AMBER ASYLUM – “Ruby Red”
(Prophecy Productions) Il romanticismo di Kris Force e delle Amber Asylum sboccia con la sua mesta grazia e solennità. Il quartetto al femminile composto da musiciste dedite al violino, violoncello, viola, basso e percussioni, con una summa vocale incantevole, è al decimo album e ancora una volta tratteggia il proprio ambient fatto su misura, semplice e attraverso strumenti acustici e classici e con qualche sintetizzatore. Un ambient oscuro, poetico, appunto romantico. Poesia sotto la forma di una dimensione musicale cheva alla ricerca attraverso sia i canoni classici che sperimentali. “Ruby Red” è basato su un parco testuale concentrato sul dolore, la sofferenza, smarrimento, la semplice mortalità dell’essere umano e più in generale dunque sull’introspezione. Kris Force, Jackie Perez–Gratz, Fern Lee Alberts, Becky Hawk, rendono questo flusso magnetico e soave un’emozione infinita, tra barocchismi, classicismi e sperimentazione. Suonano in maniera imponente, fiera, con melodie che avvolgono e con un piglio a volte straniante e in altre immenso e supremo. Kris e le altre negli anni hanno collaborato per la propria musica con gente come Steve van Till dei Neurosis, Leila Abdul-Rauf e non solo loro, a dimostrazione di una trasversalità compositiva che riesce a toccare più coordinate di stile a prescindere da tutto e tutti. Alla fine di “Ruby Red” si ha l’impressione di avere assistito a un coinvolgimento stilistico tra Godspeed You! Black Emperor, Wardruna e proprio la Abdul-Rauf ma in una maniera inattesa.
(Alberto Vitale) Voto: 8/10

(Masked Dead Records / Sulphur Music) “Cultores de Perdas e Linna” rappresenta il terzo album in venti anni per i Vultur, nonostante ciò non hanno mai incrociato le braccia e di fatto sono autori di una discografia colma di pubblicazioni minori. Riemergono dopo undici anni dal precedente album, con un furioso black metal suonato praticamente 
(World Eater Records) Il death metal suonato dai bordolesi, tra cui spiccano elementi di The Great Old Ones e altre band francesi, è possente e a suo modo rievoca le bordate dei Bolt Thrower. I Mortuaire rispetto agli inglesi variano molto i pezzi, rientrano infatti nelle maglie del riffing anche fraseggi, cambi tematici delle melodie e introducono parziali 

(Evening Star Records) Dipingono paesaggi e atmosfere attraverso uno stile pulito e scorrevole i Naxatras. È questo un suonare che rievoca a volte gli Ozric Tentacles e spesso anche della fusion, per un risultato che è della psichedelia pulita e placidamente melodica. “V” si fonda sul ritmo, il primo vero pilastro dell’album, il groove in certi suoni, il 
(Magnetic Eye Records) Dopo la morte in un incidente stradale di Tim Bryan, il chitarrista dei Toke, l’amico Bronco, bassista e voce, insieme al batterista JP decidono di continuare sottoforma di un’altra band. Arruolato il chitarrista Vic, i tre adottano proprio il nome del frontman e bassista per identificare questa nuova avventura, inaugurata
(Sentient Ruin Laboratories) Putrido e marcescente death metal, nonché atto catacombale da parte di una band che vede l’unione di elementi provenienti da Void Rot, Suffering Hour e Aberration. “Profanation Of The Adamic Covenant” nasce da sonorità cupe e maledettamente oscure, colme di decadenza e abbandono. I Ritual Ascension sono orridi, morenti, soprattutto
(Invictus Productions / Dark Descent) Il marcescente death metal dei Grave Infestation gode di una discreta salute ed è influenzato dalla scuola statunitense, soprattutto dal versante Autopsy e Repulsion, e da quella scuola svedese dei primordi. Si odono tra le canzoni dei canadesi, come “Living Inhumation”, sprazzi sonori del death metal esposto
(Darkness Shall Rise Productions) Nel 2005 gli Hell Militia pubblicarono il loro debut album “Canonisation Of The Foul Spirit”, dopo due pubblicazioni minori, a pochi anni dalla loro nascita. Nella band vi confluirono musicisti di spicco della scena underground del paese. Dave Terror, batterista di Vorkreist, Love Lies Bleeding e altri, c’era 



(My Kingdom Music) Questo è un progetto musicale gestito da Vittorio Sabelli (Dawn Of A Dark Age, Notturno eA.M.E.N.), clarinettista ed esecutore degli altri strumenti, tranne per i ritmi eseguiti da un batterista e un percussionista, il contrabbasso e le voci che sono di Nequam (ex Mortuary Drape e The Magik Way), Samael Von Martin
(Armageddon Label) Ecco dunque il sesto album in carriera per una delle più taglienti, rabbiose e genuine thrash metal band, ben undici anni dopo il precedente lavoro “Immortal Legacy”. I californiani Hirax vedono alla voce uno dei migliori cantanti del genere, Katon W. de Pena, ma lui resta il solo elemento originario e infatti dallo scorso
(Heavy Psych Sounds) C’è molta improvvisazione in “Volume Three”, come il suonare in stile jam session e attraverso il quale fluisce psichedelia e space o acid rock che possa essere. Una forma libera nella quale i suoni hanno diritto di propagassi e lacerare, di elevarsi o dissolversi in misteriose dimensioni. Bob Balch, chitarrista dei Fu Manchu e Gary 

(Iron Bonehead Records) Interessante debutto per gli statunitensi Wuldorgast, emergente formazione black metal facente parte, insieme ad altre band loro connazionali, del circolo esoterico occulto ‘Order Of The Broken Sword’.
(Antiq Label) Questo ‘Alba Nera’ è il primo lavoro presentato dagli Arkaist, nati a Rennes pochi anni fa. La band include i promotori di questo progetto black metal, Beobachten e Maeror, infine Gwenc’hlann An Teñval e Cryptic, ovvero elementi di varie formazioni black metal underground di Francia, tra le quali Azgarath e Oroborus. Sotto l’insegna
(Soulseller Records) Lord Abagor, olandese, componente dei Saille ed ex di molte band, come Evil Oath, è il frontman di questa realtà creata dal chitarrista e bassista Maahes. Lui è greco, si chiama Stavros Bondi e probabilmente risente di certe sonorità sia della tradizione musicale della sua terra, quanto dei Rotting Christ. Si avvertono infatti molti
(Prophecy Productions) Le tradizioni del proprio paese e il dialetto sono il fulcro dei Gràb. Il bavarese Grànt e membro dei Dark Fortress, inaugura questo progetto nel 2015 e qualche anno dopo si associa Grain (Schrat, Gråinheim e molti altri), il quale però abbandonerà dopo il primo album “Zeitlang”, di quattro anni fa, per essere rimpiazzato da 


(Season Of Mist) Un flusso di tecnica non fine a sé stessa investe i pezzi dei Retromorphosis e questa non dissimula il manto di oscurità e inquietudine tipica del death metal. Sin dalle iniziali note inquietanti e fatte con intrichi dell’opener e intro a “Psalmus Mortis”, cioè “Obscure Exordium”, si avverte il clima del death metal che esplode in maniera 
(Scarlet Records) L’album “Triumviro” arriva sull’onda di aspettative da parte degli appassionati di heavy metal. L’annunciato del progetto The 7th Guild è il coinvolgimento di valenti musicisti metal della scena italiana, facendone dunque un supergruppo, ma soprattutto è il permettere di avere attorno allo stesso microfono tre delle più importanti voci del panorama metal 

(Black Widow Records) Approcciarsi all’ascolto di “A Song of Anger” è come entrare in una terra vasta e colma di cose da affrontare. La prog rock band di Tampere pubblica il suo quinto album, il primo poi con la Black Widow Records di Genova. I punti di stile toccati dai The Fërtility Cült sono molteplici e risulta semplice intravedere come i musicisti