’Aosta. Lo stile della band è piuttosto (altro…)
(Purity Through Fire) Cinque album in dieci anni, più un EP e uno split… i finlandesi non hanno perso tempo e hanno dato alla luce un album decisamente black, ma solo nell’impostazione. Sì perché i suoni dei Goats Of Doom hanno un (altro…)
(Autoproduzione) Nonostante si definiscano power/prog metal, i Tanagra sono una delle band più puramente prog che mi capiti di ascoltare da anni: per il quintetto di Portland, Oregon, “Meridiem” (altro…)
(Buil2Kill Records/Audioglobe) Gli Oniromantic incarnano alla perfezione il suono italiano del metal, fatto di voci e suoni pulitissimi, un sacco di melodia e delle ritmiche power che devono la loro tradizione al metal europeo. Nella loro prova del (altro…)
(Arising Empire) Giovani i melodic/post hardcorer tedeschi Our Mirage: giovani i membri e giovane la band emersa solo nel 2017 e con un album all’attivo prima di questo nuovo “Unseen Relations”. Artisticamente, il (altro…)
(Xenokorp Records) I Vaginal Penetration Of An Amelus With A Musty Carrot sono un tipico esempio di grindcore balordo! Vuol dire che la band – di fatto un duo che per questa release ospita (altro…)

(Nordvis Produktion) Gli svedesi Dråpsnatt non sono più attivi da quattro o cinque anni… un triste perdita per la scena black di origine svedese, quella che all’aggressività riesce ad unire intensi ed irresistibili risvolti atmosferici. (altro…)
(Diamonds Prod.) Sono assai prolifici, gli Athlantis di Steve Vawamas e Pier Gonella: meno di un anno ci separa da “The Way to Rock’n’Roll”, e la band torna subito con “02022020”, (altro…)