HOLLINGSHEAD – “Trail”

(FOSFOR Creation) Debuttarono nel 2020… poi la solita storia della pandemia, un cantante assente, la pausa artistica… finalmente un nuovo singer (Tony Naima, anche autore dei nuovi testi) ed ecco che torna questo progetto progressivo svedese con un nuovo disco molto oscuro, tetro… ma emozionante, emozionale, estremamente suggestivo ed in qualche modo misterioso. (altro…)
(autoproduzione) Quello che piace di
(Agonia Records) Gran cerimonieri di una dimensione sospesa tra esotismi e mondi perduti, attraverso interpretazioni avanzate di stile come il black, doom, post metal e forse il rock. Loro maneggiano la psichedelia, con una sperimentazione che include composizioni strumentali e una forma libera nella quale scorrazza un 

(Black Lion Records) Secondo album per gli svedesi Hild, che si ripresentano sul mercato con un lavoro che, a partire dal titolo, è una dichiarazione d’intenti; “Thrash På Svenska” significa infatti qualcosa come “Thrash cantato in svedese”, mettendo così subito in chiaro che questo nuovo platter ci dispenserà una sana dose di legnate thrash metal ma non solo, visto che la formazione scandinava mescola sapientemente la lezione degli Slayer con altri generi altrettanto violenti come crust e punk, con alcune puntate verso il black/viking metal. 
(Salvaged Records) Si avverte l’elettricità che attraversa le chitarre di Jon Reinertsen e Matt Walker, come si percepisce in pieno la solidità del lavoro batteristico di Brad Purvis in “Distorted Folklore”. Loro con Jonathan Hamilton al basso, configurano atmosfere fondamentalmente post rock, con lampi vagamente spaziali, ma totalmente doom nella 
(Massacre Records) Sesto capitolo e debutto con la Massacre per il progetto del virtuoso Dushan Petrossi, a ben cinque anni dal precedente e validissimo “MetAlmighty” (
(Trollzorn Records) Sono votati al black metal questo manipolo di tedeschi del nord che si cimentano nel secondo album e suonandolo in una maniera melodica. Mettendo ogni cosa al suo posto e con una produzione attenta, “Trümmerfestung” risulta gradevole ma non del tutto avvincente, in quanto i tedeschi sembrano davvero più attenti a calibrare
(FHM Records) Ancora in giro quelle pellacce dure che randellano come matti e dopo 20 anni dal precedente album “Psycho Psycho”. Nati a principio degli anni ’80 in Florida, i Nasty Savage sono stati tra i primi fenomeni del metal statunitense con il loro heavy metal che diveniva power, speed e poi thrash metal nel loro periodo d’oro durato tra il 1983
(Folter Records / Alive) Mai originali i Violentor, forse anche prevedibili nella loro cruda essenza, fatta di un ibrido tra Possessed, Venom, Slayer della prima ora, i Motörhead ovviamente e infine la croce rigorosamente rovesciata. Questo sono e questo lo sanno fare e bene. “Burn In Metal” è la nuova opera di nichilismo, distruzione e lingua di fuoco 
(Soulseller Records) Un album nel 2023, “Sutwyke”
(Ripple Music) Justin Marler e Chris Hakius degli Sleep mettono in piedi questo progetto alternative rock-blues nel 1999 e coinvolgono Patrick Huerta come chitarrista solista e dopo diversi bassisti Rachel Fisher. Produrranno due album, “Beauty For Ashes” e “Shiver”, rispettivamente nel 2001 e 2003. La Ripple Music per la serie 

(Ripple Music) Nuovo impeto dei californiani Shotgun Sawyer giunti in questo mese al terzo album, contrassegnato evidentemente dal blues e suonato con una sua scorrevolezza, potenza nei momenti giusti e contaminato dall’hard rock, quanto anche dai Led Zeppelin. Sono figli della loro America: il cantante e chitarrista Dylan Jarman, il
(Steamhammer / SPV) Curioso che la Steamhammer / SPV parli dei Fire Action come una band con alle spalle tre album, infatti è quanto meno contestabile questa affermazione perché “Rock Brigade” del 2016, “Fahrenhater” di due anni dopo e infine “9112” del 2020, sono certamente tre EP. Tutti pubblicati autonomamente e con un minutaggio totale 

(Emanzipation Productions) L’anno scorso “Last Of A Kind” ha riportato alla luce, a dieci anni dal precedente album, una band motivata e con nuovi innesti. Un lavoro interessante, 
(Inverse Records) Una storia tra sogno e realtà sviluppata attraverso sette pezzi, costituisce il secondo album in carriera dei finlandesi Noitasapatti, avventurieri del black metal che viene tratteggiato con apie porzioni atmospheric, melodie spesso di fattura pagan o viking e qualche passaggio doom. “Sankarin matka” proviene da una dimensione sonora
(InsideOut Music/ Sony Music) Il 30 settembre 2003 i Jethro Tull pubblicarono il ventunesimo album intitolandolo “The Jethro Tull Christmas Album”. Fu un momento importante nella storia della band britannica perché per i successivi diciannove anni circa non pubblicò alcunché. Sedici canzoni nelle quali il menestrello del rock e capo in testa
(Gates Of Hell Records) Il ‘true heavy metal’ germoglia a Detroit ma non da oggi. Infatti i Demon Bitch si formano in quella città nel 2011 e da allora hanno pubblicato un po’ di cose ma in particolare solo due album. Proprio “Master of the Games” è il secondo e manifesta un puro heavy metal, nella sua forma più classica con diverse parti dove chitarre 
(Nordvis Produktion) Örnatorpet è un valido esponente di musica strumentale di taglio ambiente e atmospheric o, per dirla alla maniera delle etichette che si affiabbiano, dungeon synth artist. Artist si, perché tutto ciò è la creatività del solo Anders Ragnar, musicista svedese che recupera le tradizioni della propria terra d’origine e le trasferisce in
(Debemur Morti Productions) L. Oathe, multistrumentista e parte di Desolate Shrine, Convocation, Ordinance, e il cantante M. Malignant, parte di Corpsessed, Tyranny, Profetus, sono i titolari di Pestilent Hex, con il quale pubblicano il secondo album a due anni dal precedente “The Ashen Abhorrence”. Con l’evocativo titolo 
(Unholy Conspiracy Deathwork) È “Moritat” l’ultimo album dei Der Rote Milan, il seconod in carriera, ed è stato pubblicato nel 2019. Da allora la band tedesca ha pubblicato un EP nel 2020 e ora questo “Schlund”, il quale confeziona poco oltre 22 minuti di black metal dalle tinte fosche, nelle quali le chitarre fraseggiano trame, melodie letali e oscure
(Fiction / Lost Music / Universal / Polydor / Capitol Records) Il quattordicesimo album dei The Cure si intitola “Songs Of A Lost World”. La band nasce a Crawley in Inghilterra nel 1976. Resta forse la vera e unica formazione di un periodo che ha offerto al mondo la malinconia, sogni e incubi, frustrazione e angoscia, il cinismo e la poeticità di una scena
(Osmose Productions) Dagli anni ’90 a oggi Christophe Chatelet promulga il verbo del black metal senza stravolgerlo nei suoi significati e tenendosi fedele ai suoi principi. Pur tuttavia con “For Those Who Stay” i Gorgon vedono un suonare più pulito, meno raw ma sempre con quell’impronta di classicità, con una produzione attenta, distorsioni ben